Serpentine


Cartografie dell'indicibile e dell'impercettibile: Serpentine (USA, 2014, 27') è la soglia e in questo senso è un divenire, quindi un che di molecolare che porta l'impercettibile alla percezione o, meglio, che conduce la percezione dello spettatore all'impercettibile, senza che per ciò quest'ultimo perda la sua natura, che è appunto quella di essere impercettibile, di fuggire le categorizzazioni sensoriali. Basato sulla danza omonima di Loïe Fuller, pionieristica danzatrice del balletto moderno, Serpentine è una pellicola nel vero senso della parola, quindi un velo aderente, quasi un trasparente, calato sui movimenti della Fuller di modo da far emergere, in quei ritmi ipnotici e gesti convulsi, la condizione stessa del movimento, il punto in cui dinamismo e stasi coincidono creando quella magia che La Loïe soltanto era in grado di palesare e che la Wuertz, una sorta di Toulouse-Lautrec del cinema, è brava a cogliere e restituire in tutta la sua splendente integrità. Congiungendo la spontaneità del cinema delle origini, in particolar modo quello dei Lumière, che icasticamente, con Danse serpentine (Francia, 1897, 1'), seppero ridare alla Loïe quell'immortalità che un cancro, dovuto alla sostanza cancerogena che rendeva le ali da farfalla, spesso usate dalla danzatrice, fluorescenti, tentò di sottrarle, allo sperimentalismo di un Brakhage, in grado di cogliere dell'astratto il concreto e del concreto l'astratto, Stephanie Wuertz realizza così un mediometraggio fortemente evocativo, dove più che il visivo conta l'intensivo, che è il grado zero: lì, visivo, uditivo e tattile perdono o travalicano i confini che li tengono separati per fondersi in una forma continuamente informante perché repentinamente deformata: la danzatrice diventa serpente, ma il serpente diventa luminosità, colore, vibrazioni; all'emergere di essa, ovverosia alla costituzione di Serpentine, il cinema trova la propria concretezza nell'astratto - ed è cinema astratto, sì, ma perché pesantemente concreto, materico, percettivo. 

Nessun commento:

Posta un commento