Alla fine della baldoria #8: Tonino De Bernardi - Lei


DATI TECNICI
Titolo originale: Lei
Soggetto, regia, fotografia e sceneggiatura: Tonino De Bernardi
Montaggio: Pietro Lassandro
Musica: Tuxedo Moon
Produttore: Tonino De Bernardi, Andrea de Liberato
Produzione: Lontane Province Film, Poetiche cinematografiche
Distributore: Sharada
Anno: 2002
Durata: 105'


SINOSSI
Un film di soli personaggi femminili che si alternano a raggiera, in una costellazione di sole donne. Tante lei diverse, ognuna in un suo spazio, in una zona geografica differente e lontana, però sguardi e gesti convergono nel profondo, misteriosamente. Ognuna dice – Io - e fa un monologo con o senza parole, ma poi torna al silenzio, seguendo una propria linea, portandosi appresso il proprio romanzo.


NOTE DI REGIA
Carla Bottino è se stessa ed è l'unica che non ha un ruolo di finzione e in questo si contrappone a tutte le altre. Walter Riccarelli è Cleopatra con Antonio secondo Shakespeare. Elena Bucci è la donna che parla a lui che tiene la camera e gli si ribella. Manuela Giacomini canta Traviata lungo tutto il film. Fabrizia Sacchi è la donna dalla doppia vita che in taxi si sdoppia e cioè cambia abito mentre fuori sfilano le vie di Roma e il Colosseo.
Il film è mio e si chiama LEI, 2002.
Elena si ribella pag.334 - ...Sabato 8 agosto di nuovo ore 22.35 la farfalla notturna o falena è di nuovo qui sullo schermo acceso del computer si direbbe la stessa dell'altra sera E poi è finita sui tasti e poi l'ho vista volare via con forza di colpo e già credevo fosse moribonda e invece no... e potrei scrivere un manuale sulle falene, James Cain ha scritto il romanzo "La falena" nel 1948, nel 1934 aveva scritto "Il postino suona sempre due volte",con più versioni cinematografiche... e oggi perCORRENDO per fortuna niente blog... -
Elena continua a ribellarsi per tutto il film - Basta!- continua a gridare a lui che la segue.
Cleopatra con Antonio. pag.103 - ...e Mizoguchi Kenji i due film visti ieri, apro la porta e mi affaccio fuori, sporgo la testa al cielo quello che si può vedere in alto una striscia tutto il resto gli alberi i puntini di luce di alcune stelle, per me il 17 maggio sarà quest'ultimo sguardo a fuori e verso l'alto e incontrate quelle lucine che fatichi a dire che son lucine ma sono stelle addirittura ed è... è perchè siamo tornati in campagna Casalborgone la nostra casa-rifugio e stamattina poi Norman Mailer, Ancient evenings, Racconti-liriche di W.B.Yeats, Cristopher Marlowe, TAMERLANO, I VESPRI SICILIANI ma ritrovati qui RITI DI PASSAGGIO di W.Golding (e qui trovo anche Arnold Van Gennep, I RITI DI PASSAGGIO 1909, passaggio della soglia, ospitalità, nascita, pubertà, fidanzamento, matrimonio, morte, stagioni) e Joyce, ULYSSES il finale -------- e Webern ma prima ancora Che farò senza Euridice? Dove andrò senza il mio ben? Ma nel pomeriggio Anna e Arcangelo e il ritrovarli Euridice!... Oh Dio! Rispondi! lo son pure il tuo fedel! Euridice... - ... e LEI è film mio di tutti personaggi femminili. E così questa pagina è tutta centrata sulle immagini del mio cinema.


APPUNTI SPARSI
C'è insieme tanto e poco da dire su Lei (Italia, 2002, 105'), film di De Bernardi che tenta di dispiegare, pur mantenendo la complessità, il femminile - diciamo così -, che viene dunque presentato attraverso la videocamera e, tramite questa, De Bernardi non cerca di rappresentare il o un genere: ogni donna, infatti, è incarnata nel suo essere donna e non ne è tanto il rappresentate - universale o di un tipo di donna - solo per il fatto di essere se stessa davanti alla videocamera, ed è se stessa proprio  mentre racconta una storia, anzi, lo è perché non si distanzia dalla narrazione ponendosi come io narrante, ma è nella narrazione, unendo così il soggetto e l'oggetto della narrazione. Ma ancora non è abbastanza questo, perché c'è qualcos'altro, ovvero, il concatenamento che creano tra loro durante il film, che ci fa meglio dire che non si tratta tanto di molti «io» ma piuttosto di una «lei», ovvero di un qualcosa che non è così vicino a noi come il «tu», così da riuscire a ricreare una certa distanza, che è necessaria per presentare queste donne e i loro racconti nella loro unicità, in modo da apprezzarle come altro da sé e mantenere, appunto, la loro unicità fondante.  Durante il film, infatti, siamo portati naturalmente a considerare, non tanto qualcuno in quanto donna, piuttosto - e qua ci aiuta De Bernardi - come una «lei», il che significa che non diventa più una questione politica/sociale in cui si dividono i sessi in maschio e femmina, bensì ogni persona ritratta è una «lei», e questa «lei» è quindi per sua natura non un identico e un ripetibile - sebbene si raccontino varie storie, alcune private, come quella della tassista, altre storicizzate, come quella di Cleopatra e, tuttavia, sono storie che risultano a noi come concatenate, nel loro rapporto invisibile e pur nella loro unicità. Ecco che sì, affermiamo la differenza uomo/donna, basta che non si risolva nel genere maschile-femminile (come si può ben notare dalla presenza di transessuali) e questa affermazione, che non viene mai presentata nel film, anche se è implicita, è più che altro un'attestazione, non una volontà di contrapposizione e nemmeno di unione dello yin e dello yang, in cui una parte si trova nell'altra per indicare la comunicazione tra le parti. A De Bernardi interessa fare un discorso diverso sul cinema, che si fa tramite per attestare e presentare a noi queste donne come uniche e concatenate su uno stesso piano e che le porta a sprigionare così una forza che non è solo loro, piuttosto possiamo dire che grazie al cinema hanno uno spazio per stare in un rapporto e questo sprigiona la gran forza che fonda il film.

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