Pratiche della visione #13: Una lettera a Riccardo Vaia




«Revolution is not a duty, but surrender.»
(Nick Land)

Tagliando corto: la storia del cinema sperimentale in Italia è attraversata, si direbbe pressoché dilaniata, da un complotto che ne psico-macchina la diffusione e ne inficia la conoscenza, e non è interessante qui chiarire se alla base del complotto stesso vi siano precise dinamiche di potere o una semplice incuria nello studio e nella ricerca, poiché il divenire dell'Io non cancella l'Es ma, tutt'al più, lo può de/finire (e comunque mai del tutto senza con ciò suicidarsi). Questo per dire cosa? Che al di là dello stalinismo di Rondolino è oggi possibile conoscere il Cinema 16 di Vogel, e ciò grazie alla pazienza e alla cura di una ricerca rigorosa. Poiché, in ultima istanza, è soltanto questa che ci redimerà dalla Storia.

Ecco dunque com'è andata: siamo la Rusalen, Vaia, io, la Pizzamiglio, Fabris, senz'altro anche Canuti e, forse, la sua ragazza, e c'era appena stato un incontro del cineforum, non ricordo se a proposito di Ciguri o de La lunghezza di Planck, nel qual caso ci sarebbe stato anche Lori, ora non ricordo, ed è difficile ricordare perché, a differenza degli altri registi presentati in quell'occasione e come già nell'ultimo NOFEST, Vaia aveva presentato più cose, anziché solo una, e insomma siamo lì, e forse era quella sera maledetta di Real Madrid vs. Juventus, forse era una di quelle sere in cui la Storia aveva già optato per un de_corso degli eventi, quindi sarebbe anche plausibile credere che fosse la sera di quel rigore su fallo inesistente di Benatia, quella in cui mi interrompesti per triggerarmi dicendomi qualcosa del tipo che dovevamo essere più politici, che tu ai tuoi studenti una cosa che non ti stanchi di ripetere è «siate politici», e io lo capisco anche che agli sbarbati che fanno l'artistico, a Parma, tu glielo debba anche dire, eppure continua a risultarmi ultroneo, data la storia del blog e i cinque anni di militanza sul campo, il fatto che tu lo dica a noi. Certo, hai avuto il tuo dire, su quell'iniziativa, del tipo che fosse una vetrina e che la parte più consistente di essa noi l'avessimo devoluta a Satellite in grazia del fatto che, per quell'occasione e comunque nel tuo delirio onanistico, il relatore fosse Brandalise, tant'è che, in fondo, non ti ho mai veramente perdonato per questa tua uscita, ma, anche fosse stato un esercizio sbagliato, impolitico o apolitico, ebbene non mi risultano ancora chiari i termini in cui la Rusalen ed io dovremmo accettare quel tuo consiglio, e ciò nella misura in cui, da parte nostra, la critica (perché noi non siamo altro che questo: critici cinematografici) sia sempre un fatto di militanza, mentre per te fare film significa, di fatto, poter ascoltarsi o ascoltare gli altri parlare di te. Detto in termini piani, anche perché non mi va molto di girarci attorno, avendo ancora una caterva di film su cui scrivere, che ne è della tua dignità - politica, artistica ma anche umana - e di quella sincerità in ciò che dici nel momento in cui reincarni la banalità diplomatica e, soprattutto, l'etica ciellina di quel Santini che biasimi e ridicolizzi?
[Contestualizzazione: la tua condivisione di un articolo-feccia di B̷̢̬̜͕̦̺̟̬̯̜̙̽́̀̓̈͐͆͝l̷̮͙͚̪̣̣͍̰̰̬̎̃͐͐͘a̵̰̟͔͎͈͋͂̓̽̊̔̏͂̇̈̉̅̂̋n̸̢̯̟̻̫̭̼̖̯̝͓̖̅͑ͅç̸̧̨̗͔̻̱̭̹̮͉͉̰͑̽̽͜ȯ̶̢̭̬̮̖͓͓̦͙́n̸̨͚͓͍͔̄̑͛̀̓͆à̵̺̳̘͚͔͈͖̮̤͕͉͛͂̍̓͂͊ su quel che per lui è il cinema sperimentale in Italia. Un articolo particolarmente interessante perché mette in luce tutta una serie di cose come ad esempio
  1. il fatto che non si possa prescindere dalla ricerca fatta negli anni da parte dell'EdP per parlare di cinema sperimentale,
  2. il fatto che non si faccia più ricerca in maniera onesta e rigorosa,
  3. il fatto che i concetti da noi creati siano alla stregua di quelli deleuziani, del tipo che ormai anche l'ultimo dei rincoglioniti se li mette in bocca senza conoscerne il significato profondo
  4. e il fatto, non ultimo, che sia necessario un minimo di stalinismo, un vero e proprio atto di intellettualmente disonesta cancellazione storica dell'EdP, per poter essere pubblicati.

