Youth - La giovinezza


Sorrentino è la classica persona che vorresti incontrare, dopo esserti procurato un porto d'armi. E, certo, questa è cosa nota da tempo, e forse La grande bellezza (Italia/Francia, 2013, 142'), essendo stato realizzato coll'unico scopo di salvare i tax credit, enfatizza all'eccesso questo semplice dato di fatto, ma c'è da dire che un tale sentimento, nato già all'epoca di This must be the place (Italia/Francia/Irlanda, 2013, 118'), trova forse - e almeno finora - proprio nell'ultimo film del regista napoletano, Youth - La giovinezza (Italia/Francia/Svizzera/Inghilterra, 2015, 118'), la sua più naturale raison d'être; che dire, infatti, di una pellicola così sfacciatamente banale, ammiccante e insulsa? Senz'altro fare un discorso sul cinema, a questo proposito, non gioverebbe affatto: tutti conoscono Sorrentino e tutti sanno quanto esso sia lontano da ciò che, per questioni più metodologiche che ontologiche, qui definiamo cinema (musica extra-diegetica atta ad enfatizzare particolari scene, importanza eccessiva data alla trama, straripamento di dialoghi e, insomma, il sotterramento dell'immagine cinematografica, il suo svuotamento, in vece di un'edificazione su essa, o di un riempimento di essa, realizzato attraverso cose che la trascendono), sicché più utile sarebbe invece appoggiare lo sguardo a ciò che costituisce il film, nella alterità di quest'ultimo rispetto al cinema, la quale - inutile dirlo - non va dimenticata. E, dunque, di che parla Youth - La giovinezza? Di fatto, della vecchiaia. O, meglio, del corpo. Un corpo che è come se accadesse a un soggetto che inizialmente non è in coincidenza con esso. A questo proposito, nel film vengono presentati vari personaggi, che di fatto occupano le più varie fasce d'età: dall'anziano protagonista (Michael Caine) a un'anonima, ma non per questo meno essenziale nel prosieguo della trama, bambina, passando poi per l'amico del protagonista (Harvey Keitel), la figlia del protagonista (Rachel Weisz), un attore (Paul Dano), la massaggiatrice (Luna Zimic Mijovic), una prostituta (Gabriela Belisario), miss Universo (Mădălina Diana Ghenea), un'attrice ormai sull'orlo del baratro (Jane Fonda), la moglie dello stesso protagonista, Maradona e via dicendo. Ora, quel che ci pare caratterizzante il film di Sorrentino è l'idea, che naturalmente noi non possiamo condividere, che la vita sia un percorso verso il corpo, verso una coincidenza col proprio corpo, il quale, dunque, non può che accadere, quasi il soggetto si costituisse inizialmente in maniera staccata o perlomeno incosciente rispetto a esso. Ne è un esempio la bambina, che una volta si rivolta contro la madre e un'altra volta dà un insegnamento di vita a Paul Dano: essa è pura teoresi. Dalla parte opposta, abbiamo questi vecchi, ridotti a corpo, la cui interminabile schiera è ben rappresentabile, da una parte, da Maradona e, dall'altra, dalla moglie del protagonista, che è invece puro corpo, ridotta com'è a una demenza catatonica, e alla quale è dedicata forse l'unica inquadratura interessante del lungometraggio, quando cioè la si vede dalla finestra, inquadratura che, però, non provoca il nooshock che avrebbe dovuto provocare, essendo stata anticipata - probabilmente per non ledere la sensibilità borghese dello spettatore - da un'inquadratura che anticipava il volto vuoto colto nel controcampo successivo. Nel mezzo si collocano Caine e Keitel, differenziati dal fatto che il primo continua ad avere un elemento di teoresi (la musica), mentre il secondo, una volta perduto il cinema, che, in quanto virtuale, appartiene alla teoresi, la fa finita con se stesso, non sopportando il fatto di essere solamente corpo. E poi ancora: la massaggiatrice, vera incarnazione della giovinezza, in quanto capace di calibrare al meglio l'elemento corporeo con quello teoretico (lei conosce toccando); la prostituta, figura paradigmatica del fatto che