Cartoline dalla 71° Mostra del cinema di Venezia #2: Mademoiselle - Daily bread (Pat-lehem) - Castillo y el armado - Cams - Maryam - 3/105 - Lift you up


Mademoiselle | Guillaume Gouix | Francia, 2014, 17'
Una donna viene importunata in discoteca. La sua amica, nel mentre, si sente poco attraente, invecchiata. Mademoiselle si compone dei due punti di vista in maniera dialettica, non arrivando però a sintetizzarli. Sembra un lavoro fatto a metà: mette carne sul fuoco ma non ha il coraggio di osare. VOTO: 1/5

Daily bread (Pat-lehem) | Idan Hubel | Israele, 2014, 18'
Un bambino ruba della cioccolata, la madre si infuria e lui le augura di morire: i genitori si arrabbiano e lui scappa di casa. Sì, in effetti è un cortometraggio un po' insulso. VOTO: 1/5

Castillo y el armado | Pedro Harres | Spagna, 2014, 13'
Uno dei migliori cortometraggi d'animazione che mi sia mai capitato di vedere, Castillo y el armando è la storia di uno scaricatore di porto che tenta di procacciarsi da mangiare attraverso la pesca; una notte, all'amo abbocca un pesce, che presto subirà una metamorfosi tale da incarnare la brutalità dell'esistenza di Ruben Castillo, resa graficamente attraverso uno stile grottesco e caotico. Scrive il regista: «Volevo portare sullo schermo i ricordi intensi e lo stile grafico di Ruben Castillo. I dialoghi sono in “portuñol”, un dialetto che si parla al confine fra Brasile e Uruguay. Il film affronta fin nel profondo l’idea di confine, tanto geografico quanto esistenziale. Una delle sfide più grandi è stata quella di combinare in un’unica visione la dimensione contemplativa e violenta della natura». VOTO: 3/5

Cams | Carl-Johan Westregård | Svezia, 2014, 13'
Senza ombra di dubbio, uno dei cortometraggi più esaltanti del festival, soprattutto perché uno dei pochi nelle mie corde. Sostanzialmente, Cams si compone interamente di panoramiche paesaggistiche che a poco a poco svelano una realtà post-apocalittica dominata da strani esseri a quattro zampe. Lo svedese, però, lungi dall'adottare uno stile orrorifico, rimane in territori più contemplativi, e l'effetto ottenuto con uno stile di riprese che guarda più alla telecamera che alla mdp è destabilizzante come pochi, anzi come solo il cinema contemplativo riesce a far risultare: «Cams è il risultato di un esperimento in cui ho cercato di fare un corto affascinante secondo queste linee guida: mettermi alla prova come artista di effetti visivi, non utilizzare musica (bypassando i copyright), essere l’unico collaboratore (evitando qualsiasi fattore umano che non dipendesse da me) e utilizzare i bei paesaggi della mia città natale, Falsterbo».  VOTO: 3/5

Maryam | Sidi Saleh | Indonesia, 2014, 17'
No, tu vaffanculo. VOTO: 1/5

3/105 | Avelina Prat & Diego Opazo | Spagna/Romania, 2014, 6
Un unico piano sequenza a macchina fissa e una lunga e lentissima una carrellata in avanti. Fuori-campo, delle voci: una telefonata a una persona scomparsa, la compilazione di un referto d'autopsia, un'altra telefonata ancora. «Il film esplora la capacità del suono di modificare la percezione di una certa immagine. O la capacità di un’immagine di evocare una storia che non contiene. O le possibilità creative della combinazione di suono e immagine non sincronici». Micidiale e sconvolgente, oltreché contemplativo e vagamente straubiano. VOTO: 3/5

Lift you up | Ramin Bahrani | USA, 2014, 8'
In fondo, è il solito borghese moralista di Bahrani, niente di nuovo sotto il sole: un vecchio espone la propria saggezza popolare su una serie di cose come per esempio l'importanza dell'aiutare gli altri, la cremazione, la felicità etc., e non sarebbe neanche male se il discorso non fosse così personale e veicolato, di fatto, all'ottenimento della propria felicità, perché, certo, sostenere l'importanza di aiutare gli altri è da moralisti, ma aiutare gli altri per sentirsi bene con se stessi è da piccoli e vuoti borghesi. VOTO: 1/5

4 commenti:

  1. A leggere, "Cams" è quello che attira maggiormente anche me, seguito da "3/105". Il secondo invece, "Daily bread", dalla trama sembra stranamente qualcosa di simile a quell'altro corto insulso che abbiamo visto alla Mostra dell'anno scorso, di cui ora, non ricordo nemmeno il titolo ;)

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    1. "Cams" è un film godibilissimo, non eccezionale ma davvero ben fatto. "3/105", invece, è qualcosa che va oltre. Per quanto riguarda "Daily bread" è probabile tu abbia ragione, ma, fatta eccezione per "Blanco" i corti dello scorso anno li ho cancellati dalla memoria molto volentieri, quindi non ho proprio idea a quale di essi potrebbe rimandare.

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  2. https://mubi.com/films/a-kalasnikov-thought

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    1. Ah, ecco perché l'avevo cancellato di mente.

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