Pratiche della visione #10.2: Home Movies. Per una critica ontologica (1. Due testi)


Proponiamo qui la lettura di due testi.
I due testi sono gli atti attraverso i quali Home Movies – Associazione per la creazione dell'Archivio nazionale dei film di famiglia acquisiva ed acquisisce le pellicole. Il primo è stato in vigore fino al 2012, mentre il secondo, che l'ha sostituito, è stato reso effettivo tra il 2012 e il 2013. Come si vede, gli atti sono piuttosto simili, anche se tra i due intercorrono alcune differenze.
La differenza più vistosa è senza dubbio la forma, che ha assunto una connotazione più tecnica e precisa in quello del 2012-2013. Con essa, muta anche la natura dell'atto: se, inizialmente, l'atto attraverso il quale Home Movies acquisiva le pellicole era della natura del dono, nel secondo atto si tratta invece di un conferimento. L'atto di conferimento si distingue dalla donazione principalmente per un motivo, e cioè che la donazione non implica necessariamente la preesistenza all'atto di un capitale (di qualsiasi genere e specie), mentre il conferimento lo presuppone e, anzi, si basa su questo. Questo secondo punto – come vedremo – è di straordinaria importanza, perché potrebbe illuminare le ragioni che hanno portato a riscrivere integralmente l'atto; per ora, comunque, basti notare come, se colla donazione il proprietario delle pellicole donava all'Assocazione, col conferimento le cose cambiano, e il rapporto non è più diretto con Home Movies quale altra entità rispetto alla quale si trovava all'altezza nel momento del dono: egli «conferisce nell'archivio», il suo gesto non è più matrice di un'operazione che richiede due attività (donazione-acquisizione, in rapporto biunivoco) di due diversi soggetti posti su un medesimo piano ma diventa qualcosa di unico e assoluto, un'attività la cui base materiale è una passività di fondo. A differenza della donazione, col conferimento il soggetto conferente non è più in rapporto con l'Associazione, la quale a sua volta in scena coll'atto del 2012-2013 solo a latere, bensì coll'Archivio: egli non dona più a qualcuno, ma deposita nell'Archivio, che si trova presso l'Istituto Parri*, le proprie pellicole; infatti, laddove l'atto in vigore fino al 2012 prevedeva due parti, la prima delle quali rivolta al Donatore e la seconda al ricevente, a rimarcare come la donazione implicasse non già soltanto se stessa ma anche – e immediatamente – una seconda attività, in rapporto biunivoco rispetto alla prima, e come, oltretutto, tali azioni potessero attuarsi solo tra soggetti che si ritrovassero alla medesima all'altezza, col nuovo atto l'attività di Home Movies si trasforma, l'Associazione smette di essere attiva nella transizione delle pellicole come lo era fino al 2012 per svolgere un ruolo più laterale. In effetti, nei luoghi dell'atto di conferimento in cui si richiama all'attività di Home Movies, questa viene ad agire prima (cfr. i tre punti del PRESO ATTO) e dopo (riproduzione, archiviazione, catalogazione, riversamento su supporti digitali degli audiovisivi) tale atto, mai, come prima, durante. Non solo, l'accettazione delle pellicole è immanente al conferimento stesso («[Home Movies] accetta ricevendo il conferimento del supporto di detto/detti audiovisivo/i, la proprietà materiale di ciascuno degli audiovisivi conferiti»), non è propriamente un'attività dell'Associazione: in termini rigorosi, Home Movies non accetta alcun film direttamente ma solo indirettamente, ne diviene cioè proprietaria allorché qualcuno lo depositi nell'Archivio, il che spiega la presenza, a fini di tutela, di un paragrafo inizialmente assente nei termini ora proposti, dove si legge che «il sottoscritto garantisce che le dichiarazioni rese circa l'audiovisivo/gli audiovisivi, come riportate nel presente atto e nei suoi allegati, sono vere, corrette e complete, di essere titolare di tutti i diritti di proprietà materiale e intellettuale (anche d'autore e connessi) sugli audiovisivi conferiti, con la sola esclusione dei diritti eventualmente spettati all'editore e/o agli altri soggetti indicati nel “foglio di dichiarazioni aggiuntive”, nonché di tutti i diritti necessari a rilasciare e stipulare validamente il presente atto senza oneri aggiuntivi a carico dell'Associazione Home Movies, nonché che il presente atto, l'audiovisivo/gli audiovisivi conferito/i e il suo/loro uso in conformità al presente atto non ledono diritti di terzi e che nulla osta al rilascio del presente atto di conferimento».