anche in gioventù si può essere vecchi, cioè ridotti a corpo (e, questo, non lo mostra tanto il suo lavoro quanto, piuttosto, la maniera in cui viene ripresa, ora nuda, ora zoppicante dopo che un vecchio gliel'ha buttato nel culo); la figlia di Caine, che effettivamente abita la soglia di chi si rende improvvisamente conto di essere corpo, di coincidere col proprio corpo (il marito la molla perché ha trovato una migliore di lei a letto, e da lì in avanti la mdp non esiterà a ritrarla in costume da bagno, in pose anche pinuppistiche, mentre prima non lo faceva, come non lo farà mai colla bambina anonima, la quale o ha un costume che le copre tutto il corpo oppure è vestita); Maradona, e il suo corpo abnorme, quasi informe, cui si riduce, di fatto, la sua intera persona. Insomma, Sorrentino pare voler mettere al centro del proprio film il tema corporeo, ma lo fa trattandolo in maniera abietta e piuttosto bieca, cosa che peraltro avrà esiti nefasti, anche se non del tutto ignoti nella filmografia del regista, che ha questa straordinaria capacità di banalizzare incredibilmente la morte, di non fartela sentire affatto (qui tocca a Keitel, ne La grande bellezza, invece, toccò alla Ferilli)... dicevamo, la maniera abietta e piuttosto bieca attraverso la quale Sorrentino tratta il tema del corpo: è come se ci fosse un divario tra il corpo e la mente, come se Sorrentino recuperasse, in modo del tutto inedito, il dualismo di cartesiana memoria tra corporeo e teoretico e facesse del primo un'ineluttabilità cui siamo tutti condannati. La giovinezza, esaltata così pateticamente che neanche un romantico tedesco o un Pascoli sarebbero riusciti a fare, è dunque quel momento di perfetta sincronia tra mente e corpo, mentre la vecchiaia rappresenterebbe la pura corporeità, il che, certo, pone una relatività alla vecchiaia (la prostituta è comunque più vecchia di Keitel), ma a ben vedere non si tratta di questo. Di che si tratta? Di un platonismo ormai fiacco, di quel corpo come tomba dell'anima che, okay, sì, va bene, però adesso anche basta. (E, visto che ci siamo, basta anche con questi vecchi rincoglioniti borghesi, di cui non capisco cosa me ne dovrebbe fregare, e basta con gli ammiccamenti e le didascalie, basta coi dolly, basta con quest'assembramento fazioso che trova il suo culmine nella scena in cui miss Universo è nuda e in sottofondo ci sono i Godspeed you! Black emperor (pure i Godspeed, porcoddio...), che borghesi proprio non sono (anzi...). Basta anche con questi geometrismi seidliani, ché già Seidl c'ha rotto i coglioni, col suo fare giudicante di chi si tira fuori dalla miseria che si diverte a filmare.) Scriveva Artaud: Non ho spirito, sono soltanto corpo. E questa agnizione non è affatto un peso, tutt'altro. E se Seneca raccomandava di vivere la vita in preparazione alla vecchiaia, come preparazione alla vecchiaia, e, ancora, se la vecchiaia, come vuole Sorrentino, coincide con la massima coincidenza di sé col proprio corpo, allora, forse, la vecchiaia non è questa cosa assurda e abominevole quale la presenta Sorrentino. Certo, non lo è nella misura in cui si è vissuta la vita come corpo, ma forse Sorrentino - e così il ceto borghese che tanto gli interessa e a cui in effetti appartiene - non riesce, giunto a una certa età, a vivere il proprio corpo attuale facendolo coincidere colla vita che ha vissuto, a percepire cioè sia la latitudine che la longitudine, per usare i termini di Deleuze e Guattari, del proprio corpo, sul quale si trova inscritta la vita che si è vissuta e che, in ultima istanza, coincide con essa. E non basta appellarsi a Rosi, forse lo sgarbo più grande e indigesto dell'intera pellicola, per nascondere il fatto di aver realizzato l'ennesimo film inutile, vuoto - vuoto come lo è il corpo allorché lo si ritrovi spoglio di vita, pieno di una vita non vissuta: ecco l'essenza dell'immagine cinematografica posta da Sorrentino.

