Pratiche della visione #10.3: Home Movies. Per una critica ontologica (2. Lo statuto di Home Movies)



Home Movies si costituisce il 9 ottobre 2002. Il suo atto costitutivo è una «scrittura privata da valere ad ogni effetto di Legge» fra Michele Canosa, Valeria Dalle Donne, Fausto Pullano, Mirco Santi, Silvia Savorelli, Paolo Simoni e Laura Vichi. Non riconosciuta, di promozione culturale e non avente scopo di lucro, l'Associazione viene denominata, in prima battuta*, Home Movies – Associazione per la creazione dell'Archivio filmico della memoria familiare e viene quindi a coincidere col tentativo di creazione di tale Archivio. Nel suo atto costitutivo si legge inoltre quanto segue: «L'Associazione è apartitica e non ha fini politici o di lucro. Essa ha per oggetto la valorizzazione e la promozione delle attività di ricerca e conservazione di documenti materiali filmici e amatoriali come testimonianza della memoria della società italiana, in particolare dell'ambito familiare». La creazione dell'Archivio, dunque, è funzionale al fine ultimo di Home Movies, che è prettamente storico: i film vengono valorizzati e promossi non in sé ma in quanto testimonianze della memoria della società italiana. L'interesse cinematografico è un'inclinazione peculiare di Home Movies, che tuttavia non esaurisce la natura dell'Associazione, bensì la incardina in un contesto generale più vasto e sfaccettato.
Lo statuto dell'Associazione consta venti articoli, che si potrebbero sistematizzare nei seguenti blocchi:
  • artt. 1-3, lineamenti generali dell'Associazione;
  • artt. 4-7, formazione dell'Associazione;
  • artt. 8-16, funzionamento amministrativo dell'Associazione;
  • artt 17-20, funzionamento gestionale e straordinario dell'Associazione.
Del primo blocco, l'articolo più sostanzioso, e sul quale ci soffermiamo, è il secondo, titolato Finalità. In questo, si specificano gli scopi dell'associazione, che sono in tutto sei. Nei primi quattro ricorre l'espressione «film di famiglia», colla quale s'intendono tutti quei documenti o materiali filmici amatoriali che valgano come testimonianza della memoria dell'ambito familiare di una data società, in questo caso di quella italiana. Home Movies si occupa quindi dei film di famiglia, valorizzando e promuovendo le attività di loro (a) raccolta e conservazione, (b) studio e (c) divulgazione; inoltre, (d) Home Movies s'impegna a «produrre o partecipare alla produzione di materiali audiovisivi o multimediali che abbiano per oggetto o che usino come fonte i film di famiglia, in modo parziale o totale». Gli altri due punti del presente articolo hanno un carattere più generico e decretano, oltre a ciò, che (e) l'Associazione s'interessa alla promozione di attività culturali e di formazione in ambito più generalmente cinematografico ed artistico e che (f) essa collabora a iniziative con altri enti, associazioni e istituzioni che, sebbene non abbiano come primario interesse il film di famiglia, svolgano «un ruolo nella conservazione della memoria storica in generale e del patrimonio cinematografico». Ciò che ne risulta, da questo secondo articolo, è il carattere fondamentalmente aperto dell'Associazione. L'interesse di Home Movies è «di valenza collettiva», nel senso che esso riguarda il collettivo in quanto società storicamente determinata. L'Associazione si presenta quindi con una linea marcatamente storica, prima ancora che cinematografica; meglio, la connotazione cinematografica dell'Associazione viene assunta a seguito di un interesse più profondo, che è appunto quello della preservazione della memoria della società italiana, in particolare dell'ambito familiare: il cinema è dell'ordine della tecnologia, esso viene cioè impiegato come tecnica mediante la quale attualizzare la preservazione della memoria. In termini rozzi, Home Movies si costituisce più come associazione storica che cinematografica o, il che è lo stesso, essa è cinematografica perché storica – non viceversa.
Il secondo blocco di articoli (artt. 4-7) specifica da chi è formata l'Associazione, ovvero lo statuto dei soci. Esistono tre tipi di soci: soci ordinari, soci onorari e soci sostenitori. I soci ordinari sono le persone fisiche e giuridiche che, riconoscendosi nelle finalità dell'Associazione, operano per la realizzazione degli scopi associativi e che osservano quanto previsto dallo statuto. I soci onorari sono le persone fisiche invitate a far parte dell'Associazione da parte dell'Assemblea dei soci per particolari meriti professionali o scientifici. I soci sostenitori sono persone, enti, istituti, società, associazioni tecniche e scientifiche che, in sintonia con le finalità espresse nell'art. 2, abbiano giovato all'Associazione