Village of Hope (วังพิกุล)


Wang Pikul (Thailandia, 2014, 67') accenna alla vita quotidiana in un remoto villaggio thailandese, al quale fa ritorno Sorn dopo un periodo di leva e che pare essere stato l'unico ambiente che sua nonna, ormai vecchia, stanca e debilitata, abbia mai abitato. Non c'è nient'altro, solo la quotidianità dei loro gesti, e l'incredibile discrezione con cui il regista, Boonsong Nakphoo, sta addosso ai personaggi. Non si tratta di una vocazione neorealista, sebbene il bianco e nero sembra far presumere a un certo recupero di una dimensione cinematografica ormai estinta, e non si tratta nemmeno di tessere un'elegia per queste genti; quello che conta - e che in effetti è - dev'essere piuttosto ricercato in un tentativo di cattura su questa specifica realtà, alla quale lo spettatore non appartiene e, in un certo senso, non potrebbe mai appartenere: di qui il minimalismo della messa in scena, la banalità delle situazioni e la pressoché totale assenza di un tappeto narrativo. Persino il bianco è lasciato in disparte, e al posto suo sopravvivo soltanto il grigio e il nero, perché non c'è nulla che contrasti realmente, e anche la vita della nonna di Sorn si arresta sulle scioglie dell'esistenza, evocando, sì, la morte ma mai palesandola. In questo senso, anche la musica trova un proprio statuto ontologico, poiché è essa, in ultima istanza, a disancorare la realtà dallo schermo e permettere allo spettatore un'esperienza immersiva: non è didascalica, la colonna sonora di Wang Pikul o, se anche lo fosse, farebbe da didascalia a qualcosa che non esiste o ancora, se anche facesse da didascalia a qualcosa che effettivamente esiste, questo qualcosa raggiungerebbe la soglia di percezione dello spettatore grazie appunto alla musica. Insomma, Boonsong Nakphoo, con questa pellicola, crea di fatto le condizioni di possibilità di un'esperienza che faccia interagire un determinato luogo (Wangpikul, o villaggio della speranza) con la vita dello spettatore cinematografico, e diventa evento proprio nel farsi incontro tra queste due istanze della realtà - l'una a determinare l'altro, e viceversa.

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