(Agiografie #1: Stan Brakhage) Fotogrammi #31: Window water baby moving



«Abitiamo in un mondo in cui l’Oriente ci indica qualche significato attraverso lo Zen, dove bene o male, sì e no, cessano di esistere come opposti, e diventano una cosa sola. I simboli perfetti di questo sono lo yin e lo yang chiusi in un cerchio. La forma nasce direttamente dalla linea di separazione delle due che contiene tutta la sensualità del loro incontro. Non so come metterla, ma quando un uomo ed una donna hanno questo, e danno vita ad un bambino, quel bambino non è una cosa chiusa fra di loro. È qualcosa di dato fuori; ed è libero di vivere la sua vita, di avere la sua forma e la sua crescita. Proteggono sempre il bambino, incontrano i suoi bisogni partendo dai loro bisogni e gli danno il loro proprio amore. Allora il bambino è qualcosa di estraneo a loro e dall’inizio non si aspettano che il bambino viva la sua vita per loro. Non litigano su di lui o lo mettono a tacere. In quel senso l’opera d’arte che nasce da un processo del genere, dalle necessità totali mie e di Jane, è come un bambino che nasce da quel genere d’amore ed è poi libero da entrambi.» (Stan Brakhage, Metafore della visione)


Nessun commento:

Posta un commento