Frank


È tutto molto inglese, in Frank (Inghilterra, 2014, 94'), e forse è per questo che il film non decolla mai. E dire che ci sarebbe materiale sufficiente per far incontrare l'Harmony Korine di Mister Lonely (USA, 2007, 112') e il Joel Potrykus di Buzzard (USA, 2014, 97') e convincerli a girare un film assieme, quel film che Frank non è. Cose come la ricerca di se stessi, la creazione dell'arte, l'importanza di ritrovarsi nell'Altro etc. appaiono tutte molto fumose nel coagulo che le organizza, le mischia e le confonde, e per questo non rimane niente, a visione ultimata, e di questo ci se ne rende conto già nel prosieguo della pellicola, in particolar modo nella scena del suicidio, dove ci si accorge di non provare nulla, di non essere coinvolti, di sentire tutto quello che accade sullo schermo come un qualcosa di scivoloso e transeunte. Perché tutto questo? Be', fondamentalmente perché non c'è niente che sia affidato al cinema, in Frank: è un insieme di situazioni, incollate l'una all'altra da una narrazione essenzialmente letteraria, che prosciuga la visività e, di fatto, annichilisce il cinema. Due esempi. Prima di tutto, la condizione di Jon. La condizione di Jon è fondamentalmente quella dell'amante, di chi prova un desiderio e tende verso di esso: l'intera pellicola non è che l'avvicinamento-allontanamento di Jon dall'oggetto del suo desiderio, che è ora la musica (Jon non è un musicista, aspira a esserlo) ora Frank, sicché dovrebbe emergere la metamorfosi che rende Frank la musica e non un semplice musicista, il che ci porta al secondo esempio: Frank. Chi è Frank? Frank è il genio, il musicista per eccellenza, la musica appunto, ma la sua creazione, il suo attuarsi-in-musica non deriva visivamente, come, per esempio, accade in Ne change rien (Francia, 2009, 100') di Pedro Costa, ma viene raccontato, narrato, quindi può essere solo intuito, più dimostrato che mostrato attraverso ciò che vedono e sentono i personaggi, i quali si appropinquano e approcciano a Frank, che colla sua maschera di cartapesta pare quasi voler simboleggiare un cineocchio che non vede ma è visto (e forse è questo l'elemento più frustrante della pellicola, il fatto cioè che funzioni metacinematograficamente nel momento in cui il cinema è degradato a un esser-visto e non a un poter-mostrare). Certo, forse se le cose fossero state poste in maniera diversa, Frank non sarebbe il film che è, ma un che di anomalo che difficilmente avrebbe avuto una distribuzione nei multiplex, ma questo, per l'appunto, è ciò che accade al cinema e quasi mai nei cinema, e in fondo spiace pensare che Frank avesse davvero tutte le carte in regola per poter modularsi in maniera più singolare, sprigionando le potenzialità che, invece, rimangono come appiattite in una narrazione pacchiana e a tratti scontata. Peccato. 

6 commenti:

  1. Sei il primo che smonta questo film... mi ispira. Dovrò vederlo.
    E la citazione di "Mister Lonely"... mamma mia, che bel film era quello!

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    1. Jean, ti ringrazio per leggere le cazzate che scrivo, davvero. Però ti assicuro che ogni tanto un buon film lo azzecco, tipo "Corta" o "Penumbra", quindi, sì, di tanto in tanto, piuttosto che perdere tempo con 'sti post, dai un'occhiata a quelli

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  2. A me il film è piaciuto e non poco, probabilmente perché provo empatia nei personggi essendo un musicista e mi ritrovo in molte situazioni.
    Tante volte ho avuto la paura che un elemnto estraneo possa distruggere tutto, ma poi capisci che ne nasce sempre qualcosa di nuovo, il perdersi nella dimensione in cui la follia diventa genio; concetti semplici certo, ma messi in chiave musicale mi hanno colpito.
    La fase della composizione è magnifica, mi ha fatto pensare a i mesi spesi magari a comperre un singolo brano.
    In definitiva i motivi per cui questo film mi è piaciuto sono del tutto personali e anche difficili da spiegare, ma sicuramente su di me ha fatto centro.

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    1. Sì, in effetti non orrendo, è che non è il cinema che rientra nelle mie corde, sono abituato a tutt'altro, quindi non riesco proprio a entrare in pellicole simili: limite mio. A proposito della composizione, comunque, hai per caso visto il "Ne change rien" di Costa?

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    2. Purtroppo no, ma ho letto il tuo articolo e devo recuperare assolutamente.

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    3. Eh, fai bene. Secondo me potrebbe interessarti parecchio, visto che ti è piaciuta la fase di composizione in "Frank". Per me è un capolavoro, oltre che un film d'importanza capitale.

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