32° Torino Film Festival: The immortal sergeant (Al-rakib al-khaled)


È davvero un film brutto, quello del siriano Ziad Kalthoum, The immortal sergeant (Siria, 2013, 75'), e lo è sin dal titolo, che richiama, in un certo senso, una trascendenza del tutto posticcia, tant'è che l'intero documentario - se così lo si può definire, visto che in diversi punti le interviste avevano un che di falso e di architettato - non è che una parabola creata per veicolare un messaggio piacione e nazionalpopolare, ovvero che la guerra è un gran brutto affare, cosa che, tra l'altro, non viene né argomentato né motivato lungo tutta la pellicola, quasi fosse un assunto, il che, ovviamente, non può che smorzare il messaggio e il suo contenuto. Del resto, Ziad Kalthoum si muove su un terreno tortuoso, e l'impressione è quella di un incapace che abbia capito che la sua realtà è d'interesse generale e che può quindi rendersi famoso semplicemente filmandola; in effetti, non c'è niente che rimandi alle potenzialità del cinema, e se si pensa che, dopotutto, l'intero film si fondi su questo motivo (presupposto) non si può che restare allibiti davanti alle immagini che scorrono sullo schermo, in particolar modo nel momento in cui il regista, molto ingenuamente e con effetti assai pacchiani, trasforma la propria ombra in una sorta di robot, oppure quando, nel finale, il proiettore è inquadrato con il suono del mig di sottofondo, cioè della serie che il cinema ha lo stesso potere di un mig - wow, grazie per avermi illuminato, arabo dei miei coglioni. Insomma, qualcosa da evitare o vedere per corroborare il proprio razzismo.

VOTO: 1/5

4 commenti:

  1. questo tuo commento al film, mi spiace dirlo, ma è vergognoso e irrispettoso. La comunità del cinema non è fatta per i razzisti

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  2. Di Griffith mi tengo le sue innovazioni tecniche ma di certo non i suoi contenuti. E poi è nato più di un secolo fa..la storia dovrebbe insegnare qualcosa..E soprattutto chi scrive di cinema non può definirsi razzista, perché vorrebbe dire automaticamentre definirsi uno stolto...

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    1. Infatti non mi definisco razzista. Sei tu che mi hai definito tale :/

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