Fe (Hagane)


Poi il vecchio disse: «Per millenni sono stato qua a fissare su tela migliaia di immagini con gli occhi socchiusi. Immagini di rami scossi dal vento, impregnati dallo spirito dalla terra, cresciuti cosÏ spropositatamente da non riuscire a scorgere le loro cime. Un giorno, esattamente in questo luogo, un albero da me dipinto ha sbocciato: i fiori hanno adornato la sua miriade di rami e tutti questi fiori in un istante sono caduti. Sopraffatto non sono stato in grado di impugnare il pennello, e ora l'albero non fiorisce più né germoglia: non rimane che uno scheletrico albero esanime. Ho tossito per qualche istante e ho messo via il pennello. Il tempo passa e in questo luogo ho ricominciato a dipingere. L’albero morto non marcisce, ma propaga toni argentei; i rami crescono più grandi e più folti; lentamente l'albero cambia aspetto. Mille anni fa, esattamente in questo luogo, in solitudine ho atteso che il momento prestabilito giungesse di nuovo. Non ho fatto altro che aspettare, attendere la creazione del mio ultimo dipinto». Non succede altro, ma non perché il tempo sia infinito, anzi nel capolavoro di Kanji Nakajima il tempo è pressoché destituito; al contrario, non succede altro proprio per quest'assenza di tempo, che non cristallizza ma muta e permuta ogni cosa, che è se stessa in un solo istante: esiste il prima della creazione, cioè quell'attesa che è Fe (Giappone, 1994, 67') e che veramente creazione. Creazione di cosa? Del nulla fondamentalmente, quindi di tutto, perché cose come l'attesa, la destituzione, l'assenza etc. non fanno di Fe che un immenso vuoto, una voragine in cui ogni cosa si staglia contro un cielo violaceo: è la fissità industriale (Fe è il simbolo chimico del ferro), la cui promessa di angoscia e di futuro è come bloccata dalla nostalgia del pittore così da garantire alla bambina un'attualità inattuale che è infine armonia, grazia, leggerezza - vita.

4 commenti:

  1. Qui. Mi sembra un posto interessantissimo. Prima impressione. Poi, in seconda mi segno il link. e in terza, leggerò. seguirò. Saluti. Giampaolo Dp

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    1. Il problema delle prime impressioni è che se ne possono avere soltanto una. Comunque "Fe" è un film meraviglioso, quindi non dubito lo apprezzerai.

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  2. Un poema, cribbio! Appena adocchiato nella tua nuova lista mubiana, mi aveva subito ispirato... Ti scrivo una mail ;)

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    1. Volevo giocare più sull'elemento patetico che su quello razionale, vista la potenza del film. Fa piacere abbia convinto :)

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