Night (Noche)


Prima di tutto il suono. L'esordio al lungometraggio dell'argentino Leonardo Brzezicki, Noche (Argentina, 2013, 85'), non si costituisce ma, letteralmente, si protrae, ed è un protrarsi, il suo, che è costitutivamente sonoro, quasi che, per usare una metafora, si potrebbe richiamare l'immagine del sasso che, rompendo uno specchio d'acqua, allarga quest'ultima in cerchi concentrici. Ecco, nel film di Brzezicki quel sasso è il suono, ma è un suono seminale e originale, originario di un qualcosa che finalmente pone l'immagine cinematografica: la pellicola strettamente intesa viene dopo, dopo il suono, e l'immagine di Noche altro non è che l'eco di quel suono; la storia stessa, del resto, avviene in maniera del tutto inconsistente, sei amici che ritornano in una casa tra i boschi nella quale s'è suicidato un loro amico, e lì iniziano a registrare i suoni che anche il loro amico aveva registrato e che, anzi, avevano inghiottito la sua vita, ed è quest'inconsistenza effettiva, di fatto, a fondare la pellicola: una morte da partecipare, un suono da recuperare - e tutto è virtuale, intensivamente denso, quasi che l'immagine filmica, coincidendo in quanto virtuale con la vibrazione sonora, non si mantenga che, fragile, su questa coincidenza che pare quasi sciocca, certo non così forte da poter mantenere in piedi un impianto qual è quello della vita, sospesa com'è, quest'ultima, tra il virtuale e l'attuale. Invece il gruppo di amici vive, ma è una vita proiettata all'indietro, senza quello che Minkowski avrebbe definito come slancio vitale, proiezione verso il futuro ma, piuttosto, recupero di un passato o, peggio ancora, morte dalla quale scaturisce la vita. In questo senso, il suono è ciò che resta, assieme resto e residuale di un'esperienza che inquietantemente sembra voler riproporsi, e così l'immagine si sfalda, si scontorna, si permea di sovrapposizioni e viene compenetrata dalla successiva, quasi che non ci fosse una vera e propria indipendenza di essa, tra esse, ma anzi le immagini permanessero solo grazie alla vibrazione sonora che le vena. Un film cupo, dunque, quello di Brzezicki, ma cupo non significa necessariamente pessimista o triste; piuttosto, cupo vuole intendere una necessità sostanziale che è al di là della trama e anzi va letta a livello eminentemente cinematografico, quindi a livello registrativo. E cosa si registra? Lo si è visto, il suono. Il suono è l'elemento germinale della pellicola, e il punto è che è il suono a comporre l'immagine, il sistema sonoro a registrare l'immagine e a registrarsi attraverso l'immagine. Puro cinema sonoro? No, ma è importante sottolineare come Noche sia una delle rare occasioni in cui è possibile esperire un suono prettamente cinematografico, perché, senza di esso, non si porrebbe nemmeno tutto quell'apparato visivo che è condizione possibilità di ogni singola pellicola, la quale, appunto, avviene, ma ha come l'inconsistenza o, meglio, la consistente inconsistenza o inconsistente consistenza dell'evento, che dovrebbe essere più che altro immaginato come un vapore: le immagini si sovrappongono, la trama si sfalda, e solo il suono, che vena tutto ciò, si mantiene e mantiene il protrarsi di immagini, trama e via dicendo: il suono, prima di tutto... già, ma è questo suono ad essere - e a dare il - cinema, in Noche.

4 commenti:

  1. Ciao Yorick, questo si trova in giro? Inoltre, secondo te, il lavoro di Brzezicki, può essere stato influenzato da qualche grande regista contemporaneo(e non), oppure è un film "nuovo" e unico?

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    1. Non si trova ancora, purtroppo.

      Comunque, il suo film è abbastanza a sé stante. Certo, influenze del cinema contemplativo ci sono tutte (la mega-citazione di Bartas, per dirne una), però è abbastanza personale/originale il suo lavoro...

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  2. Ah ok, lo presumevo:(
    Grazie comunque per l' esauriente risposta. Mi intriga ancor di più saper che ci sono influenze del cineasta lituano( di cui non ho ancora visto nulla, ma sul quale sono abbastanza informato). Un consiglio su come iniziare Bartas? Quali sono per te i suoi miglior lavori?
    Ciao e grazie ancora

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    1. Sicuramente i primi, non fosse altro che ora s'è andato a perdere con cazzate d'azione. Koridorius, Namai, Few of us...

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