71° Mostra del cinema di Venezia: These Are the Rules (Takva Su Pravila)


These are the rules (Croazia, 2014, 77') è un film croato, quindi con ogni probabilità è stato finanziato da attività illecite come il furto d'auto e lo spaccio di cocaina; la pellicola di Ognjen Sviličić è infatti così brutta che è indubitabile che sia stata prodotta da qualcuno o qualcosa che col cinema non c'entra niente, perché, di fatto, These are the rules non frantuma alcun schema e anzi sembra far di tutto per rientrare in schemi precostituiti, e con ciò non si vuole soltanto intendere che la pellicola è una brutta copia di Torta al limone di Raymond Carver ma che anche pare faccia il possibile per fomentare diversi preconcetti sui croati, come per esempio che sono violenti. Date queste premesse è inutile tirare fuori la solita solfa per cui, in realtà, il lungometraggio croato si avvicini più alla letteratura che al cinema, quindi tanto vale passare subito, e schiettamente, ai difetti, di modo tale da poterlo archiviare il prima possibile.
  1. Recitazione. L'ebetitudine dei protagonisti, specialmente del padre, è così palese da frustrare la visione anche a uno che, come me, non guarda più di tanto alla recitazione, visto che la considero come un qualcosa che abbia più a che fare col teatro che col cinema.
  2. Credibilità dei personaggi. La sceneggiatura è stata scritta coi piedi, questo è altrettanto palese quanto l'incompetenza degli attori; in svariate scene, infatti, i personaggi si comportano in maniera eccessivamente artefatta e artificiosa (per esempio, quando accendono la radio in auto o, ancora, quando la madre si mette a piangere per aver trovato un pacchetto di sigarette nella camera del figlio), e tutto ciò per fornire alla trama quel qualcosa in grado di sviarla nei lidi che interessano allo sceneggiatore ma che questo non sa raggiungere senza puerile escamotage.
  3. Credibilità delle situazioni. Non conosco le strutture ospedaliere croate, ma sono abbastanza sicuro che nel caso del ragazzino una TAC sarebbe stata d'uopo. 
  4. Piacioneria. Il tentativo di intercalare la storia in un contesto economicamente difficile riesce difficile da accettare, viste le sviste di cui sopra, e in sostanza è ciò che fa apparire la pellicola come un qualcosa che tenti di andare oltre le proprie possibilità, le quali, tra l'altro, ha difficoltà a raggiungere.
Ecco, in sostanza sono questi i punti che più hanno imbarazzato la mia visione del film. Ce ne sarebbero altri, ma il livello è così scadente e la frustrazione per l'ennesima cantonata è tale che tanto vale appioppargli il consueto uno e passare avanti.


VOTO: 1/5

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