Last days in a lonely place



Il luogo solitario del titolo si riferisce allo scenario del videogioco Grand Theft Auto, che, trasposto in bianco e nero, assume i contorni di un qualcosa di tenebroso e desolato, uno di quei territori in cui capiti per la prima e hai come la chiara sensazione che lì sia successo qualcosa di terribile, che un po' ti fa paura ma soprattutto ti immalinconisce. Last days in a lonely place (USA, 2008, 22'), cortometraggio realizzato attraverso videoregistrazioni di gioco durante Grand Theft Auto, è dunque un film (film nel senso che la videogiochicità propria delle immagini assume, ora, una specificità fondamentalmente cinematografica) fortemente suggestivo, che trae la propria forza, nonché la sua più specifica raison d'être, dal fatto di agire in maniera carsica, colpendo nell'intimo lo spettatore, che di fatto non realizza mai ciò che accade perché, in fondo, non accade nulla, e il minimalismo grafico, ottuso da un'oscurità pressoché totale e annichilente, annulla infine la visività, che si riduce a un suggerire qualcosa che non si saprà mai cosa sia e che, proprio per quest'indeterminatezza, spaventa: non vedi l'omicida, ma hai la netta impressione che sia alle tue spalle e così ti paralizzi. Fino a un certo punto, dopo il quale non rimane che un'angoscia che è più frutto di un accadimento che non ci riguarda direttamente ma ci stende e ci fa soffrire, come al morte che colpisce un amico. Paranoico e destabilizzante, Last days in a lonely place si configura così qualcosa di più di una pellicola riuscita; è qualcosa di intelligente, che scardina ogni nostra sicurezza e gioca a far altalenare lo spettatore dall'inquietudine alla tristezza, e in tutto ciò c'è un che di disperante che annoda la gola, una disperazione così fisica che annebbia lo sguardo e fa apparire ogni cosa come velata da una pellicola che ne annulla il valore: nulla ha più senso.

2 commenti:

  1. Ciao, sai mica dove posso trovare questa e/o le altre opere di Phil Solomon? Le cerco da tempo, ma niente...

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    1. Questo è l'unico che gira, dovrebbe esserci anche su The art of vision.

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