恋愛の大饗宴 (Banquet of Love)


C'è sempre un luogo, nei cortometraggi di Michael Lyons, ed è il luogo statico che la passeggiata dello schizo adoperata dalla macchina da presa su di esso rende puro spazio, spazialità in perenne apertura: da A journey to the Shirakawa Sosti (Giappone, 2014, 4'), il cui suono è stato lavorato assieme a Palle Dahlstedt, a Mototanaka Dérive (Giappone, 2014, 5'), sonorizzato invece assieme a Malte Steiner, sempre tramite l'uso del sistema optofonico Octopus. È come se, nei suoi cortometraggi, Lyons esperisse un qualcosa di unico e nuovo, un dischiudersi dello spazio che è qualcosa di più profondo del paesaggio che ci si presenta mentre si cammina e si taglia per i vicoli. Per questo, 恋愛の大饗宴 (Banquet of Love) (Giappone, 2014, 7') risulta essere la sua opera più genuina e importante, perché qui, finalmente, si dà uno spazio già dischiuso, quasi che questo cortometraggio discendesse dagli altri due precedenti e ne fosse, in un certo senso, la piega, che li spiega dispiegando lo spazio in loro ancora troppo euclideo per darsi molecolarmente. Bisogna considerare, peraltro, che qui Lyons non lavora da solo alla regia ma affianco dell'allieva Haruka Mitani, che Lyons ha introdotto al cinema attraverso McLaren e, quindi, Brakhage, Fischinger etc.; è lei che ha realizzato le immagini, per esempio preferendo incollare pezzi di pellicola su entrambi i lati anziché l'esposizione multipla, ma tale lavoro sull'immagine è da considerare come strettamente connesso alla cinematografia di Lyons (qui impegnato nell'uso del sonoro, costruito sempre attraverso l'Octopus), che, allora, compare come co-autore di un'opera la cui realizzazione è come se lo attraversasse («by Lyons», per parafrasare Brakhage) per incarnarsi nella pratica della Mitani: una collaborazione a stretto contatto, dove i ruoli non solo si confondono e si fondono ma sparisce, barthesianamente, la nozione stessa di autore. A ogni modo, ora, la domanda non è più quale sia lo spazio (in cui mi trovo) bensì dove sia lo spazio, poiché ora si giunge veramente a una spazialità così intensa che sembra quasi non aver più nulla a che fare con lo spazio così com'è dato all'esperienza quotidiana: è lo spazio cinematografico, che investe l'ambiente (un bosco, il ramo d'un albero) per rivestirlo, ma tale rivestimento è solo apparente, poiché quell'ambiente, una volta investito, è già cinematografico, già pellicola. Non ci si stupirà, quindi, del finale squisitamente brakhagiano che completa e realizza l'opera; infatti, allora è davvero lo spazio così come esso è puramente a emergere e a darsi: non più la registrazione dell'ambiente su pellicola ma la registrazione della pellicola medesima, che ha in sé l'ambiente ed è effettivamente ambiente. Realizzato assieme a Haruki Mitani, 恋愛の大饗宴 (Banquet of Love) viene così ad essere qualcosa di più che un semplice film sull'ambiente o d'ambientazione: esso è propriamente l'ambiente, ma questo ambiente è filmico, è pellicola - e non c'è niente di autoreferenziale in tutto ciò. Del resto, se in A journey to the Shirakawa Sosti e Mototanaka Dérive proponevano appunto, più che un movimento nello spazio, un movimento dello spazio, una sua espansione, qui si tratta ora di contrarlo, lo spazio, di farne una molecola, quasi si volesse astrarlo da sé, estraendone il movimento a esso congenito; un simile movimento, non bisogna tuttavia intenderlo alla stregua di un seme che generi lo spazio quanto, piuttosto, come lo spazio nella sua forma più pura, qual è, appunto, nel momento in cui lo si esperisce di per sé, internamente e interiormente: in fondo, 恋愛の大饗宴 (Banquet of Love) è un film privato, intimo, e non è un caso che sia stato dedicato a Norman McLaren, non solo per il suo cinema quanto perché solo interiormente, cioè attraverso la propria interiorità, è possibile pervenire allo spazio così com'è presente nell'opera di Lyons. Il cinema di McLaren assume allora dei toni prettamente nostalgici, nel senso che i suoi film sono il vissuto medesimo di Lyons, ed è questa la differenza sostanziale tra questo cortometraggio e i due precedenti: lì, si perveniva allo spazio in maniera esteriore, attraversando gli ambienti; qui, invece, si perviene allo spazio in maniera interiore, dispiegando le pieghe della propria interiorità, del proprio vissuto, e queste pieghe sono cinematografiche, affette cioè dal cinema di McLaren. Non si tratta, allora, di giungere a un vissuto cinematografico ma di carpire l'essenza fondamentalmente cinematografica del proprio vissuto, e con ciò esperire la spazialità che ne deriva. Una spazialità, appunto, cinematografica, che è lo spazio della pellicola e pellicola dello spazio: ma cinematografica solo ed esclusivamente perché, per Lyons, il cinema di McLaren ha contato così tanto da trafiggerlo e innestarsi nel suo corpo, vivere il suo corpo. In questo senso, dunque, 恋愛の大饗宴 (Banquet of Love) compie un doppio movimento: dal vissuto cinematografico allo spazio puro, dallo spazio puro alla vita medesima, anch'essa, ma in maniera ora più pregnante, cinematografica. Così, l'opera estrema di Lyons dovrebbe forse essere catalogata assieme a quei lavori che, come l'ultimo Brakhage, realizzano un gesto attraverso il quale loro stessi si realizzano, perché, certo, il cinema è dalla vita, ma la vita medesima, nella sua purità, non può prescindere dal cinema, la cui piega, una volta dispiegata, è l'esperienza vivente stessa.


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