Pratiche della visione #10.5: Home Movies. Per una critica ontologica (4. Archivio Aperto)



Archivio Aperto è la manifestazione che annualmente, tra l'autunno e l'inverno, Home Movies tiene a Bologna. L'iniziativa viene inaugurata nel 2008 collo scopo di «proseguire l'attività inaugurata nella Giornata mondiale per il patrimonio audiovisivo» del 27 ottobre 2007; in quella data, infatti, «l'Archivio Nazionale del Film di Famiglia, attivo già da diversi anni, si è aperto per la prima volta alla città con un incredibile successo di pubblico» e, a un anno di distanza, l'Associazione Home Movies ha voluto presentare i primi risultati del suo lavoro di restituzione della memoria privata alla collettività. Così, dal 24 ottobre al 3 novembre 2008 Home Movies ha tenuto la prima edizione di Archivio Aperto, una manifestazione che è interessante analizzare in quanto i suoi mutamenti sono indicativi dei mutamenti dell'Associazione medesima.
Nella prima edizione di Archivio Aperto, che – è utile ricordarlo – avviene nello stesso anno della raccolta di Modena e Reggio-Emilia*, è già presente quella seconda coalescenza di storia e cinema di cui si è precedentemente scritto. Il programma, infatti, prevede la presentazione del fondo filmico realizzato da un «cineamatore militante», Angelo Marzadori (1912-1999). La presentazione dell'opera di Marzadori non è l'unica, ed ad essa si riconosce un interesse sia storico («Marzadori è un testimone del suo tempo, con la cinepresa 8mm e la passione del filmare che caratterizza i cineamatori. La sua opera, riscoperta oggi, diviene una traccia preziosa e inedita di un mondo scomparso, da vedere stupendosi ad ogni inquadratura») che cinematografico (l'opera del 1951 ha un titolo, Bologna democratica); oltre a essa, Home Movies programma altri «film inediti girati da cineamatori bolognesi», il cui interesse storico viene rafforzato, questa volta a posteriori, da quello cinematografico attraverso l'interpretazione dal vivo di musicisti, formula peraltro utilizzata anche per la proiezione di Bologna democratica. Accanto a ciò, Home Movies mantiene comunque un atteggiamento ancora legato alle sue radici, come testimoniano (1) il fatto che, nel corso di Archivio Aperto, la raccolta di film in 8mm, super8, 9,5mm e 16mm sia attiva, (2) la conferenza Il cinema privato, una nuova fonte per la storia?**, che, tenuta in occasione della Giornata mondiale per il patrimonio audiovisivo, rimarca la natura di fonte storica del materiale filmico, e (3) il workshop rivolto ad operatori culturali, bibliotecari e insegnati del 3 novembre, titolato Il cinema amatoriale e la memoria del territorio. Come si vede, nel corso della prima edizione di Archivio Aperto, la coalescenza tra interesse cinematografico e interesse storico è ancora su un punto d'indecisione, e, sebbene l'interesse cinematografico abbia ormai assunto un ruolo ben più importante di quello che aveva agli inizi, non ha ancora preso il sopravvento, come poi succederà dopo il 2013, anno in cui eclisserà definitivamente l'interesse storico. A riprova di ciò, è utile constatare come vi sia un senso quasi politico e partigiano nell'utilizzo del film di famiglia come fonte storica, il che è ribadito dalla netta separazione che Home Movies, avendola accennata nell'abbozzo di bando per le raccolte, ora approfondisce tra la storia così come emerge dai cinegiornali prima e dalla televisione pubblica poi e quella, di «contro-campo», che si manifesta invece nelle pellicole amatoriali; a ciò, Home Movies dedica un discreto spazio nella brochure della prima edizione di Archivio Aperto, nella quale si legge quanto segue: «In tempi in cui la televisione ancora non esisteva o muoveva i primi passi sotto la vigile guida di politici, in cui il cinema professionale filmava poche location e quasi sempre le stesse, in cui le cine-attualità erano la voce più ancora che l'occhio della propaganda governativa, in cui se qualcosa sfuggiva al controllo ci pensava la censura, i cineamatori erano spesso i soli a poter puntare le cineprese direttamente sul mondo che li circondava, In molti casi le loro riprese sono uno sguardo libero sulla realtà che si svolgeva davanti ai loro occhi».
