Events in a cloud chamber



Nel 1969 Akbar Padamsee girò e proiettò un film in 16mm, Events in a cloud chamber, che poi andò perso, nessuna copia e nessun negativo, solo la memoria sbiadita di questo film. Se ne interessò Ashim Ahluwalia, il quale, anche se non poteva recuperare il materiale, cercò quantomeno di recuperare il film e dall'incontro dei due uomini uscì questo cortometraggio che porta il nome di quello di Padamsee, cioè Events in a cloud chamber (India, 2016, 22'). Il film di Ahluwalia è un documentario e, anche se non si può avvalere del materiale filmico del film originario, cerca di derivarne qualcosa. Possiamo così vedere dei filmati di famiglia di Padamsee, delle riprese di Padamsee giovane e anziano, possiamo sentire il racconto e la descrizione del film, di cui alla fine verrà abbozzato il dipinto che era ritratto nel film medesimo e possiamo sentire il fallimento che ne è effettivamente stato per la critica. Ci sono dei punti, si creano degli spazi con delle linee, sono liberi eppur logici e tuttavia senza senso, la musica... astratta. Che ne è del film? Banale sarebbe dire che il film è in fondo indescrivibile. Events in a cloud chamber, quello di Ahluwalia, è un tentativo mancato, tentato in quanto tentativo che sapeva di mancare, acquisendo così una presenza che colma un vuoto istituzionale, che è quello in fondo anche della memoria come ciò che storicizza un oblio, che diventa poi vuoto materiale ma non mnemonico. Il film di Padamsee c'è, è presente proprio nel film di Ahluwalia, ma è presente in quanto richiamato al presente dall'oblio, il che ne implica gioco forza un'assenza precedente che rimane assenza delle immagini. Ma Events in a cloud chamber, quello di Ahluwalia, è anche un film a sé come può esserlo nel senso della discendenza, cioè come un figlio che si emancipa dal padre, ne chiede la storia della famiglia, lo interroga su cosa sia stato, sui suoi perché e sui suoi rapporti con il mondo, con gli spettatori, ovvero ciò che gli ha rimandato la società, come gli ha risposto e come lui ha risposto ad essa, che ne è stato anche, di questa società, fatta da gente che non capisce l'arte (per ammissione di Padamsee). È un padre incompreso ma che non ha rigettato il mondo, lo ha semplicemente schivato nel ruolo di regista ed è tornato a fare ciò che riteneva poter fare effettivamente, cioè dipingere. Il passaggio generazionale risente del tempo e chiede al tempo i suoi perché e le sue relazioni. Quel periodo particolare, il periodo di quell'unico film, è una sorta di parentesi incompresa, rappresenta un'incognita per chi lo succede. Viene indagato, producendo il documentario in questione: quell'incognita è infine la sperimentazione, la quale necessita di essere evocata, di essere in qualche modo ricostruita o almeno richiesta. C'è un vuoto dunque in questo film di Ahluwalia, che è il vuoto della stessa sperimentazione, entrambi poggiano sul niente ed entrambi cercano di colmarlo: Padamsee ha girato, ha mostrato il film, l'ha compiuto e ora si tratta di prendere quest'eccedenza che era emersa e di riproporla in quanto eccedenza. Questo è il film di Ahluwalia, un'eccedenza propria della sperimentazione, la sua immagine, che si fa discendenza, producendo quindi qualcosa che però non potrà che generare immagini con un altro vuoto proprio dell'immagine. Questo il passaggio generazionale che compiono, tra generazioni a cui manca il cinema e manca l'immagine. Molto diverse entrambe eppur affiliate, perché se oggi l'immagine è ovunque eppur sfugge, non c'era nemmeno prima, riproponendosi nella memoria. Non si genera per colmare il vuoto o per trovare altre soluzioni al vuoto. Il passaggio generazionale produce per produrre anche la sua eccedenza, la quale è in questo senso positiva: il vuoto non è negatività, non è assenza e Events in a cloud chamber cerca di riprodurre proprio quella positività per ritrovarla in se stessa, negandola nel richiamo, perché così cerca di presentarla, ma facendo ciò non si trova che nell'impossibilità della negazione, che è ciò che infine avvia la produzione, è l'immagine. L'immagine non c'è con Padamsee e non c'è con Ahluwalia, resiste al suo richiamo e per questo crea affiliazioni, ovvero crea il cinema come ciò che esiste prima di tutto ed esistendo si toglie dalla discendenza e dalla sua generatività, rimane vuoto e come tale è qui celebrato.  


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