48 commenti:

  1. a me lui non è dispiaciuto sino a L'amico di famiglia, poi qualcuno deve avergli dato dell'artista e questi sono i risultati.

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    1. Sì, anche secondo me "Il divo" agisce abbastanza da spartiacque nella sua filmografia...

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  2. Mah secondo me dovresti un tantino relativizzare...Sorrentino ha fatto sempre film "vuoti",film di un'estetica debordante...ma per quale motivo è un male? Questa è la sua cifra stilistica,ed è del tutto coerente e legittima,dovevi saltare dalla sedia se avesse iniziato a parlare di contenuti,se avesse provato ad essere altro...ma qua è chiaro che laddove si parli di andreotti,di roma o di vecchiaia è indifferente,è sempre solo il guscio,ed è sempre stato così nel suo cinema...pertanto mi pare una recensione questa,inutilmente veemente...è come dire:"che palle fellini,hai rotto il cazzo con sti sogni e sta dimensione onirica!"..cioè di cosa ti meravigli?E soprattutto chi stabilisce che questo tipo di cinema fatto così sia inutile?Mica possono essere tutti Brakhage,menomale che c'è qualcuno che (come scrivi) "la svuota" pure ogni tanto l'immagine

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    1. Infatti non credo d'aver parlato dell'estetica debordante. Se abbiamo scritto la recensione, è perché volevamo parlare del film in questione. Certo, Sorrentino è merda, ma l'abbiamo detto sin da subito che la sua estetica, il suo (non-)cinema non ci riguarda. Non ci interessava un discorso generale e generico, volevamo scrivere del film in questione così com'è posto da Sorrentino, affossarlo in ciò che esso dice, nella sua "novità" di film e non di cinema.

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    2. Anche io non ho colto il collegamento tra l'analisi del film e l'avvicendarsi delle vuote (queste sì) etichette che gli attribuite.
      Il cinema di Sorrentino (almeno per questi ultimi due o tre film) non è vuoto, ma racconta il vuoto, che è una cosa ben diversa. E ci riesce, eccome.

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  3. Abbè, viene naturale (ed è giustissimo) offendersi per l'(ab)uso dei GY!BE, però Efrim & co. potrebbero benissimo essere completamente all'oscuro di questo "misfatto" (? – il film non l'ho visto...) nei loro confronti. Invece, Mark Kozelek nel film appare pure. Che ne pensi di questa cosa? Cioè, sei deluso o magari semplicemente te ne frega na ceppa

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    1. Onestamente, cerco di non pensarci. Più per i GY!BE che per Kozelek, e non perché Kozelek non mi piaccia o che altro, quanto perché i GY!BE si son da sempre dichiarati anarchici. Non so, mi va di credere che l'abbiano fatto con coscienza di causa: spero se ne siano semplicemente fregati, ma è dura da credere...

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    2. Boh probabile non abbiano idea di chi sia Sorrentino – beati loro – e hanno detto di sì tanto per...

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    3. Sì, beata ignoranza. La nostra, però. Quella dei GY!BE è davvero difficile da supporre.

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    4. Si incrociano le dita e si soffre un po' (sempre di più: il film l'ho visto)

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  4. Questo film mi è sembrato semplicemente il festival della banalità,della retorica e dello spiegone.
    Tarkovskij nel suo libro Scolpire il tempo, citando Gogol' scriveva:

    " " Non è affar mio ammaestrare con una predica. Anche senza di ciò l'arte è già un ammaestramento. Mio compito è parlare per mezzo di immagini viventi,e non per mezzo di ragionamenti.io debbo mostrar la vita in faccia, e non trattare della vita."
    Com'è vero! Altrimenti l'artista impone, per così dire,i propri pensieri allo spettatore. Ma chi ha detto che egli sia più saggio dello spettatore seduto in sala?"

    Penso che Sorrentino finchè tratterà, e sottovaluterà lo spettatore in questo modo, non arriverà da nessuna parte.. se qualche giornalista/critico avesse la decenza di scrivere ogni tanto quello che pensa veramente, forse nessuno fingerà più di stupirsi se da Cannes si torna senza premi..e magari a Cannes ci andrebbe qualche altro regista ogni tanto.

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    1. Non so se sottovaluti lo spettatore; forse sono pessimista, ma io credo che Sorrentino abbia lo spettatore che si meriti e, viceversa, che lo spettatore di Sorrentino abbia i film che si meriti.

      A ogni modo, Cannes va boicottato in tutte le maniere possibili.

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  5. Devo ammettere che a trovarmi inaspettitamente nelle orecchie i GY!BE al cinema mi sono emozionato. Per il resto, filmetto abbastanza inutile. Anzi, per me ci hai visto anche più di quanto effettivamente ci sia.

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    1. A me proprio per l'inutilità del film ha fatto male trovarmi i GY!BE nelle orecchie >.<

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  6. poor Yorick mi sa che, purtroppo per te, al momento conosci le cose solo attraverso la grande mente ipersviluppata che ti ritrovi... magari con un po' più di esperienza arriverai ad apprezzare questo film (e il corpo..il tuo.. quello di altri) non dico tutto sorrentino che in effetti anch'io non trovavo un gran chè...ma questo film mi sembra PAZZESCO.... mi pare...ora che l'ho appena visto...

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    1. Sì, quando sarò un vecchio rincoglionito probabilmente.

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    2. ti auguro che succeda molto prima e ti auguro di diventare "vecchio e rinco" come Caine e Keitel e pure Sorrentino..... che a vedere stanno assai meglio di te che avrai l'età di chi non ha ancora visto un cazzo poveretto e deve ancora fare tanta ma tantissima fatica poraccio te!

