Fotogrammi #64: 6° Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro (1970)



I tempi dei "festival" sono finiti: il senso di assoluta inutilità che ha contrassegnato nel corso del '70 le cronache anche più ciniche e spigliate degli inviati a festival e mostre, vecchie e nuove, non è il solo segno di questa putrescenza. I tentativi di rinnovamento sono in questo senso completamente vani: inutili dispendi di energie meglio impiegabili. Ai festival vanno sostituiti nuovi istituti che da un lato siano sede di studio, di dibattito e di approfondimento critico; e dall'altra siano il punto di partenza per quella diffusione del cinema non alienante che i vecchi festival non sono riusciti ad operare. Per fare questo occorre affrontare i rischi, sperimentare vie sconosciute, tentare il nuovo, provare soluzioni inedite. E non per un astratto e spettacolare gusto del "nuovo": ma soltanto perché di fronte alle nuove realtà i vecchi strumenti sono ormai inutili e sovente anzi patetici. Ogni Mostra, anzi, dev'essere la rappresentazione critica della "formula" che essa intende applicare. E tendenzialmente deve avere come fine quello di contribuire a modificare la realtà della produzione, della distribuzione e dell'informazione cinematografica fino al punto di divenire superflua. Perché le Mostre cinematografiche, non va dimenticato, sono surrogati rispetto a realtà cinematograficamente carenti. 

― Direzione della Mostra, testo di presentazione della sesta edizione (1970)

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