Phil Mendrix



Fare un film su un artista - per giunta ancora in vita - richiede una certa intelligenza, non fosse altro per evitare abomini cinematografici che sono stati fatti, ad esempio, con Jim Morrison o, in Italia, con Rino Gaetano - tanto per citarne alcuni. Parliamo e rimarchiamo l'espressione abomini cinematografici per schierarci fermamente contrari a film fatti in un certo modo, non solo perché creano una storia romanzata su una vita - per rendere, probabilmente, lo spettatore maggiormente portato ad immedesimarsi e altre cose del genere, come fa del resto qualsiasi film da multiplex - ma soprattutto perché questi film, costruiscono una sorta di relazione causa-effetto tra vita privata dell'artista e la sua opera, nel tentativo di rintracciare i segni della prima sulla seconda. Cosa succede, invece, in Phil Mendrix (Portogallo, 2015, 70')? Ebbene, predisponendo un collage con vecchie foto, riprese dello stesso Filipe Mendes, riprese dai suoi concerti ed, infine, interviste alle persone vicine all'artista, Paulo Abreu ci restituisce l'immagine più sincera e vicina allo stesso Mendes e questo, non solo per non aver romanzato la sua vita nel film, in quanto basta la sua vita stessa a interessarci (e ci basta proprio perché la vita non è, in una sorta di sogno adolescenziale, come un romanzo e non lo è proprio per la sua diversità intrinseca, che le vede una (la vita) che si svolge da sé (pur nel suo determinismo) e l'altra (l'opera d'arte) che si compie secondo il progetto di un altro) ma, soprattutto, Paulo Abreu non ha utilizzato il film come un mezzo, quanto piuttosto come metafora della stessa vita, considerando però la vita non di Filipe Mendes ma di Phil Mendrix, ovvero il chitarrista, il Mendrix portoghese. Non stiamo però con questo affermando l'esistenza di una sorta di linea che divide il privato e il pubblico, Filipe Mendes e Phil Mendrix, anzi, vogliamo sottolineare invece come Abreu cerchi di cogliere l'artista come qualcosa di indiscernibile da Mendes: non cercando di ricollegare una cosa all'altra, in quanto le considera un tutt'uno, il film diventa la sola cosa capace di cogliere quel genio, quelle potenzialità espresse da Phil Mendrix, che lo caratterizzavano e facevano la sua persona. Possiamo dire che l'intento di Abreu di cogliere il genio dell'artista si possa considerare riuscito, in quanto ha reso Phil Mendrix la sola cosa che può davvero cogliere questo genio: certo cinema è il solo ad avere la capacità di far emergere dal flusso di immagini quel qualcosa che era proprio del chitarrista ma che non si può esprimere a parole, sintetizzare in astrazioni tecniche sulla sua musica, insomma, è la sua riproduzione. L'artista, se è colui che può essere considerato un oltreuomo, non può ridursi a personaggio, nemmeno a mera analisi tecnica, ma ha bisogno del cinema per poter attuare una riproduzione delle sue particolarità, perché è il solo mezzo possibile che riesce a farlo, dove cioè questo qualcosa in più possa trovare un nuovo spazio per emergere, nella superficie delle immagini, mai attualizzandosi completamente in una forma o, meglio, non esaurendosi in essa, riusciamo a cogliere il genio dell'artista, a contemplarlo e, infine, nella restituzione della sua immagine, a riviverlo un'altra volta.


29 commenti:

  1. Qual è il tuo pensiero riguardo Kurt Cobain: Montage of Heck?

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    1. Non avrebbe dovuto rispondere Caotide visto che l'articolo l'ha scritto lei? Troppo protagonismo ragazzino gracile, troppo protagonismo...

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    2. "Non avrebbe dovuto rispondere Caotide visto che l'articolo l'ha scritto lei?"

      È una regola che hai appreso leggendo Lansdale?

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    3. Ha parlato il ragazzino ancora in fissa per Stephen King...

