71° Mostra del cinema di Venezia: The council of birds (Zerrumpelt herz)


Mi trovo abbastanza in difficoltà a scrivere di The council of birds (Germania, 2014, 80’), e questo perché The council of birds ha tutte le carte in regola per colpire e anche quelle per dimostrarsi come l’ennesimo film-fuffa della 71° Mostra del cinema di Venezia, ma visto che mi sono ormai convinto a consigliare o meno i film qui visionati, sì che qualche interessato possa segnarsi quelli che più lo ispirano, abbozzerò qualcosa anche per l’opera prima del regista tedesco, che, appunto, ha davvero tutte le carte in regola per colpire (una regia pulita, una messa in scena abbastanza asciutta sebbene non del tutto minimalista, qualche sequenza parecchio suggestiva), ma si perde poi in quell’amalgama narrativo che, se da un certo punto di vista lo sorregge e lo porta a una determinata destinazione, dall’altra lo fa collassare sotto la spinta di se stesso, perché, anche qui, si scopre che quella destinazione è da sempre stata predeterminata da una sceneggiatura opulenta, che dirige il lavoro registico fino a collimare con esso nell’evocativo finale su una spiaggia in cui avviene l’aberrante e fastidiosissimo spiegone conclusivo, senza il quale, in effetti, il film avrebbe lasciato ancor più a desiderare, visto che troppi punti, motrici del film, erano rimasti irrisolti, ed è un peccato, perché data la capacità del regista di intessere un dramma ai limiti del cinema contemplativo (ma mai tale, sia chiaro), intimista e per nulla banale, si ha come l’impressione che The council of birds ce l’avrebbe benissimo fatta con le sue forze, e per sue intendo quelle fondamentalmente cinematografiche, mentre invece va infine a scoprirsi come veicolo di una letteratura che lo sovrasta e lo domina. Ed è un peccato, davvero. Specie se si pensa a questa naturalità in piena sintonia con una sinfonia di cui la pellicola avrebbe potuto mostrare il farsi come in , divenendo perfettamente aderente a essa; si opta, invece, per seguire il sentiero del triangolo amoroso, e tutto finisce un po’ per deludere quando le luci si accendono e si concretizza che The council of birds è un film insapore, che non è riuscito a prendere con decisione la sua strada. Peccato.

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