In breve, coll'atto di conferimento in campo c'è un solo soggetto, la cui attività è la sola e l'unica dell'intero processo. Quest'attività non si riferisce a Home Movies quale associazione bensì come Archivio: il soggetto deposita nell'Archivio i propri film, e Home Movies ne diventa proprietaria in quanto questi si ritrovano depositati nell'Archivio, che Home Movies gestisce.
In relazione a ciò, è interessante notare anche come il soggetto conferente si dissolva nel gesto stesso di conferire. Nell'atto di donazione, al secondo punto delle dichiarazioni, si legge quanto segue: «[il Donatore dichiara altresì] di avere interesse che l'Associazione abbia la cura della conservazione dei film del fondo, anche al fine della loro promozione e diffusione». Colui che dona, quindi, mantiene un certo rapporto con l'Associazione e il patrimonio filmico da essa conservato, rapporto che non tanto viene a mancare ma subisce uno slittamento particolarmente rilevante. Infatti, nell'atto di conferimento, questo punto viene cancellato, ma ciò non segna una chiusura dei rapporti tra conferente e Home Movies; i rapporti, come si legge, permangono – e permangono nella misura in cui il conferente «si impegna a farsi carico di ogni eventuale onere nei confronti di terzi». Da un rapporto d'interesse nei confronti dell'attività specifica di Home Movies (cura del materiale filmico) si passa a un altro tipo di rapporto, più specificamente legale, cioè quello dell'assunzione di responsabilità. Ciò è dovuto alla trasformazione del Donatore in conferente. Colui che dona, nel momento di compiere il gesto del dono, è in rapporto diretto e immediato col ricevente, ed è in ciò implicito che vi sia un duplice interesse, in relazione cioè sia a ciò che si dona sia a chi quel dono è rivolto; viceversa, colui che conferisce compie un gesto strutturalmente diverso, di deposito prima e d'affidamento poi: buona parte dell'atto del 2012-2013 è costruita proprio su questa dinamica, e non sarebbe poi del tutto sbagliato leggere l'intero atto in vista non tanto di un trasferimento di materiali quanto, piuttosto, di un passaggio di proprietà. Il conferente, depositando i film, entra in una meccanica strutturalmente diversa da quella in vigore fino al 2012: l'atto di conferimento è un atto marcatamente segnato da un carattere negativo, poiché mediante esso il conferente cede qualcosa. Il dono è di natura diversa. Il dono è dell'ordine dell'abbondanza e, attraverso di esso, si crea una certa relazione tra Donatore e ricevente. Viceversa, il conferimento è dell'ordine della delega. L'atto di conferimento è interamente strutturato sulla forma della delega. Il conferente deposita i propri film e sottoscrive un atto mediante cui poter delegare Home Movies alla loro gestione**. Home Movies si prende quindi in carico al posto del conferente dei film che questo ha depositato nell'Archivio, ma ciò in una maniera del tutto peculiare, che vale la pena approfondire. Infatti, Home Movies si prende cura dei film in quanto appartenenti all'Archivio che ha in gestione. Non è un caso, del resto, che, se nell'atto di donazione si aveva ancora a che fare con un certo tipo di diffusione (il terzo punto delle dichiarazioni comporta che ciò che viene diffuso sono «le immagini dei film»), coll'atto di conferimento si passa, invece, a un altro tipo di diffusione: «[l'Associazione Home Movies] può destinare parte del proprio Archivio Nazionale del Film di Famiglia alla partecipazione o promozione di progetti, nazionali e internazionali». Ciò che viene diffuso non è più il film bensì l'Archivio di cui il film fa parte. Il film, dal canto suo, ha una sua rilevanza perché parte dell'Archivio. In questo senso, il film cessa di essere interpretato come una singolarità: esso esiste in quanto compreso all'interno di una totalità, ovvero l'Archivio. È questa totalità che viene diffusa, è di questa totalità che ci si preoccupa; la cura dei film e la loro diffusione diventa una contingenza necessaria alla cura e alla diffusione dell'Archivio.
