Dog people (Gente perra)



Si potrebbe considerare il cortometraggio di Anja Dornieden e Juan David González Monroy, Gente perra (Germania, 2014, 25'), come uno scavalcamento semantico di natura performativa, e la bellezza dell'opera sta appunto nel fatto che - finalmente - il genere è qualcosa di più che un'etichetta; l'horrorismo di Dornieden e González Monroy, infatti, si distanza dall'horror comunemente inteso poiché, se quest'ultimo ha fondamentalmente a che fare con ciò che nel film è mostrato, l'horrorismo è invece la condizione di possibilità stessa del mostrato, dell'immagine cinematografica. Cos'è l'horrorismo? Fondamentalmente, il residuale che emerge a violazione compiuta, dunque il film stesso: Gente perra, basato sul libro omonimo del colombiano Gomati D. Wahn e fondato su un reato commesso all'interno dell'immagine cinematografica, la quale, violata, prolifera in maniera anomala e originale. La storia narra di un ammiraglio coinvolto nella ricerca della terra della gente perra, la quale - si dice - cela grosse ricchezze, e, prendendo spunto da un libro formulato attraverso l'alterazione e la frammentazione di altri testi, Dornieden e González Monroy riescono infine a recuperare un'immagine che, oltre a restituire la storia dell'ammiraglio, non vanifichi comunque l'esistenza di un luogo che, coincidente col Nuovo Mondo, sarebbe potuto andare perduto qualora la lente attraverso il quale fosse stato visto fosse esclusivamente quella dell'ammiraglio. Il cinema, però, ha questa stupefacente capacità di bucare l'immagine, di violarla appunto, ma ciò che in ultima istanza Dornieden e González Monroy violano altro non è che l'immagine dell'immagine della terra della gente perra, ciò la visione che di essa ha l'ammiraglio, il quale, dunque, non scompare dalla scena ma nemmeno rimane come macchina ottica garante della visibilità dei luoghi; questi, al contrario, vengono restituiti dall'immagine cinematografica, da una coscienza meccanica e macchinica che, in quanto tale, non può che restituire un'immagine forata, bucata, qualora questa stessa immagine non sia di per sé l'Immagine ma immagine dell'Immagine - visione dell'immagine, suo déjà vu. In questo senso, l'horrorismo, da condizione di visibilità, diventa grimaldello per accedere all'immagine restituita dal film, occhiale o mascherino attraverso il quale poter vedere quell'immagine, che non è compiuta dal ma compie di per sé la pellicola.

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