The Initiation Well



Un'immagine che precede la cattura, la quale riempie il piano della superficie e agli estremi l'ombra di ciò che la precedeva. In principio il buio, dal quale solo può nascere qualcosa e, solo poi, la luce che svela l'impronta di ciò che è stato. The Initiation Well (Usa/Portogallo, 2020, 4') non ha pretese di riportare o catturare l'invisibile, il quale rimane ai margini della cattura, ma si concentra su ciò che ne permette l'intuizione, che in questo caso è il rituale. La ripetizione e l'ardore che lo caratterizzano vengono mutati e rilevati nella ripresa operata da Chris Kennedy in modo che il cortometraggio stesso sia un rituale, così da farne valere la pratica non tanto al di là delle parole necessarie al suo compimento, bensì al di là delle possibili interpretazioni... La cultura è ciò da cui parte il rituale medesimo, quindi si avrà un rituale che rispecchia la cultura di origine, non un qualcosa sopra le parti, il quale tuttavia rimanda a quell'uno universale da cui le parti originano e che non produce resti. Si può dire che in The Initiation Well non ci sia un vero e proprio metodo ermeneutico, in quanto il cortometraggio è costruito attorno a un suono che via via si fa più avvolgente e che cantilena la riuscita stessa del rituale a cui appartiene. Uno dei principi a cui sembra ispirarsi maggiormente il regista è quello della circolarità dell'operazione, una circolarità che richiama immediatamente il processo in atto. Dalla luce infatti, e quindi dalla visione e schiaritura dell'oblio, un momentaneo o perpetuo fino alla morte accecamento e al contempo c'è una spinta data dal movimento che spinge ai margini della cattura. Qui, la possibilità di un salto nel buio o nel luogo originario, ma prima non si può che passare per una corrente che ne determini la violenza. Quello di Kennedy è un rituale che, nonostante sia completo, viene solo in parte svelato. Questa operazione è resa possibile dalla macchina da presa, la quale diventa e assume il suo carattere di medium nel senso pieno del termine, lasciando così una parte di indeterminatezza costante che dipende da ciò che verrà in contatto con essa dall'altra parte dello schermo. Prima però un incontro c'è già stato e manca completamente nella sua forma visibile, piena, cioè l'incontro con il regista stesso. Questo viene celato in quanto ai margini e in quanto processo alchemico, dunque riferito a una crescita personale, la quale nulla ha a che vedere con un'applicazione standardizzata di modelli che mirano al cambiamento. Per via di ciò tale mancanza affievolisce l'immagine, la quale ne risulta sfumata e purtuttavia negativa, o positiva che sia, ma mai neutrale. 
L'ultima venatura che viene dal cortometraggio è una componente che potremmo definire femminile, quasi concitata pur nella sua velatura. Un femminile che si lega nel cortometraggio per completare quel richiamo che dal visibile impegna l'invisibile innominato. Il luogo della superficie di The Initiation Well risulta, dicevamo, perlopiù accogliente in quanto avvolgente. Tale proprietà ha le sue radici proprio nello spazio della Quinta de Regaleira, colta dal regista attraverso il rituale stesso della macchina da presa. È dunque in questo avvolgimento, in una pratica e non nell'oggettificazione del femminile, che il regista potrà adempiere al rituale che si sta consumando sulla superficie della pellicola. Una superficie che non rispecchierà così le formule, ma nemmeno ne allude pretendendo di chiarificare. A dispetto dunque delle semplici illusioni, Kennedy prende seriamente il suo compito e non rende il luogo un mito pieno di formule e dunque immagini: nonostante dunque il carattere del cortometraggio non induca a uno smarrimento totale perché tiene saldo il principio di visione, la vista comunque risente della vorticosità in gioco, permettendo una divulgazione non tanto parziale ma depistante, velata. Ed è proprio grazie a questa velatura che l'immagine può circolare liberamente. Accanto ci passa la storia del luogo, che irradia una forza a tratti debole, a tratti meno, e che perde in The Initiation Well il suo racconto per farsi aggancio.

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