Horse money (Cavalo dinheiro)



Cavalo dinheiro (Portogallo, 2014, 104') è un film d'ombre ed è un film-ombra, nel senso che Pedro Costa filma le ombre fino a sommergere il film in quell'oscurità di proiezione che è l'ombra. Proiezione dalla luce, questo è ovvio, ma qual è luce di Cavalo dinheiro? Ebbene, essa è la luce rivoluzionaria, di quella rivoluzione che il Portogallo ha visto insorgere negli anni Settanta e a cui hanno partecipato, tra gli altri, Ventura, già protagonista di Juventude em marcha (Portogallo, 2006, 156'), e lo stesso Costa. Ma ciò non fa di Cavalo dinheiro un film sulla rivoluzione, perché la rivoluzione è la luce e in Cavalo dinheiro le ombre permeano così pericolosamente ogni cosa da farsi esse stesse condizioni di possibilità della luce e non viceversa. Un'elegia, dunque, ma non basta: i colori richiamano un altrove che ha la consistenza dei sogni e degli incubi, e la materia sembra come una grazia che l'ombra concede alla vista - un ritaglio da essa e nient'altro. Ed è tutto qua, e in fondo anche l’ombra è sempre la stessa, perché l’oscurità non ha colore, vibra ma non ha variazione né oscillazioni di sorta: è eternamente presente, e Ventura difatti si ritroverà costretto in quell’ascensore che è quasi un limbo, un’abolizione di ciò che è prima e ciò che dopo, di ciò abolisce il presente. Ecco, esiste solo il presente, in Cavalo dinheiro, eppure non si deve pensare di essere condannati al presente come a un qualcosa di puntuale, perché il presente diviene, fluisce, si rifà - eternamente uguale a se stesso. La rivoluzione non esiste, poiché nulla la premette e non c’è un ottobre rosso né un periodo di terrore che determini e la risolva o la consumi e la rinneghi; al contrario, non esiste che il divenire rivoluzionario, che è eternamente presente - ascensore che è sempre identica a se stessa e sale e scende nello spazio-tempo. Con Cavalo dinheiro Pedro Costa arriva quindi a definire un momento d’infinità che pone fine a tutto, perché è fondamentalmente inclusivo, questo momento d’infinità, e tutto ciò che esiste è in esso, nel divenire rivoluzionario che non si disgrega né a causa della morte né a causa di una dittatura. Ed è tutto così reale…

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