Sulla base di ciò, risulta chiaro anche il motivo per cui, nel secondo atto venga a mancare la seconda parte del primo atto. In questa, sottoscritta da Paolo Simoni in qualità di presidente dell'Associazione, Home Movies esplicita, assumendosele, le proprie responsabilità nei confronti del Donatore. Viene dunque dichiarato che Home Movies (1) acquisisce un determinato film da un Donatore, (2) s'impegna a consegnarne una copia in digitale al Donatore e (3) a citarne, qualora lo utilizzasse in un'iniziativa di promozione e diffusione, l'origine come facente parte di un fondo o di una collezione («o espressione analoga in cui compaia il nome del Donatore»), nonché (4) a renderlo disponibile per la consultazione del Donatore e dei suoi eredi; viene inoltre sottolineato che (5) in caso di scioglimento dell'Associazione il film «sarà destinato ad altri enti che perseguano finalità analoghe a quelle dell'Associazione nel campo della salvaguardia della memoria storica e del patrimonio cinematografico, a condizione che rimangano validi tutti i vincoli stabiliti nel presente atto»; infine, (6) si precisano il trattamento dei dati anagrafici del Donatore nel rispetto del Testo Unico sulla privacy. Quest'ultimo punto, assieme al terzo ma in maniera diversa, è il solo, in conformità alla natura di delega dell'atto, a essere conservato nell'atto di conferimento e l'unico a venire importato integralmente nel nuovo atto, poiché anche il terzo punto subisce un'inversione; se, infatti, nell'atto di donazione è Home Movies che «s'impegna a citare l'origine del fondo», nell'atto di conferimento è colui che conferisce il film a richiedere che «sia inserita, secondo gli usi, la citazione del soggetto che effettua il conferimento in proprio (citazione per nome e cognome), ovvero della famiglia del de cuius in caso di eredità (citazione per nome familiare), ovvero della denominazione/ragione sociale in caso di impresa/ente/associazione/società» o, in alternativa, che «non sia apposta alcuna delle predette citazioni».
È particolarmente interessante rilevare come il quadro di responsabilità di Home Movies venga sostanzialmente a cadere nell'atto di conferimento, sebbene non sia poi un fatto così inspiegabile. In effetti, e per quanto possa di primo acchito apparire diversamente, non si tratta di una sorta di deresponsabilizzazione di Home Movies, quella nell'atto di conferimento. Come abbiamo visto, ciò che muta, tra l'atto di donazione e quello di conferimento, è lo statuto del soggetto che dà il film: costui, se prima donava il film a Home Movies, ora lo conferisce in un fondo, che è curato da Home Movies; il fatto che Home Movies curi il suddetto fondo, tuttavia, non implica un rapporto diretto tra il conferente e l'Associazione e, anzi, l'intero atto di conferimento sancisce definitivamente la rottura di quel rapporto diretto e immediato, che si trovava ad essere cardinale nell'atto di donazione. Il conferente, in quanto tale, è colui che non ha più a che fare con un'Associazione, bensì con un fondo. Tecnicamente, Home Movies non si appropria di alcun film, ma ritrova questo in quanto depositato nel suo proprio fondo, e perciò se ne cura: la caduta del quadro di responsabilità, su cui s'impernia l'intera seconda parte dell'atto di donazione, è una conseguenza di questo nuovo assetto giuridico e legislativo. Parlare di deresponsabilizzazione di Home Movies, a questo proposito, risulterebbe fuorviante proprio perché, così facendo, non si renderebbe conto di quel mutamento che inerisce l'essenza stessa di Home Movies e di cui le differenze tra un atto e l'altro non sono che sintomi. Il fatto che Home Movies non si assuma più quelle responsabilità è dovuto al fatto che, per com'è costruito l'atto di conferimento, non può più assumersele, e non può più assumersele perché è preclusa qualsivoglia immediatezza nel rapporto col soggetto conferente.