Ora lasciando da parte i primi tre punti, è chiara la volontà - stalinista, appunto - di voler cancellare dalla storia ciò che è stato ed è tutt'ora l'EdP, e ciò - per esteso - al fine di scrivere una Storia che sia la storia. Lo si legge (e chi ci odia ci legge il doppio), lo si studia, perché è una fonte inesauribile ed ha aperto percorsi di ricerca e di resistenza in Italia purtroppo ancora inediti, ma non lo si cita, non lo si menziona, e ciò non perché non vada più di moda riferire la fonte bensì per - da una parte - sradicarlo dalla storia e - dall'altro - per compiere una Storia, e, sebbene nulla mi aspetti da chi bazzica FilmIdee e Lo specchio oscuro, è chiaro che non possa permettermi di fare altrettanto allorché anche tu prendi parte a questo Bücherverbrennungen neanche troppo virtuale.]
Non dico tu debba indignarti di ciò che è stato scritto sul tuo (vostro?) film, e in effetti a te non dovrei dire proprio nulla - solo portare all'emergere (come già abbiamo fatto a proposito del complotto ordito alla base del cinema sperimentale in Italia, che ne veicola la diffusione e ne macchina la conoscenza almeno sin dagli anni Settanta) di quest'accadere terrificante e, allo stesso tempo, indicativo di quanto ciò che ormai si dice e si scrive e si fa attorno al cinema sperimentale altro non siano che innocui e sghembi effetti di superficie di una profondità che solo noi, sinora, siamo riusciti a lambire. Del resto, Vaia, lo sai tu stesso che il lavoro fatto attorno e attraverso i tuoi film da noialtri (quello che tu adesso definisci, con una nobile trasvalutazione del valore della ricerca, «le mie isterie»), oltre che inedito, è parte integrante della possibilità stessa della conoscenza dei tuoi lavori, allora perché, d'improvviso, prendi anche tu parte all'operazione stalinista in atto? perché, dico io, non ti sei allarmato o, al limite, perplesso, nel leggere un articolo simile, dove i riferimenti al taciuto EdP siano tanto palesi quanto fraintesi? perché, insomma, non hai aperto bocca al riguardo? ti senti al caldo, in una lista tecno-poliziesca in cui il posto di Mazzola lo prende Ferri, e ci s'inventa di un film - inesistente - fatto da Santini e Todd? sarebbe forse questa, la tua politica, ciò che insegni in classe o che sta alla base del tuo filmmaking borghese? Sei patetico. E lo sei non solo perché, al di là di tutto, credo che a me e alla Rusalen tu, come Santini, debba ancora molto, ma perché, come Santini, eri nostro amico, e ti è bastato un nulla non solo per fare un voltafaccia clamoroso e opportunista ma pure - e soprattutto - perché, perdendo una buona occasione per dimostrare la tua vena politica, hai preferito tacere e, dal trespolo in cui rimani appollaiato, rivelare ciò che, nel profondo, sei: ovvero, come Santini e molti altri tuoi confratelli, un ridicolo arrivista. E, da parte nostra, un giuda senza denari; rimaniamo infatti afasici di fronte al tuo voltafaccia non tanto perché indignati bensì perché davvero non ci è chiaro il momento in cui il tuo desiderio sia divenuto fascista, allegandosi a quegli aggregati molari che rifiutano, segmentandoli e ordinandoli in vece di identità trascendentali, i flussi molecolari: una paginetta in cui si ordina la molteplicità dei cinemi sperimentali, disperdendone la disparità, affinché quella stessa paginetta, prescindendo dalla sperimentazione autentica, possa ricomporsi quale organismo, tomba del cinema sperimentale come CsO.
Ora non so se i tuoi film ti salveranno e se, dopo Lo specchio oscuro ma, soprattutto, dopo questa nostra lettera aperta, riuscirai ad arrivare anche a FilmIdee, a Torino, magari anche a Pesaro o dove cazzo pare a te, oppure scomparirai del tutto, alla Persico c'arriverà l'autore dell'articolo e di te non rimarranno che tracce disseminate su questo blog, di cui questa è purtroppo l'ultima, e in fondo neanche m'interessa sapere come andrà a finire; quel che m'importa, Vaia, è notificare, di nuovo, come forse le cose non possano andare diversamente e, a mo' di postilla alla tua superficialità reazionaria ed egoica, come in fondo