Fotogrammi #52: Rocking chair



«Personalmente, penso che tutti i film derivino dalle immagini primitive dei pionieri, come quelle che Méliès e i fratelli Lumière ci hanno lasciati. Dopo che il cinema divenne qualcosa di istituzionalizzato, i registi avant-garde e sperimentali hanno consapevolmente assunto il medesimo approccio esplorativo al cinema. Peraltro, dacché siamo in contatto col cinema, non abbiamo tutti noi sperimentato il tempo e il movimento in un modo nuovo? Quello che m'interessa in un film è la sua parte più primitiva, che è la qualità-base che fa parte di tutti i film. Io cerco lo stesso tipo di esperienza e scoperta nel presente. Io non penso che i primi film siano divenuti irrilevanti e obsoleti; piuttosto, credo noi continuamente ritorniamo ad essi al fine di pervenire a nuove scoperte. Questo è piuttosto complicato da capire per uno spettatore normale, che è in contatto solamente con i nuovi media. Ma quello che io voglio fare è esplorare le potenzialità nasconde dell'immaginario filmico usando la tecnologia contemporanea. Usando questo strumento che tutti noi abbiamo scoperto, mi piacerebbe portare una nuova consapevolezza in tutto ciò che vediamo ogni giorno e in quelle esperienze che noi diamo per scontate. Questo è il mio semplice obiettivo.» (Shiho Kano intervistata da Scott MacDonald in A critical cinema 5. Interviews with indipendent filmmakers)


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