¡Vivan las antipodas!



Assonanze dissonanti diventano dissonanze assonanti e la coincidentia oppositorum di cusaniana memoria si materializza - cessa di essere una peculiarità divina e si fa materia, si fa terrestre - in ¡Vivan las antipodas! (Germania/Argentina/Olanda/Cile, 2011, 108'), perché non esiste lo spazio nel film di Kossakovsky, esiste piuttosto la spazialità, la spazializzazione cioè dello spazio, sì che le quattro coppie rappresentate di luoghi antipodi* (Argentina-Cina, Cile-Russia, Hawaii-Botswana, Nuova Zelanda-Spagna) circolarizzino la linearità dello spazio e, di fatto, si ritrovino a coesistere e a coincidere. È, se si vuole, una banalità, e non sarà certo la potenza espressiva sprigionata da ogni singolo fotogramma a folgorare lo spettatore (non solo, almeno), ma il fatto è che la mostrazione adoperata sul mostrato (il pescatore e la pescivendola, il guardiano del faro e il marinaio, etc.) dà tale concretezza alla concettualità che sta alla base del film e lo struttura da sbalordire e schiantare, ammaliare e commuovere al contempo. Niente di metafisico, dunque... e del resto chi si crede filosofo perché va sostenendo che tutto il mondo sia paese, che la globalizzazione abbia avvicinato i poli eccetera è in fin dei conti un coglione, ovverosia un metafisico* che manca di un terreno su cui poggiare i piedi. No, serve molto di più. Serve la materia, è necessario il corpo: lo spirito è ciò che sopravviene alla morte del naturale (cfr. Hegel). E questo è il luogo in cui lavora il cinema, in cui può adoperarsi il cinema. Perché il cinema mostra, dà appunto concretezza a qualcosa di così concettuale da perdere ogni valore altrimenti. «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.» Ma dov'è l'uguaglianza, se uguali sono soltanto i borghesi, se i diritti sono soltanto quelli degli occidentali? E soprattutto: perché dichiarare l'uguaglianza nel momento stesso in cui è palese la diversità, se non altro di origine e di appartenenza geografica? Ecco, Kossakovsky agisce qui, discrepa e dissona le assonanze e fa in modo che siano le dissonanze a emergere, a farla da padrone, e in ¡Vivan las antipodas! è proprio il disuguale e non l'uguale, il dissonante e non l'assonante a essere soggetto e non appendice. Tutto è diversità, tutto è disomogeneo, ma è giusto questa disuguaglianza, questo dissonante e questa disomogeneità che mostra infine l'appartenenza globale, l'unicità terraquea, il fatto appunto che, sì, tutto il mondo è paese, né angelo né bestia, che in fondo un'uguaglianza esiste e sussiste. Incontrovertibilmente. Già, ma perché? Qual è la mossa che, pur arrivando ad annichilire il diktat divino che volle cielo e terra separati***, rende tutto ciò incontrovertibile e non fa passare Kossakovsky per un metafisico o, peggio, per un uomo di buon cuore? Il fatto stesso di far nascere l'uguaglianza, di mostrarla come effetto, come un quid che emerge dalla disuguaglianza, dalla discrepanza, dal dissonante. Non assonanze dissonanti ma dissonanze assonanti, ecco il micidiale e geniale meccanismo che fa procedere ¡Vivan las antipodas!, ecco, in sostanza, la potenza del cinema.


* «Un giorno viaggiando in Argentina vidi un uomo che pescava da un piccolo ponte in un piccolo villaggio. Nella luce del tramonto, quel posto così semplice mi è sembrato il più meraviglioso al mondo. Ho pensato: cosa accadrebbe se tirassi ben più in fondo quel filo della canna da pesca, attraverso il centro della terra? Cosa avrei visto esattamente dall’altra parte? Ho controllato, e avrei trovato una delle città più popolate, movimentate e rumorose del pianeta, Shanghai. Poi ho imparato che da quando la maggior parte del pianeta è ricoperta dall’acqua, esistono solo poche terre abitate che hanno agli antipodi altre terre. Ad esempio, in tutta l’Europa solo la Spagna ha un paese agli antipodi, la Nuova Zelanda. Gli Stati Uniti hanno solo uno stato, le Hawaii, che ha agli antipodi il Botswana, a sua volta l’unico paese africano ad avere una terra agli antipodi. Abbiamo inoltre filmato nella coppia di luoghi secondo me più belli e cinegenici, il Lago Baikal e Capo Horn. Qualche volta accade che hai una buona idea per un film ma poi, quando davvero la realizzi, capisci che l’idea era migliore della realtà. In Vivan las Antipodas! accade invece che gli opposti coesistano. L’idea era buona, ma cosa realmente ho trovato è qualcosa di incredibile e sorprendente.» (Victor Kossakovsky)
** «Se ci viene per le mani qualche volume, per esempio, di teologia o metafisica scolastica, domandiamoci: Contiene qualche ragionamento astratto sulla quantità e sui numeri? No. Contiene qualche ragionamento sperimentale su questioni di fatto e di esperienza? No. E allora gettiamolo nel fuoco, perché non contiene che sofisticherie ed inganni.» (David Hume, Ricerche sull'intelletto umano)
*** Si potrebbe considerare la sequenza del capovolgimento di cielo e terra come l'esito finale e più estremo del lavoro di Kossakovsky, il quale arriva così non solo ad avvicinare gli antipodi terrestri ma anche a ricollocare la terra nell'(omogeneità dell')universo, facendo così del relativismo più radicale la pietra angolare della sua filosofia.

2 commenti:

  1. Interessante! Ultimamente stai sfornando pellicole talmente contemplative e (im)perse da far impallidire il mio cinema dell'assenza, che a confronto, sembra quasi un cinema da multisala :p Questo devi essere andato a scovarlo proprio "al centro della Terra". Scrivi che non sarà certo la potenza espressiva sprigionata da ogni singolo fotogramma a folgorare lo spettatore, e ti credo, ma per il momento non posso far altro che restare ammaliato dalle immagini qui sopra. E direi che a pura impressione visiva, mi immagino una fusione estetizzante tra il "Tejùt" di Fliegauf e "Agrarian Utopia"...

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    1. Effettivamente fanno un certo effetto, e dire che mi son dovuto trattenere - questi non sono neanche la metà dei fotogrammi che avevo screennato. Però credo che sia proprio l'impostazione di fondo a fare di questo buon film un gran film, e lo fa andare appunto ben al di là della semplice ed entusiasmante visività, potenziandola. Credo ti piacerà, spero non lo troverai eccessivamente documentaristico - ma non credo ;)

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