To the left of the father (Lavoura arcaica - A la izquierda del padre)


Se tutti i film narrativi fossero come Lavoura arcaica - A la izquierda del padre (Brasile, 2001, 163'), allora probabilmente non ci sarebbe quest'assurda sperequazione tra cinema narrativo e cinema contemplativo; la pellicola di Luiz Fernando Carvalho, invece, sembra porsi sulla soglia, e nonostante ampi sprazzi di cinema contemplativo siano in esso effettivamente presenti Lavoura arcaica è a tutti gli effetti un film narrativo. Un grande film narrativo, di quanti se ne contano sulle dita di una mano. La vita di André, tormentata da un incestuoso rapporto con la sorella e un'impossibile relazione col padre, non è così corollario di un'immagine preminente ma è l'immagine che fa da cornice alle vicende che si avvicendano nell'arco di quell'esistenza, e, sebbene in alcuni casi ci si possa persino spingere a sostenere che, in effetti, questa vicenda emerga da un formidabile lavoro sulla visività condotto per tutto l'arco del lungometraggio dal regista, ci rende infine conto che è la fuga di André, il suo malessere più o meno esistenziale, l'amore che gli rode dentro eccetera a veicolare l'immagine e non viceversa, il che deve però anche far riflettere sul coraggio della proposta di Carvalho, che non si limita a offrire un prodotto d'essai ma, anzi, piega il cinema narrativo a esigenze più propriamente cinematografiche e che altro non sono se non quelle specifiche del cinema contemplativo; la riflessione che dischiudono diverse inquadrature, infatti, sono adattate perfettamente all'esigenza di narrare in maniera cinematografica e non banalmente letteraria, perché il cinema ha il potere di portare la riflessione sull'azione, che ovviamente non è ancora contemplazione, a livelli più concreti e fisici di quanto la letteratura possa fare, e questa non è cosa da poco, specie se si considera il fatto che Lavoura arcaica nasce in ambito letterario per opera di Raduan Nassar. Luiz Fernando Carvalho riesce quindi nella rischiosa impresa e ci riesce - è utile sottolinearlo - non commissionando il cinema narrativo a quello contemplativo ma, piuttosto, adoperando su ambedue uno specchio che possa rifletterli nella maniera voluta da Carvalho. Il risultato è qualcosa di nuovo, fresco e vibrante: necessario, se abbordato nell'ottica qui proposta.

2 commenti:

  1. Ecco, questo sembra avvalersi proprio di quella combinazione perfetta tra narrativo e contemplativo ( e da come scrivi, dosata in maniera giusta), che solitamente mi entusiasma. Lo avevo avvistato pure io tempo addietro, dovrei anche averlo già pronto per il carico... ;)

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    1. L'ho beccato in un giorno di noia facilmente su torrent, e visto che l'avevo tra i Vv da un po' me lo son tirato giù con le migliori aspettative, tra l'altro completamente fallate: è un gran film, e rendere l'onore delle armi a Carvalho è doveroso, ma, appunto, totalmente diverso dal cinema cui sono abituato.

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