The absent (Los ausentes)


C'è un silenzio che parla per se stesso, in Los ausentes (Messico/Spagna/Francia, 2014, 80'), quindi bisogna ascoltarlo, questo silenzio, perché è sacro, e in questo senso Los ausentes è la sacralità del silenzio, quel silenzio che Pereda aveva evocato nel manifesto del cinema contemplativo Todo, en fin, el silencio lo ocupaba (Messico, 2010, 62') e sacralizzato nel micidiale Verano de Goliat (Messico/Canada, 2010, 76'). Ed è un silenzio fatto costituzionalmente di spazi, che Pereda forma e disgrega attraverso lunghi piano-sequenza a macchina fissa e carrellate che in una certa maniera protraggono quella fissità in modo da portarla all'estremo, sfinirla e quindi ricostituirla nel successivo piano sequenza - e ancora e ancora e ancora. È l'emergere del tempo, un tempo che è dunque una dimensione fondamentalmente a se stante, dispersiva e pervasiva, incrocio di silenzi e spazi e rifugio da silenzio e spazi; la deterritorializzazione del settantenne protagonista, infatti, svincola immediatamente nel tempo, che è memoria: memoria di istanti trascorsi e silenzi che sono già ricordi, ben più pregnanti del silenzio che permea ora i suoi incontri con quanti gli rinnegano ospitalità. La sua casa viene abbattuta perché costruita su una proprietà che un'udienza decreterà non appartenergli, sebbene sia sempre vissuto, in quell'abitazione, ed è magistrale la maniera in cui Pereda mostra l'avanzare di una territorialità che è altra rispetto al territorio che è sempre stato nella fissità immutabile dello spazio, che in sé implica le più disparate territorialità; da quel momento, il vecchio prenderà a peregrinare, e quando il viaggio si rivelerà fallimentare il vecchio comincerà a ricordare, ritrovando se stesso nella dimensione del tempo, quindi abolendo lo spazio: il vagabondaggio assume allora la forma di una bal(l)ade (strepitoso il momento della danza in finto-ralenti, in cui si vede il vecchio che, da giovane, abitava la casa) di deleuziana memoria, e tutto si (con)fonde fino alla liberazione del finale, dove il vecchio, sotto l'effetto della mescalina, si ritrova di fronte al ragazzo che era stato e gli chiede--- e si chiede: Da dove vengo?

2 commenti:

  1. il mezcal non è mescalina, è un tipo di tequila

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    1. Nessuno ha detto il contrario, infatti. Lapsus mio.

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