(Agiografie #2: Mauro Santini) Attesa di un'estate



Attesa di un'estate (Italia, 2013, 16') è il primo componimento di Frammenti di vita trascorsa, di cui abbiamo accennato parlando di Fine d'agosto (Italia, 2014, 21'). Attesa di un'estate è una raccolta di registrazioni fatte dall'inverno del 2009 alla primavera del 2010, lasciate poi in disparte e riprese nel 2013, anno del loro assemblaggio. Si potrebbe facilmente dire che l'attesa di qualcosa sia più piacevole dell'ottenimento della cosa stessa - in questo caso l'estate - e in fin dei conti è facile pensarlo, anche perché questo film è di una dolcezza estrema e, nelle scene in cui l'inverno diventa metafora della tristezza, diventa anche una speranza che sopraggiunga il sole; tuttavia questo sarebbe un discorso semplicistico, e quindi cerchiamo di guardare il cortometraggio mettendolo all'interno del suo contesto, cercando di salvaguardare la sua particolarità. Si nota così che l'ultima parte segnala la fine d'agosto, dunque non tanto agosto, non tanto l'estate intera, non tanto, quindi, la cosa desiderata ma la sua fine. Ricollegando quindi i due film e cercando di fare un ragionamento che li contempla entrambi per capire meglio la prima parte, Santini ci sembra fare un discorso assolutamente non semplicistico, ovvero, non ci mostra quanto sia più piacevole l'attesa in un'ottica di discorso sul piacere, piuttosto quanto sia importante una riflessione sul movimento, prima delineando il passaggio inverno-primavera (Attesa di un'estate) e poi parlando di un movimento che ritrova forza su un punto di snodo che è la fine di agosto, tenendo sempre presente che significa che c'è pure l'inizio di un'altra cosa (Fine d'agosto, appunto, non ci mostra in realtà la fine, perché non c'è un inizio come non c'è una fine, bensì c'è sempre un movimento, perché siamo in un processo). Dunque, il discorso presentato in Attesa di un'estate ci pare verta su una propensione verso qualcosa - l'estate appunto - dove c'è sempre uno stare nel qui e ora, ergo un presente rivolto verso il futuro, un protendere a, e questa estate non viene mai completamente raggiunta ma non viene raggiunta perché la meta finale - l'estate - è in fondo già presente anche durante l'inverno e la primavera: nel movimento è presente la meta che non è mai una meta da raggiungere nella sua pienezza quanto, piuttosto, qualcosa che costituisce e permette tale movimento. Ecco che, allora, Attesa di un'estate diventa l'emblema della vita stessa e di fatto è la vita stessa che cerca di riprodursi attraverso il cinema, una vita in cui, ancora una volta, mostra una fusione con il cinema.

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