Late and deep



Scriveva Sàdeq Hedàyat: «Alla sua luce, per lo spazio di un secondo, di un attimo solo, compresi tutta la sventura della mia esistenza, mentre intuivo la gloria e lo splendore di quell’astro. In seguito, quella luce scomparve nel gorgo di oscurità in cui era fatale che scomparisse. No, non riuscii a trattenere quel bagliore fugace». Devin Horan sembra prendere le mosse da una simile intuizione per costruire Late and deep (Norvegia, 2011, 16'), un cortometraggio fatto di febbrile oscurità e tremolanti, incerte e precarie vibrazioni. È un notturno, Late and deep, o meglio una trenodia, perché, sebbene l'atmosfera sia simile a quella che si esperisce nel Notturno (Italia, 2009, 7') di Mauro Santini, l'impressionismo ontologico di chiara ascendenza grandrieuxiana (cfr. pieghe #5) ha come l'effetto di scoprire nuovi rapporti in seguito a una destituzione che soffoca il respiro e spinge alla ricerca di nuovi polmoni o diverse zone d'areazione, insomma di qualcosa che permetta di non soccombere all'affanno; in questo senso, l'effetto trenodico è quasi un presupposto della pellicola dello statunitense, che dunque prende le mosse da una destituzione - del corpo, dello spazio, del tempo - per recuperare ciò che è stato destituito - il corpo, lo spazio, il tempo - e ricrearlo diversamente, come aggregato risultante da nuovi e più abbacinanti rapporti. L'abisso dentro il quale questi rapporti si costituiscono è dato da quell'oscurità da cui infine gli aggregati emergono, ma l'emergenza di questi aggregati deve necessariamente portare con sé un po' della propria genesi, ed ecco, quindi, che l'equilibrio dell'indifferenza proprio degli abissi trascende la propria spiritualizzazione incarnandosi in corpi che sono a tutti gli effetti campi quantici di luci soffocate dall'oscurità che in loro sussiste ed insiste perché da essa germinate, e si ha come l'impressione che anziché emergere dall'oscurità questi corpi siano in realtà stati inabissati dall'oscurità, sprofondati dalla profondità dentro la quale, ora, trovano un equilibrio che, se da una parte è dato da una comunione del corpo con lo spazio circostante come accade in Sitting (USA, 2010, 3') e in Water seeking its level (USA, 2002, 5') di Leighton Pierce, dall'altra ha a che fare con quella con-fusione colta, per esempio, dall'Esther Urlus di Deep red (Olanda, 2012, 7') e generata da una percezione dello spazio come pura visività, continua spazializzazione che è, al contempo, penetrazione in qualcosa che è altro rispetto a sé ed estrinsecazione di sé in questo qualcos'altro. Un destabilizzante senso panico permea dunque totalmente Late and deep, e forse Late and deep non è altro che questo panismo o un abuso di esso, che ha come risultato una messa in scena di un cosmoteandrismo che sbiadisce le gerarchie e i livelli e annulla le astrazioni, cioè le parti tratte o tolte da, e rende il tutto così concreto da infonderlo su un piano d'immanenza sul quale tutto è confuso e che è, in fin dei conti, ogni cosa che riposa su esso: nessuna definizione, insomma, perché nulla è de-finito, contornato, ma ogni cosa è invariabilmente Tutto.

8 commenti:

  1. Non per sembrare ripetitivo, ma prima ancora di leggere mi son detto queste testuali parole: "Oh! Cosè 'sta roba grandrieuxiana?"... :D Poi mi è saltato all'occhio quel "pieghe #5" in grassetto e... non c'è niente da fare, ormai ho fiuto!
    ... Ora leggo tutto ;)

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    1. Sul tuo fiuto non c'erano, e probabilmente non ci sono mai stati, dubbi :)

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  2. "Un destabilizzante senso panico permea dunque totalmente Late and deep". E' destabilizzante solo a leggere quanto hai scritto, una, tra le tante frasi che invogliano inevitabilmente al recupero di questa breve opera oscura e indefinita. Territori per me, credo non ci siano dubbi. Lo voglio!
    P.S. ho apprezzato molto "Sitting" di Pierce, originalissimo!

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    1. Lo scovi qua, https://www.youtube.com/watch?v=b1XId2tmw10. Sono abbastanza certo che non ti deluderà, anzi...

      "Sitting" è meraviglioso! Pierce è uno di quelli da tenere d'occhio, un maestro!

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    2. Grandissimo, stasera me lo gusto come antipasto pre-lungometraggi ;)

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    3. Hai in programma qualche capolavoro? Io stanotte alle due mi do al de Bernardi che danno su FuoriOrario ^_^

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    4. A dire il vero non ho ancora deciso cosa guardare, ho alcune cosette arretrate.

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    5. Datti al più ignoto che hai in lista, così appena lo recensisci te lo rubo :3

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