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    4. Cazzo, detto da uno che non legge Lacan, mi sento colpito nel profondo :O

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    5. Wrong, è una regola dettata dal buon senso, altro che Lansdale. Ma poi scusa, cosa cazzo ne sai te di cosa legge o non legge la gente? Magari l'anonimo qua sopra si sfonda come te di libri noiosi e pedanti, non può essere?
      Troppa spocchia ragazzino gracile, troppa spocchia...
      Ps: cmq essere in fissa con king la vedo una cosa giusta caro anonimo, stiamo sempre parlando del Re

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    6. Ma andatevene affanculo voi e quella mezzasega sopravvalutata di King.
      Ma pure Lacan, Deleuze e compagnia cantante, e con loro tutti i bloggaroli come il Cazzino, uno che non è in grado di concepire due righe senza aggrapparsi annaspando ai sistemi di pensiero altrui. Avesse mai capito un cazzo di qualcosa...

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    7. Quale saggio hai dovuto consultare per scrivere, con estrema fatica, questo commento?

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  2. Anonimo come mai tutto quest'odio verso King? Ti ha stuprato la madre?

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    1. Spiegatemi voi tutto questo amore per King, piuttosto. Vi ha leccato la cappella?

      Ma le avete davvero lette cagate come "Cose Preziose" (ovvero, come scimmiottare malamente Ray Bradbury), "Il gioco di Gerald" (solita banalizzazione di una premessa interessante), "Mucchio d'ossa", "Insomnia", "Shining", "The Dome"? E si potrebbe continuare con un bel po' di altri titoli...
      Forse si salva giusto "Misery" che , nonostante i limiti intrinseci della scrittura di King, è per certi versi un buon romanzo.

      CIAO DEMENTI!1! (cit. ovviamente da Lacan)

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    2. Vedo che il tuo acume critico è ai livelli di quello di un Croce a caso. Mi fa piacere.

      (Anyways, "La storia di Lisey" è un capolavoro.)

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    3. Boh, che ti devo dire, a me piace. Misery, cujo, l'uomo in fuga, la bambina che amava Tom Gordon mi sono molto piaciuti. Se poi a te fa schifo non è che ci devi ammorbare il cazzo, leggiti altra roba e non rompere i coglioni.
      L'unica demente qua è quella mangiacazzi di tua madre, sappilo

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    4. Ma allora è vero che c'è del buono in tutti ^_^

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    5. Yorick, in un'altra vita io e te saremmo potuti essere grandi amici <3

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    6. Ma infatti ho specificato "in un'altra vita", in questa continuerò ad odiarti e ad essere il tuo fottutissimo troll

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    7. Avevo capito, infatti l'emoticon era per quello: non sei un granché come troll, eh? :/

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    8. Effettivamente no, sono ancora agli inizi di questa mia gloriosa e soddisfacente carriera.
      Tu continua a darmi spunti come fai sempre

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    9. Oh, contenti voi che vi continuate a leggere 'ste cagatine pensando pure che si tratti di letteratura.
      E sì che il padrone di casa i corrispettivi cinematografici di King (registi blasonati e di sicuro successo commerciale) li deride a più non posso (anche giustamente, a volte)...
      Ma sbaglio io a pensare che uno possa essere pereparato ad analizzare con lo stesso grado di discernimento e competenza diversi linguaggi.

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    10. Già, il cinema non è la letteratura...

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  3. Comunque, "Kurt Cobain: montage of heck" è proprio brutto (visto stasera) e per rispondere alla domanda, forse, bastavano le prime righe di questa recensione... Le cose sono due: o mi sono spiegata male o la domanda deriva semplicemente dal fatto che siete talmente pieni di film da multiplex ecc., senza alcuna possibilità di vedere altro, che leggere non basta e non potete capire la differenza tra i film, il che è parecchio triste...

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    1. Io stasera ho visto Hypnosis Display... :/

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    2. ahha io mi sono beccata pure The Event :p

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    3. Ognuno sceglie le differenze filmiche che vuole <3

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    4. No, è albe che ha scelto the event :P

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