Sweetgrass


Come tenterà due anni più tardi l'Emmanuel Gras di Bovines: Ou la vraie des vaches (Francia, 2011, 61'), anche i coniugi Ilisa Barbash e Lucien Castaing-Taylor cercano di sparire attraverso le inquadrature di Sweetgrass (Francia, 2009, 101'), e l'intento pare debba ritrovarsi nella volontà tutta scientifica* di annullare il principio di indeterminazione di Heisenberg per poter studiare effettualmente l'oggetto, come cioè esso si ritrova in un sistema non perturbato dall'occhio dello studioso. Si tratta palesemente di un'operazione difficilissima, che mi pare sia riuscita solamente a James Benning, il quale con Ten skies (Germania, 2004, 102') è riuscito ad autodestituirsi in quanto autore; certo, la strada intrapresa da Ilisa Barbash e Lucien Castaing-Taylor è sostanzialmente differente dall'inquadratura e dal soggetto benninghiani, ma vale secondo me la pena sottolineare una certa affinità di atteggiamenti perché, per quanto i due autori di Sweetgrass non vengano infine destituiti**, Sweetgrass è un film che appartiene più al documentato che al documentarista, più alla pecora che all'uomo, e questo avviene nel momento stesso in cui la leggibilità e il realismo intrinseci all'opera, da una parte, si presentano radicati e radicali e, dall'altra, vengono fatti emergere in maniera costante, sì da lasciare lo spettatore in balia dei belati e dello schema senso-motorio del gregge*** in transumanza. Esasperato in Hell Roaring Creek (USA, 2010, 20'), questa performatività del cinema troverà effettivo sviluppo in Leviathan (Inghilterra, 2012, 83'), il lungometraggio che Castaing-Taylor girerà con Verena Paravel e in cui l'immagine si farà espressione espressionista dell'oggetto filmato veicolando in tal modo - e in un certo senso esasperandola - l'emotività dello spettatore; qui, invece, lo spettatore permane come occhio, ma è un'occhio ovino, questo, che insomma non tarderà affatto a fissarsi nell'occhio cieco di chi è guardato, la bestia appunto, colla quale l'uomo-spettatore si fonde in un comunione di cinema.


* Lucien è un antropologo di Harvard.
** Resta la sensazione dell'indicato.
*** La mdp è più volte posizionata dentro il gregge, nel suo mezzo.

2 commenti:

  1. Mi attira un casino, sai quanto ho apprezzato "Bovines", però dalla fotografia questo sembra ancora più curato, almeno come filtri e colorazioni varie. Ma il corto "Hell Roaring Creek", è composto da estratti di questo film oppure è un progetto a parte?

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    1. Dovrebbe essere una sorta di "surplus" di riprese girate negli anni in cui i coniugi stavano dietro a 'sto film, almeno credo. Comunque, sì, qui ci sono delle scene davvero magnifiche e intense, anche se alcune, forse, lasciano un po' più a desiderare di altre.

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