America


Appena due anni dopo l'intimismo elegiaco di Nana (Francia, 2011, 68'), Valérie Massadian realizza un'opera che, nella sua breve durata, raggiunge vette altissime, così alte da togliere il fiato: America (Francia, 2013, 7'), un cortometraggio indefinito e in-finito, realizzato e costituito da due sole panoramiche di un luogo avulso dal tempo e così sconfinato da apparire addirittura privo di spazio. È la foresta pluviale di Hoh, con la sua natura lussureggiante, bagnata da una luce abbacinante che la fa come splendere nelle sue pieghe più ombrose; in questo contesto, una voce fuori-campo invoca il Grande Spirito per chiedere aiuto, perché si sente smarrita, non più in sintonia con la Terra e l'universo, ed ecco allora che attraverso il lento movimento panoramico della mdp e questa malinconica evocazione la foresta si anima, la teologia viene ricondotta alla biologia e lo spettatore, immerso nella più pura contemplazione, è come colto da un senso panico che lo lascia afasico. L'emergere del Grande Spirito non avviene, ma la voce si incarna in un essere umano dal viso accorto, che sguscia fuori dal grembo della foresta come se le appartenesse da sempre, quasi fosse un embrione o, ancora meglio, una molecola dell'organismo forestale. Dice: «Grande Spirito che cammini per i quattro venti, ascolta la mia voce, perché ho viaggiato in lungo e in largo. Sono stanca e ho avuto le mie soddisfazioni. Il mio cuore è colmo di tristezza perché il mio viaggio mi ha portato in una terra che non capisco e che mi spaventa. I miei occhi non sono più in grado di vedere la bellezza che è stata creata affinché tutti la possano vedere. Ora vedo solo le ombre e le tenebre. Le mie orecchie non sentono le risate dei bambini che giocano ma possono solo ascoltare il silenzio della notte e il battito del mio cuore. Ho paura di aver sbagliato, e più cala il sole più il mio cuore si riempie di tristezza, perché non cammino più in sincronia con l'universo e la terra. Grande Spirito, devo perdermi per sempre come una pietra in una montagna di rocce? Devo vagare per sempre nelle tenebre? Non mi donerai la saggezza del mio figlio a quattro zampe fratello, il bufalo? O la vista acuta e la velocità della mia sorella implume, l'anguilla, sì che io possa tornare come l'emergere della primavera dopo le lunghe nevi invernali? Chiedo ancora una volta che i miei occhi possano vedere il sole e la bellezza della nostra terra. Chiedo ancora una volta che le mie orecchie sentano i venti far frusciare le foglie e il rumore dell'acqua che scorre sulle rocce nel ruscello. Voglio che il mio cuore torni di nuovo ballare le canzoni infinite degli uccelli in primavera. Chiedo di conoscere la felicità e di percepire la tranquillità di star camminando in equilibrio con la Terra. Quando la mia vita sta volgendo al termine come il tramonto del sole, chiedo di stare di fronte a voi, Grande Spirito, con cuore puro, lo sguardo franco e senza alcuna vergogna». È tutto qui, perché anche le parole si disperdono nell'atmosfera e la preghiera non pare più elargirsi a essa ma perdersi fino a mischiarsi in essa. Chi è la ragazza? La mdp, nel primo piano sequenza, ha inquadrato una linea di fuga, quindi è probabile che sia arriva da quello spazio aperto e frattale tra le foreste, ma non è la voce di una persona urbanizzata, perché conosce i ritmi ecologici e, con fare francescano, si sente affratellata agli animali. Il mistero, però, svanisce presto nel mistico, ed è tutto così perfetto e puro - come la vita vista attraverso frammenti. Frammenti di cosa? Bergson, ne L'evoluzione creatrice, sosteneva che alla base di tutto vi sia un élan vital e che, anzi, esista solo l'élan vital, questo spirito vitale dinamico, per cui la materia non sarebbe altro che una materializzazione della vita, quando questa ha perso slancio. In un certo senso, dunque, nient'altro che frammenti di vita irrigidita negli arbusti di quegli alberi nodosi e secolari, attraverso i quali la ragazza si fa strada e pare voglia essere con loro in metamorfosi, in simbiosi. Al compimento di ciò è rivolta la sua preghiera, ed è una preghiera a metà strada tra l'implorazione e la vita, che forse in fondo sono la stessa cosa - una preghiera così suggestiva, melanconica e autentica da permeare l'intera visione, tanto che si potrebbe definire America stesso, cioè la visione del capolavoro della Massadian, una specie di preghiera. Sospesa.

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