71° Mostra del cinema di Venezia: Short skin - I dolori del giovane Edo

Short skin - I dolori del giovane Edo (Italia/Iran/Inghilterra, 2014, 83') è la classica commedia italiana che sarebbe meglio non vedere, e infatti il sottoscritto l'ha vista credendo di assistere a un film della Biennale College. In effetti, la pellicola di Chiarini è un film della Biennale College, la sezione che lo scorso anno ha presentato quello strepitoso capolavoro che è Mary is happy, Mary is happy (Thailandia, 2013, 127'), ma, più in effetti ancora, la pellicola di Chiarini non ha davvero niente dello stile tipico dei film della Biennale College, e questo perché Short skin è davvero la classica commedia italiana che sarebbe meglio non vedere e che il sottoscritto ha visto perché gabbato dalla sezione in cui è presentato, a cui comunque, qualora non fosse chiaro, non appartiene né per stile né per altro: è soltanto la classica commedia italiana che sarebbe meglio non vedere, ripiena di stereotipi idioti infarciti di quella risata che a noi italiani piace tanto scorgere quando l'argomento si fa troppo intimo; Short skin, infatti, affronta il delicato problema della sessualità, o meglio della possibilità di far parte di un'umanità che fa del sesso un sistema di comunicazione che pretende originario e primordiale, quasi fosse un qualcosa di istintuale e proto-sociale, ma lo fa in maniera banale, scontata, con cliché ridondanti e ammuffiti e battute inflazionate. È una tristezza, davvero. E lo è nel momento in cui si riporta il lungometraggio di Chiarini nel contesto italiano post-neorealista, quello che da Risi in avanti è stato il paradigma dominante, che ha portato ai vari De Sica e Boldi e che solo nella scena finale di Un sacco bello (Italia, 1980, 97') è stravolto e criticato, e insomma è quello il momento in cui ti rendi conto di vivere una pagliacciata in cui tutta la serietà e l'onestà sono screditate da un'ironia che deve prevaricarle. E perché deve prevaricarle? Be', fondamentalmente perché siamo messi così male, a livello culturale, politico, sociale etc., da non avere altri strumenti per poter contrastare la realtà (culturale, politica, sociale etc.) di fatto. Ecco, fondamentalmente è per questi motivi che Short skin mi ha portato ad abbandonare la sala, e inoltre le protagoniste femminili non erano nemmeno gnocche.

VOTO: 1/5

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