Los materiales


Materiali. Di scarto, ovviamente. O, meglio, materiali che l'inquadratura scarta, che non può cogliere nella loro materiale oggettualità se non traendoli da un contesto che, a sua volta, non risulta pervenuto se non come qualcosa d'altro rispetto a come effettivamente e attualmente si dà. Materiali: un albero su un fiume, le montagne coperte di nebbia, ma quell'albero è qualcosa d'altro che non un semplice elemento costituente uno scenario ambientale, esso è anzi qualcosa di più profondo, che non può non darsi se non rispettivamente a una storia - la Storia - che lo necessita e lo determina; prima, infatti, una diga, e poi delle case abbandonate, ruderi di abitazioni, che, perdendo la loro abitabilità, sono qualcosa d'altro e sono questo qualcosa d'altro in vece della Storia. Ecco, Los materiales (Spagna, 2009, 67'), realizzato dal collettivo spagnolo Los Hijos, più che un'operazione di riesumazione del passato tenta, per quanto possibile, di recuperare materiali del presente e ritrovare in essi la necessità della loro presenza, che è quella di un passato catastrofico e inquietante: è il passato di Riaño, che nel 1987 è stata rasa al suolo da un'inondazione, e questa inondazione, che si situa nel passato, non è può essere ritratta, sicché ciò che conta, ora, è recuperarne i segni per poter accettare il presente come un qualcosa la cui materialità è, sì, data da se stesso ma che anche dev'essere nutrita endemicamente di una necessità che solo come alterità può porre il presente - e può porlo per risonanza. È questo, in ultima istanza, ciò che di affatto avviene e ciò a cui s'assiste: una risonanza. Che non è semplicemente la risonanza del passato tutto, ma di ciò che ancora di quel passato risuona. L'inondazione che fa di quel rudere qualcosa di diverso da un'abitazione abbandonata, che fa di quell'albero qualcosa di diverso da un albero sradicato e caduto sul fiume. Allora, ciò che conta non è più, semplicemente, il passato rispetto al presente bensì il presente rispetto al passato, poiché solo alla luce del presente un passato può darsi in quanto tale, cioè come nucleo della risonanza: quel passato diviene questo passato, ma questo passato è solamente ciò che è arrivato - per risonanza - fino al presente, il quale, allora, assume una forma retroattiva che fa come da lente, da setaccio nei confronti del passato. Los materiales si configura dunque come un film su un'ineluttabilità, ma questa ineluttabilità è assieme passato e presente - relazione tra i due. E non si tratta solamente di Riaño, ma anche del cinema: cosa può questo film? Ciò che hanno potuto altri film, ciò che ha determinato questo film. Il che non significa che Serra o che altro cineasta del presente non affetti il collettivo Los Hijos, solo che non ha importanza, poiché ciò che Serra può affettare è ciò il passato cinematografico spagnolo ha effettivamente ed efficacemente contribuito a creare sia in Serra che nel collettivo Los Hijos, il quale si configura allora come una prole senza tempo, apolide e a-temporale poiché in grado di riflettere su di sé e di sottrarre al presente quel passato che l'ha necessitato, la qual cosa non implica necessariamente un'eternità o, banalmente, un'auto-determinazione quanto, piuttosto, una referenzialità che procede al contrario: a ritroso, non più quella del passato sul presente ma quella del presente sul passato, alla ricerca di un punto di contatto (la materialità del cielo, ad esempio) in cui presente e passato si confondano definitivamente: non più materiali ma la materialità pura.

4 commenti:

  1. Proposto a Bergamo, rassegna "Laboratorio tascabile" il 14 febbraio 2011, con la presenza di uno dei registi. C'è chi ancora non me lo ha perdonato! ;)
    Alberto Valtellina, Lab 80 film

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    1. Grande tu e poveri coglioni quelli che non sono riusciti ad apprezzarlo.

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  2. dove si puó trovare?

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