Simulacri #14: July '71 in San Francisco, living at Beach Street, working at Canyon Cinema, swimming in the Valley of the Moon



Che senso ha riprendere Hutton, e in particolare questo film, il suo primo, quando se ne è già scritto, peraltro bene, qui (At sea e Three Landscapes)? Ebbene July '71 in San Francisco, living at Beach Street, working at Canyon Cinema, swimming in the Valley of the Moon (Usa, 1971, 35') è simile e diverso, e va preso non tanto per fare una storia di e su Hutton, bensì per capirne l’origine, ciò da cui tutto parte, ma non nel senso che c’è un prima e un dopo, come se At sea (USA, 2007, 60') e Three Landscapes (USA, 2013, 47') fossero il punto d’arrivo di qualcosa, perché Hutton - e questa è la sua grandiosità - At sea e Three Landscapes ce li aveva in sé fin da quel luglio ‘71. In questo corto di 35 minuti sono riassunte delle vacanze tra amici, il che si direbbe molto semplice da fare ma è proprio per la sua grande sensibilità e naturalezza che Hutton ci riempie il cuore e ci fa capire quanto il suo cinema sia così ancorato alla vita poiché, in ultima istanza, esso non è altro che questa. Così vediamo una bici che cade, un uomo che gioca con un pappagallino, una donna e la sua bimba che fanno un dolce, una sala cinematografica piena, un ballo di persone nude, lo spiumaggio di un’anatra con conseguente pulitura di organi interni (con conati di vomito della sottoscritta), un giro in elicottero (? – non sono granché esperta)… e non c’è nulla di contemplativo in tutto ciò. Da quando l’EdP è nato molte cose sono cambiate e, da quando ho scoperto questo blog e i film di cui parlava, la mia vita non è più stata la stessa perché dopo la visione di certe pellicole non può essere la stessa, perché aumenti il tuo raggio di “visibilità” e ciò non può che portarti a esperire la tua stessa realtà in modo diverso, ma ciò è del tutto comprensibile perché il cinema - certo cinema - è così ancorato alla vita che si crea un’unione indissolubile. Per questo, e non solo, ora si parla di cinema immanente e la pellicola di Hutton ne è un esempio che senza imposizioni e senza maschere ci mostra che non esiste un aldilà, un trascendentale, «l’Uno al di sopra del bene e del male», e no, non interessa più nemmeno contemplare (anche se in fondo sappiamo che questa parola vale come no), ma semplicemente da esperire perché July '71 in San Francisco, living at Beach Street, working at Canyon Cinema, swimming in the Valley of the Moon (e ce lo suggerisce il titolo) non è altro che un diario di viaggio intrinseco al cinema, e c’è subito unione. 

4 commenti:

  1. Questa recensione riassume perfettamente e in poche righe quello che è capitato anche a (e in) me da diversi mesi a questa parte (grazie principalmente a questo blog e a quello che fate per cui non finirò mai di ringraziarvi). Volevo chiedervi se il film è reperibile da qualche parte.. Perché io non riesco a trovarlo.. Grazie in anticipo:)

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    1. Ci fa immensamente piacere, grazie infinite. (E complimenti per il nome, bellissimo.)

      Per il film, scrivici per mail: talkinmeat@gmail.com

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