Fotogrammi #41: Metz e il cinema dell'æssenza



«Per comprendere il film (tout court) è necessario che io percepisca l'oggetto fotografato come assente, la sua fotografia come presente, e la presenza di quell'assenza come significante. L'immaginario del cinema presuppone il simbolico, perché lo spettatore deve prima aver conosciuto lo specchio primordiale. Ma, come lo specchio primordiale che istituiva l'Io immaginario, lo specchio secondo dello schermo, strumento simbolico, si basa a sua volta sul riflesso e sulla mancanza. Tuttavia non è il fantasma, luogo "puramente" simbolico-immaginario, perché l'assenza dell'oggetto, e i codici di questa assenza, vi sono realmente prodotti dalla physis di un'apparecchiatura: il cinema è un corpo (un corpus per il semiologo), un feticcio che si può amare.» (Christian Metz, Cinema e psicanalisi)

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