Fotogrammi #13: Ambiancé (teaser)


Premetto che questo post non sarà una recensione. Il film di cui si parla, Ambiancé, deve ancora uscire, e qui tutto ciò che si prende in considerazione è il teaser, a proposito del quale il regista, lo svedese Anders Weberg, è stato molto chiaro: «Non recensireste mai un teaser, no?». E in effetti ha ragione, ma preme, dopo la visione di questo, scrivere qualche riga non tanto sul teaser quanto, appunto, sul progetto di Ambiancé al fine di diffonderlo il più possibile, da una parte perché in Italia ancora non se ne parla e dall'altra perché è un progetto degno di nota, encomiabile - forse un sacrificio al cinema o almeno un epitaffio, un testamento spirituale che sigilla la ventennale esperienza di Weberg con l'immagine cinematografica. In cosa consiste? In un lungometraggio di 720 ore (trenta giorni), che verrà proiettato una sola volta, sincronizzata tra le varie parti del mondo in cui verrà mostrato, e quindi distrutto. Sul sito del film (http://thelongestfilm.com) si legge: «In the piece Ambiancé space and time is intertwined into a surreal dream-like journey beyond places and is an abstract nonlinear narrative summary of the artist’s time spent with the moving image. A sort of memoir movie. (Film memoir.) This in the visual expression that is constantly characterized the work throughout the artists career». In attesa della première, Ambiancé verrà promosso dapprima, cioè quest'anno, con un teaser di 72 minuti, quindi, nel 2016, con uno short trailer di 7 ore e 20 minuti e infine, nel 2018, con il trailer vero e proprio (72 ore). Il teaser di 72, per quanto mi riguarda, e senza appunto (s)cadere nella recensione, già da sé (e per sé) è un'esperienza filmica come poche: percettivo, materico, onirico - un che di unico, almeno in fatto di teaser, e che, nella sua versione definitiva di 720 ore prelude a qualcosa che il cinema, così come lo intendiamo ora, non può reggere.

6 commenti:

  1. Porca la puttana! Questa sembra a tutti gli effetti una roba mastodontica...e il fatto che verrà distrutto dopo un'unica proiezione, m'intriga assai...
    Non avendo fb dici che basta contattarlo tramite il sito?
    Oh, anche se non mi paleso quasi mai, ti (vi) leggo sempre... continua(te) così ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, effettivamente fa impressione, e quella cosa della distruzione fa echeggiare d'immortalità tutto il progetto.

      Elimina
  2. Alla fine hai fatto bene a parlarne, Yorick. Era necessario, come giustamente scrivi, se non altro per diffonderne la notizia. Ha ragione rombro: mastodontico, credo sia il termine più azzeccato!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ViS, a costo di andare in Svezia, questo, bisogna vederlo. Assolutamente. La nostra vita sarà cinema per trenta giorni. Certo dormiremo, mangeremo, passeggeremo, ma faremo tutto veicolandolo al cinema - e non viceversa. Sarà grandioso!

      Elimina
    2. Ci andiamo, sarà la nostra, ultima (im)mortale esperienza cinematografica :D

      Elimina