A blast


Dimenticatevi il cinema di Lanthimos, ma soprattutto dimenticate la new wave greca così come la conoscete: A blast (Grecia/Germania/Olanda, 2014, 83'), pur avendo a che fare direttamente con la scuderia che vanta, tra le sue file, l'Attenberg (Grecia, 2010, 94'), tra l'altro citato nella pellicola di Syllas Tzoumerkas, e l'L (Grecia, 2012, 87') di Makridis, dev'essere immediatamente escluso dalla new wave greca, e questo perché Tzoumerkas cavalca l'onda della new wave ma lo fa in maniera poco onesta e autentica, quindi tanto vale escluderlo per non disperare sul futuro di questa new wave. Insomma, è un film commerciale, A blast, che tenta di insediarsi, dal punto di vista politico e narrativo, in quel filone che vede in Kynodontas (Grecia, 2009, 94') la propria stella polare (tra l'altro, l'attrice Aggeliki Papoulia è la protagonista di A bast) e in Luton (Grecia, 2013, 92') la sua massima espressione, nonché picco artistico, ma è un film fallato in partenza, in cui i dialoghi sfacciatamente provocatori non coinvolgono e l'intero lungometraggio scade già a partire dalla prima metà in un action movie che, sì, ha del politico e in un certo senso è anche ben calibrato, ma la patina ammiccante e la continua pretesa di dover intrattenere fanno carambolare il tutto in un disastro che non lascia nulla e non corrode gli intestini come invece i greci di cui sopra ci hanno sinora abituati. Rimangono, certo, i riferimenti all'attuale condizione greca, da quelli più eminentemente economici a quelli più ideologici (Alba Dorata), ma via via che la pellicola prosegue e Maria si ritrova a essere un candelotto di dinamite scagliato contro quanti gli stanno d'attorno le sembianze mutano, economia e ideologia si confondono e vengono infine sommerse dall'esplosione squisitamente action che rimanda più a un film hollywoodiano che ad altro. Ecco perché bisognerebbe tentare di escludere, forse in maniera intellettualmente disonesta, A blast dalla new wave greca, perché l'impressione è che butti male e che già la corrente ellenica si ritrovi infine a essere un marchio di fabbrica pronta ad attirare il pubblico in sala ad ogni nuova uscita, impressione, questa, già scaturita con il comunque più gradevole Miss Violence (Grecia, 2013, 99'). Non resta che attendere l'uscita di The lobster...

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