Che il rapporto tra Home Movies e il soggetto conferente non sia più immediato ma mediato (e il fondo filmico che è patrimonio di Home Movies è il termine medio di tale mediazione) ha come prima e più evidente conseguenza una torsione di Home Movies su se stessa: Home Movies ha a che fare solo di riflesso con l'altro da sé, poiché quest'altro non è che l'Archivio, il quale è di sua gestione. Home Movies, quindi, da una parte è costretta a lasciare che qualcosa da sé si stacchi, d'altra parte, però, ciò avviene in vista di un'assolutizzazione, ovvero di uno scioglimento di legami, pressoché totale. Il fatto che venga a mancare il quadro di responsabilità presente nel primo atto è dovuto al fatto che Home Movies non ha più bisogno di assumersi responsabilità, e ciò perché non ha più un rapporto, un legame col Donatore una volta che questo viene trasformato in conferente. È rimarchevole, del resto, la posizione del fondo di Home Movies: se prima questo veniva posto in seguito, a mo' di telos, (da una parte come termine successivo a Home Movies e al Donatore, dall'altra come termine risultante dal legame, nella forma del dono, tra Home Movies e il Donatore), ora occupa invece una posizione mediana, che, separando Home Movies dal conferente e sciogliendone i legami, permette a Home Movies di riferirsi soltanto a sé; tale autoriferimento esclusivo, Home Movies è costretta a pagarlo con uno scollamento dal proprio patrimonio che, sebbene sia ciò che permetta il conferimento in esso di nuovi fondi filmici e sebbene venga immediatamente recuperato, almeno de facto, dall'Associazione, risulta nondimeno problematico e giuridicamente aporetico. Un esempio, a questo merito, è l'elisione del quinto punto della seconda parte dell'atto di donazione: il quinto punto, quello sul futuro del fondo filmico donato allorché l'Associazione venisse sciolta, sparisce nell'atto di conferimento, ma questa sparizione è in sé del tutto ingiustificata, tanto più se la si legge nell'ottica di cui sopra, e cioè in quello spostamento che ha reso l'Archivio da luogo da creare (telos in vista del quale operare) a spazio effettivo sul quale e mediante il quale operare.
Si direbbe, a questo punto, che ciò che abbia segnato la necessità di modificare l'atto di donazione in un atto di conferimento altro non sia che l'effettiva costituzione dell'Archivio***. Sembrerebbe, cioè, che la donazione avesse avuto senso fintantoché si trattasse di costituirlo, l'Archivio. Una volta costituito, essa non bastava più. Naturalmente, questa è solo un'ipotesi. Per verificarla, è necessario ripercorrere la storia dell'Associazione, cercando di capire come essa sia infine arrivata a realizzare ciò per la cui realizzazione era stata fondata. Quando è stato costituito l'Archivio? in che momento e come si è capito che l'Archivio era stato realizzato? e cosa ha determinato la sua definitiva costituzione, sia nel senso di cosa v'abbia contribuito sia nel senso di cosa questa comporti nella pratica di Home Movies?

* Cfr. Appendice 1.
** É utile ricordare, a questo proposito, come il conferimento, rispetto al dono, escluda ogni possibilità, da parte degli eredi di colui che conferisce, di reclamare qualsiasi proprietà sull'oggetto conferito: se, col dono, l'erede poteva avanzare la pretesa di riappropriarsi dell'oggetto donato, ora, coll'atto di conferimento, questa possibilità è tolta.
*** Cfr. §4.

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