il cinema sperimentale in Italia non possa prescindere, da un lato, da un'amicizia profonda e, dall'altro, dal tradimento di quest'ultima: perché, se è chiaro che il cinema sperimentale italiano passi tutto attraverso l'EdP, è altrettanto chiaro che riemerga altrove allorché lo si tradisca, rinnegandolo e rinnegando anche ciò che ha significato prenderne parte (amicizia). Rimangono, senz'altro, gli amici, alcuni dei quali, e nonostante tutto, saranno tali fino alla fine, che probabilmente non è così distante, ma, a latere di ciò, che è per i pochi e per i rari e, comunque, non fa rumore, il cinema sperimentale in Italia è, cioè affiora, in quanto fa scomparire—un'amicizia (ἀλήθεια, (Lichtung ())): non riconoscerlo implica misconoscere la natura stessa del cinema sperimentale italiano e, di conseguenza, parlare del nulla, scrivere in maniera del tutto inefficace e menzognera.
Da parte nostra, noi rimaniamo lontani dai riflettori, perché noi lavoriamo nelle tenebre.
Costantemente e con attenzione, il rigore della ricerca preserva l'etica dei nostri sguardi.
(r\esistenza → </3sistenza)
I tradimenti, la decadenza delle amicizie, il loro rivelarsi fittizie e, fondamentalmente, illusorie, base necessaria per un arrivismo spicciolo, ci rende al contempo più soli e consapevoli di questa solitudine. Una solitudine che è dell'ordine della cripta: che, distinguendosi dalle vostre comunità inconfessabili, divampa tanto più la condividiamo, perché per essere soli bisogna essere almeno in due - in due nonostante tutto, e io non sono mai stato più felice... 【tutte queste morti molecolari, e poi, forse, una spiaggia verde che profuma di fiori di loto, punteggiata di fiori rossi.】
Caro Vaia, le due righe scritte in quell'articolo per te valgono molto evidentemente, per noi vale invece e sempre il non-detto, quello che si sarebbe potuto scrivere o dire ed è stato taciuto, quello che non fanno gli amici piuttosto che quello che fanno i dementi, e non pensare che ci sia rancore o tristezza, in tutto questo nostro scritto, perché, in effetti, non ce n'è, e, anzi, la fama (o quel che è), passeggera, te la lasciamo volentieri, tanto più se questo rende noi, in silenzio, ancora più affamati, ma tieni anche a mente, con ciò, quanto dice il nonno di un brutto film non sperimentale però, comunque, italiano, e cioè che «la fame viene e scompare, ma la dignità, una volta persa, non torna mai più».
[E chiudo.] Non do ragione a quanti denigravano e denigrano i tuoi film, mettendomi anche in guardia nei confronti della tua persona, così affascinante («fascino, fascinoso»: la radice è la stessa di «fascismo») perché affascinata da un certo modo del cinema trascendentale che comunque gestiva con bravura e acume e nel cui gorgo non veniva risucchiata; per me - ma parla anche la Rusalen per le mie labbra - tutto questo scritto vuole soltanto fare il punto della situazione, al fine di rendere conto non tanto di te ma del nostro operato, ovvero del blog. Una lettera? Sì, ma come finzione di un altro pezzo di quell'ontologia del cinema sperimentale italiano che, al contrario dei ridicoli hegeliani in compendio, cui basta un articolo per riassumere e comprendere l'inattualità, che attualizzano, e la complessità, che appiattiscono (come sono arborescenti... (¬_¬)' «PERCHÉ DIAMINE NON VI DETERRITORIALIZZATE UN PO'‽»), del cinema sperimentale, disseminiamo da anni di recensione in recensione, non avendo la presunzione di sistematizzarlo in una morte molare che lo significhi (+/- definitivamente) [desiderio fascista] e, soprattutto, essendo ancora convinti che solo così sia possibile rispettare, anche nella lettera, nella parola scritta, il carattere del cinema sperimentale - un carattere talmente molecolare, anorganico asistematico perché acentrico e, soprattutto, asintotico, aperto, senza fine perché senza fini, che non lo si può fascistizzare [= «rendere affascinante», ma anche «avvolgere», «fare UN fascio», «ricondurre la molteplicità all'Uno»] in una fratellanza, una significazione, una patria o un ordine di ridondanza senza al tempo stesso tradirlo.