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    3. Visto un cazzo? LOL

      Dai, quando avrai visto "White epilepsy" e "White ash" probabilmente parlerò con te e ti prenderò sul serio, ma fino a quel momento lascia stare, è soltanto tempo perso.

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  7. visto un cazzo della vitavera ggggianluca no feisbuc!
    ok intanto io mi guardo quelli per farti vedere che non ho pregiudizi sui grantestoni segaioli

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  8. "White epilepsy" e "White ash" ho guardato...
    non capisco il nesso che trovi tra questi e Sorrentino....

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    1. Non si trova nessuno dei due film. Anziché sparare boiate, cogli la buona occasione di stare zitta, ché altrimenti fai solo figure da stupida.

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  9. dunque era una trappola? io veramente ho visto i trailer ... che me ne dovrebbe fregare di raccontarti una palla?

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    1. E giudichi un film dal trailer? ahahahahaha ma nasconditi, pagliaccia.

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    2. oh ma sei scemo?! dove l'hai visto il giudizio?

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    3. Manco c'è il trailer di White ash... Dai, tornatene da dove sei venuta, ché sei ridicola.

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    4. c'è la tua rece con un sacco di immagini e su vimeo altri video (che ho guardato) dello stesso autore ... comunque se preferisci me ne torno tranquilla da dove sono venuta... ciao baby

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    5. E allora non dire di aver visto il trailer, rincoglionita.

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    6. minchia ma come stai male!!!
      ripigliati e magari fatti vivo con degli argomenti se li hai

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    7. Gli argomenti, li abbiamo e li scriviamo nelle recensioni di film che abbiamo visto. Tu, piuttosto, prendi a guardarli, i film, ché altrimenti i tuoi discorsi non hanno proprio senso. Fino ad allora, facciamo che qui non sei più la benvenuta, fino a quando cioè non prenderai a visionare i film di cui parli. Ciao.

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  13. Sappiamo per certo che l'ineffabile Sorrentino quando era a scuola non sapeva girare un raccordo di 30°... uno di quei napoletani (e lo dico con grande simpatia per i partenopei) che sa solo 'chiagne' e fotte'...

    Un solenne 'appaltatore' del cinema italiano morto e sepolto.

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  14. Scusate ma se Sorrentino - qui concordo - è uno sguardo che annulla ogni valore cinematico di ciò che filma, cosa vi spinge a dedicare un papiro a uno dei suoi film più non-filmici? Leggendo cursoriamente quanto scritto, posso indurre che ci sia stato pure un buon lavoro sulle parole e questo richiede tempo e risorse mentali che potrebbero/dovrebbero essere dedicate a quanto merita attenzione per chi scrive. Senza contare il fatto che, maneggiato e sondato come nella recensione, anche una bolla d'aria filmica come Youth viene sublimata e ammantata di un contenuto e valore che non ha in origine: il che, a mio modo di vedere, è un attentato all'estetica e all'esperienza filmica. P.S.Salvo, però, decisamente e perentoriamente "Le conseguenze dell'amore", film che, ex post, credo possiamo tutti concordare abbia girato in stato di dissociazione di personalità.

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    1. Mi aveva fatto incazzare e dovevo sfogarmi.

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    2. Nel mio pessismismo antropo-fobico non avevo valutato una chiave di lettura così sopportabile. Grazie del conforto.

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  15. Complimenti, un avatar stimabile, finalmente. Quasi nessuno si permette di mostrare onestamente una banalità per quel che è. bene. Scusa se uso lo spazio fuori del commento alla recensione ma mi servirebbe un'informazione dav "cinefilo" (si dice così, mi pare). Tu conosci i film di Grandrieux, giusto? Mi ricordo di averlo visto citato da qualche parte nel blog ma non so dove. bene, sapresti dirmi se è possibile recuperare altro da "La vie nouvelle" in dvd o online? Non sono cinemane per cui non so quali siano i canali epr arraffare la visione di un film. Grazie.

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    1. Su internet, tra Cinesuggestion, CB01, Karagarga c'è più o meno tutto, eccetto l'ultimo che ho recuperato giusto l'altro giorno (e fa schifo al cazzo come tutto il resto).

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  16. Grazie. Anche per il commento, per il suo debordare dal tema. P.S. Per pura curiosità, come mai la recidiva nella fiducia? Speravi in un miracolo o lo fai per bulimia spettatoriale, non so se limitatamente alle immagini cinematografiche?

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    1. No, c'è stato un periodo molto oscuro nella mia vita in cui apprezzavo Grandrieux, Tarr, Reygadas e tutta la merda relativa

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