Another Hungary - Fragments of ordinary life in a village (Másik Magyarország - Töredékek egy falu hétköznapjaiból)


 Another Hungary - Fragments of ordinary life in a village (Ungheria, 2014, 51') è un'opera circospetta, malinconica e profondamente intima, che sembra emergere direttamente dal terreno che descrive, da quell'umidità e quelle nebbie che delineano la puszta ungherese in maniera così palpabile da renderla ancestrale e mitica, pressoché mitologica, proprio come la ricordavamo dai film di Béla Tarr. È in queste lande povere e desolate che fa ritorno Imre Bukta, uno dei massimi esponenti della scena artistica ungherese, e il mediometraggio di Dénes Nagy si adopera in tutti i modi per restarne fuori, per descrivere quei frammenti di vita ordinaria come se non ne facesse parte, non tanto con l'occhio dell'intruso o del curioso quanto con quello dello straniero, del viandante che senza tanto cercare trova nella misera di un villaggio lontano da Dio e dagli uomini un'autenticità che fa di esso una panacea di cui quell'artista inzaccherato dal frastuono metropolitano e suburbano sembra necessitare più di ogni altra cosa. E si ferma qui, letteralmente, Bukta così come la pellicola di Nagy, nella desolazione che dunque è. Ma è una desolazione reale, autentica, e tanto basta per fare di Another Hungary - Fragments of ordinary life in a village cinema in quanto tale, che non si disperde e non si attua nel solo incedere dell'artista come, per esempio, hanno fatto due buoni documentari del calibro di Over your cities grass will grow (Francia/Olanda/Inghilterra, 2010, 101') e di Manufactured landscapes (Canada, 2006, 80') ma prosegue nell'instabilità stabile che lo permea, e di Imre Bukta un artista in quanto tale, che non si astrae come i vampiri reazionari e borghesi dell'ultimo Jarmush ma che necessita di una realtà che, se da un lato lo comprime, dall'altro calibra la sua opera, rendendola vera arte, responsabile sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista politico, come del resto ogni arte - e si prenda ad esempio quella di Benning - richiede per essere. 

6 commenti:

  1. Atmosferico! Me lo ero appuntato dall'ultimo Rotterdam, se non erro, attirato proprio da quella pianura avvolta nella nebbia che, come giustamente noti, ricorda Tarr in maniera lampante. Successivamente vidi anche un trailer, ma le mie ricerche, non portarono oltre che a quello... Quindi, visti gli eventi delle ultime ore (Enciso), oramai ho fin timore a chiederti dove l'hai recuperato :p

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    1. La prossima settimana ti passo tutto, appena ci vediamo. Questo, però, non ha subs, se non in ungherese, quindi, come me, dovrai adattarti a coglierne soltanto gli aspetti visibili, magari appoggiandoti a qualche trama letta in rete: e ne vale comunque la pena, il che è sbalorditivo.

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    2. No problem, nel settanta per cento dei casi sono abituato a visionare i film in questo modo. Prepara un HD da portatile per la prossima settimana ;)

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  2. qui (http://www.opensubtitles.org/en/subtitles/5195831/masik-magyarorszag-toredekek-egy-falu-hetkoznapjaibol-en) sottotitoli in inglese ;)

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