(Agiografie #4: Vincent Grenier) Fotogrammi #68: Il colore come puro fenomeno



Io vedo il colore come un oggetto materiale e ogni materiale ha le sue peculiari identità. Una è psicologica, sicché puoi interpretare il colore in maniera differente a seconda del contesto. Questo è il motivo per cui utilizzo un certo colore per un determinato lasso di tempo, e quindi inizio a giustapporlo con altri contesti, così che possa introdurre a differenti letture. Un'altra identità è quella emozionale e pure questa muta a seconda del contesto. Io edito e riedito, e trascorro molto tempo in fase di editing pensando a come le cose si reagiscano l'una all'altra. Penso ai colori come significati che interagiscono con altri colori per formare un insieme più ampio di idee; è qualcosa di più che il semplice interesse nei colori: io sono interessato ai differenti aspetti mediante cui i colori partecipano all'impatto complessivo del tutto, nella struttura generale o nella composizione.
Il colore è carino, è emozionale, ha tutte queste grandi qualità, ma così c'è il facile rischio di esagerare. Più abilità hai, più diventa pericoloso fare qualcosa che sia meramente decorativo e non terribilmente significativo o risonante.
Io dovrei dire che penso a me stesso anzitutto come pittore. Quando andavo alla scuola d'arte, io dipingevo e a un certo punto il mio lavoro aveva questi campi di colore. Dunque questo è qualcosa che non mi ha mai veramente lasciato. Pure nei film è veramente difficile trovare naturalmente colori puri. Anche nella natura è raro. D'altro canto, molti manufatti presenteranno dei colori puri, probabilmente perché così potranno essere venduti. I colori puri sono emozionalmente carichi. Questo è giusto il background del mio pensiero sui colori.
Sono sempre stato interessato a questa idea secondo cui, nei film e nei video, io stia creando uno spettacolo che faccia essenzialmente ritorno a uno schermo piatto. Parte del metodo di creazione delle immagini è che vi siano dei colori, quindi come ci si concentra su questo aspetto, tranne che evidenziando il colore? In Interieur Interiors (1978), io ho rimosso molto spazio per poter parlare dello spazio. per avere accesso a qualcosa che riguardasse solo lo spazio nella sua forma più pura. Quindi in un certo senso torno a quell'idea per cui il colore sia un puro fenomeno, e l'unico modo per rivolgervisi è trovare il modo di rimuovere il resto per concentrarsi sul colore.

Vincent Grenier

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