Nel corso degli anni e coll'andare delle edizioni, Archivio Aperto subirà delle modifiche radicali, che sostanzialmente incardineranno la manifestazione nell'ordine del festival cinematografico. Già nella sua terza edizione, esso assume dei connotati che lo segneranno definitivamente, come ad esempio lo spazio dedicato all'Hollywood Home Movies e l'omaggio a Jonas Mekas: nel primo caso la pellicola privata ha valore in quanto documento essenzialmente legato al cinema***, mentre nel secondo caso la specificità dell'opera è tutta cinematografica. Certo, attraverso Ritratti vivi, Memorie nascoste e I film medici di Vincenzo Neri si conserva l'animo originario di Home Movies, e i momenti di raccolta non vengono meno e, anzi, si mantengono nel numero di due, come già nella prima edizione, e tuttavia è palese che ormai l'atmosfera sia cambiata e sia in atto un traghettamento verso altri lidi: gli appuntamenti di carattere cinematografico sono di più rispetto a quelli di carattere prettamente storico, e anche la natura del seminario, precedentemente rivolta ad operatori culturali, bibliotecari e insegnanti per via del suo taglio storico, diventa, da una riflessione sul cinema amatoriale e la memoria del territorio, «un progetto per promuovere l'uso di una pellicola che sembrava destinata a una rapida fine e che invece resiste ai passaggi tecnologici da almeno 30 anni»; il super8, quindi, non è più d'interesse storico, ad esso non si guarda più come reperto (Il cinema amatoriale e la memoria del territorio), ma se ne intravede l'attualità e la possibilità di un uso diverso, quale va in voga nel cinema sperimentale. Tutte queste modifiche non sono casuali, e il fatto che si arrivi addirittura a parlare di un «linguaggio [il corsivo è nostro] del film di famiglia» dev'essere ricondotto a un evento cruciale, qual è riportato nella presentazione della terza edizione di Archivio Aperto: «A distanza di tempo, quello che era un progetto nella testa di pochi, ingenui o al più visionari, ha preso corpo ed è diventato un Archivio, che cresce di anno in anno». Home Movies, dunque, si ritrova a gestire un Archivio. Dopo otto anni, l'Associazione, nata per la creazione dell'Archivio filmico della memoria familiare e divenuta, successivamente, Associazione per la creazione dell'Archivio Nazionale del Film di Famiglia, ha finalmente avuto modo di costituirlo, questo Archivio, ed è così ovvio che le sue pratiche debbano mutare in relazione a un simile avvenimento; anticipando quanto sarà analizzato in seguito ma che può essere subodorato sin da ora, la realizzazione del progetto originario di Home Movies, e cioè la creazione dell'Archivio, comporterà, in ultima e definitiva istanza, una differente etica dell'Associazione, che da operativa che era diventerà essenzialmente gestionale. Si tratta ora di capire, anche in filigrana, di che genere di gestione si stia parlando, ed è a questo proposito lecito notare come sia proprio in questa edizione che venga presentato un programma a parte dal titolo Il treno va a Mosca, che nel 2013 diventerà un film realizzato da Home Movies in collaborazione con Kiné****, la società di Claudio Giapponesi***** che è partner tecnico di Archivio Aperto sin dalla sua prima edizione.
L'edizione del 2011 di Archivio Aperto non apporta alcun stravolgimento a quanto appena descritto, sebbene vi sia, a conti fatti, un'effettiva radicalizzazione dell'interesse cinematografico su quello storico. È del resto questa, la prima volta in cui Archivio Aperto viene definito «festival», ed è sempre in questa edizione che lo spazio dedicato alla raccolta subisce un notevole ridimensionamento (da due appuntamenti si passa a uno, quello di martedì 1 novembre), che resterà tale sino alle ultime edizioni. Nel corso poi del 2012 e del 2013 Archivio Aperto perverrà alla dimensione che le è oggi riconosciuta; anche in queste edizioni, infatti, accanto alla retrospettiva su un/a regista particolarmente noto in ambiente di cinema sperimentale (dopo Jonas Mekas, Archivio Aperto presenterà le opere di Helga Fanderl nel 2011, Ed Pincus nel 2012 e Ross McElwee nel 2013), si diffonderanno le iniziative di carattere prettamente cinematografico a scapito di quelle storiche.
La nona e finora ultima edizione di Archivio Aperto, tenutasi tra il 27 ottobre e il 7 dicembre 2016, oltre che per la sua durata, è da segnalare per via della totale scomparsa, in essa, dell'aspetto storico. Tuttavia, non bisognerebbe pensare che questo, come si è tentato di mostrare, venga ridotto fin quasi a scomparire; piuttosto, la sua scomparsa è in realtà dovuta a fatto estetico: l'interesse storico non scompare eclissandosi ma essendo enucleato nel dispositivo cinematografico. In effetti, gli eventi di carattere più marcatamente storico, nel 2016, sono in realtà eventi cinematografici: una seconda torsione compie ulteriormente i rapporti tra storia e cinema, trasformando in fine ciò che era mezzo prima e viceversa. Si pensi, a titolo d'esempio, alla proiezione di domenica 30 ottobre, Chi non occupa preoccupa, che è a ben vedere quella che più si avvicina all'interesse storico; l'interesse storico, che si ritrova nei filmati del Videogiornale, è però lungi dall'essere prettamente tale nella misura in cui esso non è più realizzato dal cineamatore, da colui che si trovava in mano una cinepresa e girava dei momenti di vita quotidiana e privata, intima, ma è ora realizzato da studenti del DAMS, i quali erano prima di tutto più accorti rispetto al mezzo e, in secondo luogo, organizzati in direzione di ciò che veniva filmato e di come veniva filmato; inoltre, in quanto studenti del DAMS, le pellicole prodotte dovevano necessariamente corrispondere a un'occhio istituzionale, il quale, sebbene potesse comunque darsi differentemente rispetto a quello della televisione pubblica, non poteva di certo eguagliare la libertà****** del cineamatore, che agiva al di fuori dell'istituzione. Quello che dunque è accaduto nel corso del tempo non è che l'interesse storico, che ha originato Home Movies e ne ha delineato l'etica per diversi anni, sia stato scalzato dall'interesse cinematografico; semmai è accaduto che l'interesse cinematografico abbia enucleato quello storico – e che la storia, ora, venga a darsi attraverso il cinema, che viene così a farsi, rispetto alla storia, come un dispositivo. La storia viene conservata in quanto fa funzionare il cinema come dispositivo, il quale, a sua volta, è il modo che, nell'ottica di Home Movies, viene a darsi la storia.
