Own death (Saját halál)


L'immagine di Own death (Ungheria, 2008, 118') è l'evento e come tale non si guarda né si vede ma si esperisce, ci si fonde, confonde e infonde in essa perché è un'immagine pervasiva, quella di Own death, piegata da mille pieghe e piega essa stessa, e come tale, sì, è evento ed è l'Evento, poiché Forgács elabora, transustanzia, sprofonda e fa emergere l'essenza propria dell'immagine, ovvero l'esistenza di chi in quel fotogramma è stato fotografato, immobilizzato, imbalsamato, colto separatamente dalla sua vita: ecco il cinema. Contro la pulsione di morte di matrice fotografica, il cinema sfoga la vita, libera la potenza che ogni singolo fotogramma interrompe e racchiude istituendo una continuità in quello spazio-tempo che la fotografia aveva dato come istantaneo. Per questo il cinema è sempre una rivincita contro la morte, un processo vitale che è flusso e intensività, sempre «Azione!» e mai «Ciak»*, e, pure, è per questo che il cinema esiste solamente laddove la morte prevale, in cui è necessario far vivere, creare una spazio-temporalità che sia altra rispetto a quella desolante e tragica in cui si è costretti a vivere**; non è dunque un caso che Forgács utilizzi il cinema per elaborare il testo di Péter Nádas, in cui l'autore racconta (e medita sul)l'infarto che l'ha tenuto in bilico tra la vita e la morte, e non è un caso che tutto il suo Own death si presenti come una pellicola sospesa tra il cinema e la fotografia, la vita e la morte, il movimento e la stasi, il b/n e il colore, il suono e il silenzio, la leggibilità del fotogramma e la sua illeggibilità, l'out-focus e lo slow-motion... 


* Non è un caso che la rivista Ciak, di fatto, non tratti di cinema.
** Gli Stati Uniti con Hollywood lo dimostrano, sfornando film da multiplex che non hanno niente a che vedere col cinema, che non sono cinema. Al contrario, la new wave filippina di Diaz, il neorealismo di Rossellini, l'Ungheria post-comunista di Tarr e via dicendo.

13 commenti:

  1. Gli ungheresi sono sempre una garanzia, e soprattutto l'Ungheria post-comunista che citi; riescono a trattare "il cinema" come ciò andrebbe fatto, nella sua vera forma, e come pochi attualmente riescono a fare. Oltremodo, mi fa sempre piacere quando nelle tue recensioni spargi un pò di sale sulla più grande piaga "del cinema" :p
    Questo mi sembra qualcosa di parecchio oscuro, ideale per i miei "fuori orario", aggiungilo pure alla lista per domenica :)

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    1. Eh, già. E c'è da aggiungere che loro hanno pure avuto uno dei più critici più intelligenti nella storia del cinema, Balasz, cui, tra l'altro, è intitolato lo studio che produsse Béla Tarr. Tra l'altro, questo Forgacs ha girato un mediometraggio su Wittgenstein, con le musiche di Vig Mihaly: https://www.youtube.com/watch?v=j_IKG8nlo-I. Mica cazzi, eh?
      Comunque, questo l'ho subito messo nella cartella per domenica, ci mancherebbe :D

      P.S. E' un dovere morale spargere quel sale. Anzi, è l'unico sale che, spanto, non porta sfiga.

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  2. Hey, thanks for linking to my blog the other day. I tried to contact you through your blog but to no avail. I would be grateful if you could contact me. It appears as if we have very similar interests, and it also looks as if you know slow films I'm not aware of. Unfortunately, my knowledge of Italian is pretty much zero and I have to decipher what you're writing :) Hence, if somehow possible, I'd like to establish an email contact with you. It would be good to have a chat! Cheers, Nadin

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    1. Hi, Nadin! First of all congratulations for your blog: I love it, I find it enlightening as the MUBI lists of Slow Immersion ;) However, I immediately contact you by e-mail. My e-mail address is talkinmeat@gmail.com. Can I contact you through theartsofslowcinema@gmail.com? Obviously, tell me if you need some movies that I reviewed, so I can send the links to you.

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  3. Uè Yorick, dove lo trovo questo?

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  4. Ciao Yorick, puoi inviarmi in link tramite mail!?

    Il film sembra avere una fotografia stupenda

    ;)

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    1. Certo, qual è la tua mail? La mia è talkinmeat@gmail.com

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  5. Ricambio la visita!

    p.s. come sei giunto fino a me?

    Moz-

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    1. Grazie per aver ricambiato la visita. Sappi che se non l'avessi fatto mi avresti fatto più piacere.

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    2. Eh, ma far maggiore piacere è un dono che riservo a pochi, e non sei tra questi.

      Però resta la curiosità: come sei giunto fino a me? E, dunque, perché hai anche lasciato un commento?

      Moz-

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    3. A dire il vero alla maggior parte blogger questi commenti inutili fanno piacere, comunque non importa.

      Al tuo blog sono giunto cercando l'ultimo horcrux.

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    4. Beh, non che il tuo commento da me fosse da premio Nobel, eh.

      p.s. hai trovato l'horcrux o devi ancora continuare la tua quest?

      Moz-

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