The Illinois parables




The Illinois parables (Usa, 2016, 60') è il nuovo lavoro di Deborah Stratman e si potrebbe parlarne davvero come di un documentario sperimentale, le cui due parole, documentario e sperimentale, si danno qui nella loro valenza più pura e concreta. Infatti, se entrambi i termini sono abitualmente considerati molto generali e dai confini labili, la Stratman cerca qui di metterli assieme nella loro effettività e quell'essere generale e labile, che altro non è che il loro dinamismo, si mostra non tanto come loro proprietà fondante che costituisce quindi l'essenza dei due, quanto piuttosto come una caratteristica tale per cui il loro compenetrarsi è così permesso. Da tutto questo la visione della pellicola ne risulta certamente segnata e così facendo non ci sentiremo tirati e condotti a forza da un certo qual punto di vista, anzi è proprio grazie alla compenetrazione dei due termini e al loro agire tra di essi e per essi, che non ci interrogheremo mai sulla questione del punto di vista stesso. Infatti, il problema non si pone, nel momento in cui la storia presentata del territorio dell'Illinois degli ultimi secoli, non ha bisogno di auto-fondarsi grazie a determinate fonti, perché le stesse sono considerate e mostrate, non tanto come prove evidenti che una storia ci sia stata, che abbia attraversato il luogo, ma sono da prendere nel loro rapporto con il tempo presente, con il tempo del film, il quale scardina la fonte stessa grazie al suo evolversi sperimentalmente e con ciò quindi non ha bisogno di esistere fondandosi. Se la sperimentazione è ciò che non ha mai fine, non risulta avere nemmeno un'inizio, o per meglio dire, un'origine da cui si produrrà il tutto. Il fondamento stesso non ha bisogno di prove della propria nascita e questo lo vediamo bene in The Illinois parables: non c'è bisogno né di un punto che guardi a una variazione (punto di vista), perché la variazione stessa non è, almeno in questo caso, il punto centrale della pellicola in questione, né di un punto che ricerchi l'origine della variazione stessa. Il film fa a meno di una voce fuori campo che racconta i fatti, che ci conduca a essi, ma ne prende molteplici e molteplici tipi di voci, le quali a volte parlano senza parola, piuttosto invece si limitano semplicemente a far vedere. Probabilmente è quest'ultima la forza maggiore del film della Stratman, questo mostrare la storia senza parola, senza raccontare per forza, ma al più appena indicando. Ma cosa si indica? Se indicando in qualche modo si traccia un certo percorso, il film stesso risulterebbe avere quel che di autoriale che, subdolamente, si metterebbe prima dello spettatore, per dargli quella via che la mente e soprattutto lo sguardo dovrebbe prendere. C'è qualcosa però che non ci fa pensare a questo e provando a rifletterci probabilmente ciò è dato dal ruolo delle immagini e il tempo così come si presentano. Provando a spiegarci meglio, se il passato si dà in questo film, ci sembra che lo faccia in un modo oscillante, non solo con delle fonti che però non si risolveranno mai in mere prove dell'esistenza del passato stesso, ma anche bucando l'immagine presente, ovvero quelle immagini che si riferiscono alle riprese che osservano il territorio adesso e proprio lì, nell'Illinois, un territorio che, appunto, come tutti i territori, sempre si rifà al tempo che vive in esso. Forse, non è tanto il presente che si apre al passato, quanto piuttosto è questo passato che si apre al presente, in modo da non sentire una sorta di nostalgia o attaccamento o tristezza per ciò che non c'è più, tale per cui la visione si risolverebbe in un recupero delle immagini e delle storie passate, un recupero che è mero raccatto di fonti che resistono passivamente e con questo però pian piano muoiono e scompaiono con lo scomparire della loro presenza. Se il passato vive nonostante non si presenti a noi, non compaia ai nostri occhi, è perché questo passato si protrae solo in parte per mera presenza. Ci sono tracce che sussistono nel territorio, tracce che subiscono certo le influenze del tempo, ma è anche grazie ad esso che resistono, legandosi al territorio e in The Illinois parables si tratta sostanzialmente di mostrare come queste si diano come possibilità della realtà, che non si risolve in un presente del qui e ora, ciò che si mostra e basta ed è così, considerando tutto questo, che una storia si potrà dare in questo territorio, con tutte le connessioni tra i tempi che si potranno stabilire.





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