A questo proposito, in che rapporto sta l'Archivio con Home Movies? La realizzazione dell'Archivio è ciò che ha primariamente comportato la seconda torsione dei rapporti tra cinema e storia, ma esso non si confonde con questi rapporti: i rapporti sono espressi da Home Movies, che agisce sull'Archivio per portarne ad espressione determinati rapporti. In questo senso, solo l'Archivio esiste. Home Movies, dal canto suo, è l'operatore gestionale dell'Archivio, colui che agisce – per così dire – «alle spalle» dell'Archivio e ne fa emergere determinati rapporti, particolari sfumature. Se la creazione dell'Archivio ha portato a un certo tipo di nascondimento, questo non è della storia, contenuta nell'Archivio, bensì dell'Associazione che gestisce l'Archivio; è Home Movies, infatti, che svanisce dietro l'Archivio, e ciò al fine di riportare di esso in luce dei discorsi, delle traiettorie, delle linee di forza che lo attraversano. Di queste linee di forza, di queste traiettorie e discorsi, se ne può dire soltanto la contingenza. L'attività di Home Movies, quindi, si risolve in un'analitica trascendentale dell'Archivio, la quale però non è la sola possibile. Come trascendentale attraverso il quale è possibile affacciarsi all'Archivio, Home Movies non si confonde con esso e non può confondersi con esso*******; contemporaneamente, l'Archivio non può esistere senza che in esso operi Home Movies in quanto trascendentale, poiché ciò lo rinchiuderebbe in sé, disarticolando la sua produttività discorsiva, che è ciò che definisce un archivio come tale. È quindi questa produttività discorsiva che bisogna indagare. Il fatto che Home Movies produca discorsi di matrice cinematografica, a scapito di quella storica, è ciò di cui bisogna chiedere che venga reso conto********, e di questa richiesta ne va della comprensione non solo dell'Archivio ma anche di Home Movies; l'Associazione, infatti, solo operando attraverso l'Archivio perviene ad essere, ma quest'essere suo, di matrice cinematografica, da una parte denota un certo scollamento rispetto all'essere dell'Archivio qual è andato a costituirsi nel corso della ricerca storica, fatta di raccolte, donazioni etc., effettuata da Home Movies, e dall'altra veicola l'Archivio ad esistere, confondendo, in ultima e definitiva istanza, l'esistenza dell'Archivio con l'essenza dell'Associazione.

* Cfr. §3, infra.
** La seconda parte della conferenza sarebbe stata tenuta nell'edizione successiva di Archivio Aperto.
*** O alla musica, come accade nell'edizione successiva, nel corso della quale si omaggiano John Lennon e Yoko Ono, la quale è peraltro coinvolta – com'è noto – nel mondo del cinema underground americano.
**** Cfr. Appendice 2.
***** Già collaboratore di Home Movies, Claudio Giapponesi realizzerà, assieme a Paolo Simoni e Mirko Grasso, Come un canto. Appunti e Immagini di un Regista Dimenticato (2009). Nel corso del tempo, la sua società cooperativa, Kiné, produrrà diversi film realizzati col materiale dell'Archivio di Home Movies, tra cui quelli più noti nel circuito festivaliero sono Formato Ridotto (AA.VV., 2012), Anita (Luca Magi, 2012), Il treno va a mosca (Federico Ferrone e Michele Manzolini, 2013) e Vacanze al mare (Ermanno Cavazzoni, 2013).
****** «Le loro riprese sono uno sguardo libero sulla realtà che si svolgeva davanti ai loro occhi.»
******* Cfr. §1.
******** Una simile richiesta è resa possibile anzitutto nel momento in cui Home Movies agisce per via pubblica, coinvolgendo quindi direttamente lo spettatore ancor prima che questo sia tale; Home Movies, infatti, viene finanziata da enti pubblici, come ad esempio il Comune e la Regione, che nel 2016 ha elargito all'Associazione €25.000.

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