corrispondendo la relativa quota associativa o con la propria attività o con donazioni. L'ammissione di un socio è deliberata, a seguito di richiesta da parte di quest'ultimo, dal Consiglio Direttivo, il quale si cura anche della sua annotazione nel libro soci; dal canto suo, il socio ha diritto (1) a partecipare alle attività sociali, (2) ad accedere alle cariche associative, (3) a ricevere le pubblicazioni edite dall'Associazione, (4) all'elettorato attivo e passivo alle cariche sociali, e ha il dovere (1) di versare la quota associativa, (2) di rispettare lo statuto dell'Associazione, (3) di mantenere un comportamento corretto e (4) di mantenerlo non solo nel rispetto dei singoli ma anche dell'Associazione tutta. Come si evince, i doveri del socio sono tutto sommato dovere formalmente etici. Il socio è tenuto a pagare la quota associativa, certo, ma questo è condizione dell'essere socio («la condizione di socio si perde... per mancato versamento della quota per almeno due anni consecutivi»); per ciò che concerne gli altri doveri del socio, si tratta, in fondo, di quieto vivere, e ciò a rimarcare il carattere sostanzialmente aperto dell'Associazione. Non solo, ma al suo carattere aperto l'Associazione affianca anche un carattere dinamico, come evidenziato dai punti 2 e 4 dei diritti del socio.
L'ultimo e più imponente blocco di articoli dello statuto di Home Movies riguarda il suo funzionamento amministrativo. Specificate le modalità con cui si sovvenziona l'Associazione (quote associative, donazioni, contributi e proventi), lo Statuto illustra l'articolazione di Home Movies nei suoi organi sociali. Questi sono in tutto quattro: l'Assemblea dei Soci (artt. 9-11), il Consiglio Direttivo (artt. 12-14), il Presidente dell'Associazione (art. 15), il collegio dei Revisori dei Conti (art. 16). A proposito delle rispettive funzioni di detti organi rimandiamo agli articoli indicati. Quel che ci interessa qui sottolineare, a proposito di quest'ultimo blocco, sono fondamentalmente due aspetti. Il primo: Home Movies viene amministrata secondo i criteri della democrazia e della rappresentanza. L'Assemblea dei Soci è il cuore dell'Associazione. Tra le altre cose, l'Associazione, come assemblea ordinaria, nomina il Consiglio Direttivo, approva i regolamenti interni e decide il programma di attività sociale; inoltre, come assemblea straordinaria, ha in sua competenza le modifiche dell'atto costitutivo e dello statuto dell'Associazione, nonché lo scioglimento dell'Associazione medesima. Le sue delibere sono valide allorché venga raggiunta una maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti. Il Consiglio Direttivo, dal canto suo, è sottoposto all'Assemblea. Esso viene nominato dai soci dell'Assemblea e le sue funzioni sono schiettamente gestionali e propositive (art. 14), e spetta all'Assemblea renderle effettive; non solo, esso viene per così dire sorvegliato nelle sue delibere dal Collegio dei Revisori dei Conti, il quale tuttavia può non essere nominato. Il secondo aspetto che ci interessa sottolineare di questo blocco riguarda la nomina del Presidente nel doppio contesto del quid juris e del quid facti. Nell'articolo 15, infatti, si legge quanto segue: «Il Presidente dell'Associazione eletto dall'assemblea è il Presidente del Consiglio Direttivo». Il Consiglio Direttivo, a sua volta, rimane in carica per quattro anni, e la nomina di Presidente può essere fatta ruotare annualmente tra tutti i membri del Consiglio. Ciononostante, nell'atto costitutivo è espresso che Paolo Simoni «viene nominato presidente del Consiglio per il primo anno», il che lascia supporre che tale carica dovesse decadere l'anno immediatamente successivo, anziché quattro anni dopo, cosa che, stando alle comunicazioni dell'Associazione, non risulta essere comunque avvenuta. Probabilmente l'Associazione, appena nata, aveva bisogno di un Presidente che la rappresentasse legalmente, di qui la menzione «in prima nomina» colla quale si era composto il Consiglio Direttivo, e si era così deciso di nominare Simoni in attesa di una stabilizzazione che permettesse all'Associazione poi di funzionare secondo statuto, cioè con un'Assemblea che nominasse il Consiglio e un Consiglio, con relativo presidente, che rimanesse in carica per quattro anni.

* Abbiamo infatti visto, già a proposito dell'atto di donazione, come il nome dell'Associazione muti in Home Movies – Associazione per la creazione dell'Archivio Nazionale del Film di Famiglia, il che, elidendo la memoria familiare, risulta – per così dire – profetico della svolta (o torsione, come la chiameremo) che si verificherà non prima del 2008 (cfr. §3).

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