From Chance to Deal



From Chance to Deal (USA, 2016, 35') è costruito grazie a un viaggio di Chris H Lynn che riprende particolari i quali, dispiegandosi, poco hanno a che fare con un pensiero sul viaggio, inteso come viaggio di qualcuno, percorso e così sviluppo, bensì riguardano più da vicino una visione cinematografica che dalla realtà cerca di trarne qualcosa per sé. Questo per sé è da intendere in maniera prettamente egoista, cioè come ciò che poco ha a che fare con l'individuo in senso stretto e tutti i suoi interessi di crescita, ma piuttosto riguarda una sua cura, con il conseguente acuirsi della sensibilità dell'occhio. Ma From Chance to Deal non è prettamente questo processo di sensibilizzazione, eppure è da questo che prende in qualche modo forma: l'occhio non come ciò che si forma guardando, ma come ciò che è formato dalla cristallizzazione delle visioni, le quali sono sì, all'infuori del corpo, ma non in senso da opporsi a esso con la conseguente possibilità di immaginare direzioni originate all'esterno dello stesso e che arrivano al corpo. Da qui allora la sensibilizzazione dell'occhio non è da intendersi come merito individuale, ma come forma di cura egoista che l'uomo mette in moto per poter meglio essere recepito dall'universo stesso e non dunque per percepirlo meglio. Essere meglio recepiti dall'universo: nelle sue infinite relazioni, guardare frammenti di mondo per scorgervi non tanto il mondo, ma per essere guardati da esso in modo che il nostro occhio possa venirne mutato e moltiplicato. Il fine non è, ancora una volta, l'individuo, ma la realtà stessa: in ciò la gravosità dell'essere parziale che non può mai guardare tutto ciò che lo circonda, ma che è sempre guardato da tutto, compreso il cinema. Cogliere questo sguardo è forse il tentativo di Lynn. From Chance to Deal scorre lentamente in più località e da queste ne è attratto inevitabilmente. Se il nostro soggiorno in un luogo avviene veramente, non è certo solo per il nostro passaggio, per la nostra dichiarazione di presenza, ma per l'accoglimento del luogo stesso della nostra presenza. Non occorre parlare per forza di impatto dell'uomo sull'ambiente per calcolare la violenza dell'uomo su di esso o, meglio, occorre parlarne solo in questi termini per essere immediatamente capiti dai contemporanei, ma poi è necessario slittare verso una sostanziale differenza di considerazione del luogo stesso: calcolare l'impatto ambientale umano considera la violenza del non-luogo al luogo su cui è venuto a costituirsi, ma non parla della violenza rivolta all'uomo stesso che si sente in una situazione d'irrealtà non tanto per la non realtà dei fatti, bensì per l'espulsione a cui siamo costretti dal luogo stesso. From Chance to Deal non accoglie l'armonia del luogo perché lo stesso è in pace, come se fossimo di fronte alla cosiddetta natura incontaminata o quasi, la stupidaggine della natura più naturale, ma From Chance to Deal è accolto dai luoghi stessi. Da qui nasce ciò che possiamo vedere e che in un primo momento ci sembra quasi alieno, come se fosse una cosa che possa solo appartenere a determinati luoghi e momenti di vita, magari una vacanza. Eppure l'accoglimento può avvenire in qualsiasi momento e luogo. Considerato ciò From Chance to Deal ritrova quell'accoglimento di cui sono capaci i luoghi attraverso il cinema: semplice mezzo di registrazione sì, ma anche mezzo attraverso il quale si possono concentrare le forze del nostro incontro con il luogo stesso, nel tentativo di poter mostrare e riversare ogni dove le possibilità di accoglimento, le quali mutano e si trasformano nell'atto della loro ripresa sullo schermo. Ciò sta a significare che la riproduzione non si presenta per forza di cose alla stessa maniera se non a livello rappresentativo: qui possiamo parlare quanto vogliamo della ripetizione e della trasmissione, quasi empatica, di ciò che viene mostrato, ma non possiamo andare oltre alle possibilità di tale livello, non possiamo sfiorare altro se non ciò che ci è permesso. Ma dalla ripetizione si può passare oltre se non fosse altro che è lo stesso From Chance to Deal a essere più che un ri-prendere ciò che si è dato nel momento in cui sono state prese delle immagini: l'accoglimento stesso, innervando la visione, non è trasferibile, esso è unico e irripetibile, ma può trasformarsi attraverso altri incontri, altri luoghi in cui il cinema può nascere anche collettivamente, nel senso di unione di individui unici, accumunati solo dalle loro assenze nei confronti degli altri. È da questa trasformazione che nasce l'accoglimento del cinema.


From Chance to Deal from chris h lynn on Vimeo.

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