Solitudine alla fine del mondo (Soledad al fin del mundo)


Cinema etnografico a venire, nel senso di cinema per sempre. Del resto, non è forse questo che il cinema, a conti fatti, è? Prelievo del tempo dal tempo, dunque atemporalità o temporalità pura e assoluta, insomma essere senza esserci, solitudine che è essenza o, almeno, ricongiungimento a qualcosa di autentico e originario come lo era, per esempio, il silenzio di Silence (Irlanda, 2012, 84'), quel silenzio che era ritrovamento di e comunione con tutti i suoni della natura. Un'astrazione? Forse, ma meglio sarebbe parlare di evento, perché non c'è nulla di trascendente in tutto questo e, anzi, tutto si risolve su un piano che è coestensivo a ciò che infine siamo: è il divenire, un divenire che Casas sospende per poterlo così mostrare nella sua unità infinita, un'operazione, questa, già tentata con il suo magnifico Aral. Fishing in an invisible sea (Uzbekistan, 2004, 52'), al quale Solitudine alla fine del mondo è strettamente legato per mezzo di quest'ambiente in continuo emergere, esistificante e intensivo; come lì, infatti, anche nella pellicola del 2006 ciò che è mostrato è la permanenza di un ambiente che infinitamente affetta il transeunte che popola la sua superficie (alberi, uomini, vapori, montagne...) e che trascorre nella temporalità per farsi infinito, per divenire ambiente: la neve investe il suolo, la neve diventa l'ambiente che permea. Solo i grandi documentaristi sanno cogliere questo lato delle cose, e Costa da morte (Spagna, 2013, 81') ne era una prova. Ora, Solitudine alla fine del mondo è stilisticamente molto diverso dal capolavoro di Patiño, ma il punto rimane lo stesso: cogliere la temporalità e il suo flusso, nient'altro. Un percorso differente per un medesimo arrivo. Ecco, sotto quest'aspetto il percorso intrapreso da Casas e Zuber è molto più vicino a Two years at sea (Inghilterra, 2011, 68') e Man with no name (Francia, 2009, 92'), colla differenza sostanziale che qui si tratta di un film corale, la cui univocità, cioè, è eco delle voci dei tre uomini intenti a sopravvivere nell'inospitalità della Patagonia, la fine del mondo evocata dal titolo. Quale fine? Quella spaziale appunto, ma anche quella temporale, ed è così che Casas e Zuber fanno coincidere l'avvenimento con l'avvenire, lo spazio con il tempo. Siamo spazio-tempo, sembra dirci Solitudine alla fine del mondo, ed è per questo che il documentario procede attraverso astrazione e va a configurasi come cinema per sempre, perché non mostra persone ma ciò che esse in verità sono, essenzialmente: lo spazio che abitano e il tempo che vivono. Il resto, appunto, non sussiste. Sono soli, cioè sono se stessi, e nel loro corpo è iscritta la storia di una terra millenaria così come nel mio è inscritta quella di tutte le tragedie del mondo e di tutti gli amori soltanto possibili e mai effettuati, e anzi la cui inefettualità è causa e principio di quelle stesse tragedie e tragedia essa stessa. È dunque la fine? Sì, ma perenne, e non c'è nessuna disgrazia in tutto questo, poiché chiunque sia autentico è di per sé un finale.

6 commenti:

  1. Oh, questo lo cercavo da parecchio tempo, senza risultati purtroppo. Non sapevo nemmeno che fosse lo stesso regista di "Aral". E' vero comunque, almeno a colpo d'occhio il tutto mi ricorda il capolavoro di Rivers.

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    1. Me l'ha passato Rombro, non gli sarò mai abbastanza grato; domani penso di riuscire a mandartelo per DropBox, e così pure "Florentina Hubaldo, CTE" (capolavoro assoluto!!) subbato in italiano.

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    2. Grande "Florentina Hubaldo"! E' la registrazione da Fuori Orario?

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    3. Yap, ma, come ti dicevo, ho anche la versione originale acquistata direttamente da Lav con alcuni altri (abbiamo fatto una colletta, visto che il costo si aggira sui 150 dollari): pesa 47GB ed è pressoché perfetta. Ovviamente non è sottotitolata in italiano, e i sottotitoli in italiano girano solo hardsubbati sulla registrazione di FO. Dimmi te quale preferisci.

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    4. Uppa pure quella da fuori orario, vai tranquillo, altrimenti dovresti romperti le scatole a comprimere di brutto (47gb!!) e alla fine si otterrebbe lo stesso risultato della registrazione :)

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    5. Yay, oggi te la invio. BTW, ti ho passato questo, intendo.

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