(Agiografie #1: Stan Brakhage) Fotogrammi #28: Brakhage e la morte #1 (Sirius remembered)



- Sirius remembered è un'altra poesia di morte?
- Un'altra poesia di morte.
- Come la mettevi in relazione alla tua psicologia della morte in generale, allora?
- Avevo fotografato il materiale per The dead, ma senza montarlo. Lo lasciai aspettare per due anni. Nel frattempo un cane nostro, chiamato Sirius, cui eravamo molto affezionati, fu investito e ucciso. Lo lasciammo alla luce a causa degli ideali della morte che aveva Jane. Disse quant'era bello e naturale trovare le ossa di animali morti nella foresta. Lei, per suoi propri bisogni psicologici, non amava l'idea di seppellire qualcosa. Si era a metà dell'inverno e la terra era dura, così andai fuori con lei e lo lasciammo sotto un albero in una piccola valle che chiamammo Valle Felice. Da allora in poi ogni volta che uscivo dietro alla mia casa a Priceton vedevo quel cadavere che non si decomponeva. Si era a metà dell'inverno e rimase ghiacciato. Ogni volta che lo vedevo mi veniva da piangere per ragioni incomprensibili. Ad un tratto urtai, a metà della mia vita, colla morte di un essere amato che distruggeva tutti i miei pensieri astratti della morte. Ricordo una volta bellissima che mi fece capire come gli altri potessero evitare un'esperienza del genere. Parker Tyler e Charles Boultenhouse vennero a trovarci e Charles voleva uscire nei campi per raccogliere un po' di natura, come disse. La natura era una tale crisi per me allora che fui turbato dalla sua frase. Charles preparò dei martini, me ne diede uno; e Parker, Charles, ed io uscimmo tutti nella Valle Felice dove loro salutarono i nuovi boccioli di primavera che stavano spuntando, ecc., e tirarono dritto vicino al corpo di Sirius o senza vederlo affatto (cos' come non vedono il mio film Sirius remembered) o vedendolo ma rifiutando di ammetterlo. Charles era tutto preso dall'idea di bere alla salute della primavera incombente e lì c'era quella carcassa putrefatta, maleodorante, proprio vicino al sentiero, e lui davvero non volle o non poté vederlo, o forse semplicemente non lo vide. Credo che questi tre atteggiamenti abbiano comunque una stessa origine.
- Quando hai deciso di filmare la carcassa?
- La ripresi per tutto l'inverno e feci le ultime immagini il giorno dopo la visita di Parker e Charles. Allora il corpo era tutto smembrato. Io, singhiozzando ogni volta, uscivo da solo con la macchina e lo riprendevo. Jane dopo avermi visto disse qualcosa che mi fece capire la forma in questione. Conosceva i cani. Mi disse che ogni volta che andavo a fotografare il corpo: (1) stavo cercando di riportarlo in vita col farlo muovere di nuovo; (2) lo rialzavo col tenere la cinepresa ad un angolo che lo faceva alzare sullo schermo; (3) (e più importante) Jane aveva spesso osservato cani mentre facevano una specie di danza intorno ai corpi morti non solo della loro ma anche di altre specie (è un po' circolare: i cani, da soli o in gruppo, gireranno spesso intorno al corpo e strofineranno il collo molto sensualmente su tutto il corpo profumandosi con il fetore della decomposizione). Quelli erano realmente i tipi di movimento che applicavo nel lavorare a Sirius remembered senza capirlo. Jane mi aprì il mondo animale, cioè le parti animali mie che in quel momento filmavano quel corpo.

(Stan Brakhage, Metafore della visione)

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