1 commento:

  1. “… the subways are empty and so are the cafés…
    Except for the Farmer’s Market and I still can hear him saying:
    YOU’RE ALL JUST PISSING IN THE WIND
    You don’t know it but You are”
    Neil Young
    Non c’è replica perché non c’è ‘discorso’; il ‘politico’ è quell’enunciato che manca perché ‘ritorna’.
    La tua-vostra indignazione è solo in ragione del fatto che altri blog hanno parlato del mio cinema? Rivendicando la primogenitura di una tua-vostra scoperta e quant’altro? O perché sarei ‘colpevole’ di essere stato citato senza il vs imprimatur?
    Qui la rivoluzione non c’entra per niente, lo capite, vero?
    Né il valore della tua-vs ricerca, né il copyright critico (se esistesse, sarebbe esilarante); semmai isterica è questa gelosia, questo occhiuto e ombroso rintanamento nella ‘macchia’, da dove pretendi-ete di avere uno sguardo privilegiato, un panopticon-laser col quale trafiggere il futuro.
    Cari miei: è una posizione di rincalzo, bella e buona.
    La r/esistenza ha a che fare con la ‘carne’, ma la realtà sa di lattuga.
    Non c’è bisogno dei tuoi-vs santini né si tratta di amicizia; questa è una MORALE che nemmeno sotto le mura di Pamplona si raccatta più.
    E non so che farmene, schiacciato come sono dalla merda quotidiana, di esercizi spirituali.
    Non so che farmene dello ‘sperimentare’ che invocate: sono troppo occupato a sopravvivere e ritagliarmi un po’ di estasi, quando riesco.
    Il ‘fascino’ è proprio qui, cari miei: non è di Stalin né dell’etimo; men che meno del vecchio sintagma borghesia-cinema: quanto piuttosto una cipria, una velina che ha a che fare con la ‘vanitas’ - la virtù della ‘scomparsa’ -.
    Noi non andremo a Pesaro - vi rincuoro - né saremo sorpresi sulla via di Damasco.
    Cos’altro può rivendicare uno che fa film oggi?
    Se non ‘scomparire’ dietro i propri film?
    Lasciamo parlare quelli, o ‘tacere’, se preferite.
    Quanto all'accusa di fascismo: be' quella merita solo una pernacchia. Brrrrrrrrrrr
    https://www.youtube.com/watch?v=1LTiKJlB62

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