The sky turns (El cielo gira)

Il dato è dato. Cos'è il dato? Il dato è il sistema. Bisogna essere davvero ottusi per poter credere di riuscire a percepire o concepire un dato come slegato dal sistema che lo dà. Persino l'analisi grammaticale è impossibile senza la presupposizione di un'analisi logica che la vincoli. Così, ogni ricordo individuale è, prima di tutto, memoria collettiva, e con El cielo gira (Spagna, 2004, 115') Mercedes Álvarez parte proprio da questo background concettuale per sprigionare suggestioni sue personali che si intersecano con le esistenze degli abitanti di Aldealseñor e subito si traducono in una topografia emotiva e storica di un tempo e di una temporalità ormai svanite. È per ciò una testimonianza rara e importante, oltre che di estemporanea bellezza, questo suo documentario, che si ancora, visivamente e sin dal principio, a un che di immutabile come il paesaggio e scivola poi via, narrativamente, su ciò che ora è solo fantasma, spettro, ricordo. Il tono, com'è facile da presupporre dati questi antefatti, è elegiaco, e traspare come una strana voglia di abolire il tempo dalle lunghe inquadrature paesaggistiche a macchina fissa mediante le quali l'Álvarez dischiude un qualcosa di metafisico o ancestrale che sarebbe potuto andare perduto per sempre se il cinema non l'avesse in qualche modo fotografato e salvato. Ecco, allora, che accanto al tono elegiaco emerge anche un'altra sensazione, più radicale e viva, la quale fa percepire ancora una volta al fruitore quanto immensa sia la potenza del cinema, ricondotto com'è dalla regista a quel ruolo eternizzante che, in altri tempi, ricopriva la poesia per Foscolo*. E il cinema vince di mille secoli il silenzio.

* cfr. Dei sepolcri («L'armonia vince di mille secoli il silenzio»).

8 commenti:

  1. Mi piacerebbe vedere anche questo! (e poi Foscolo <3) Ma l'altro che dovevi passarmi..?

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    1. Devo aspettare di essere a Torino, mi sa. Dropbox è da ormai settimane che è alle prese con quel film e un cortometraggio di Rivers.

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  2. Nonostante il nostro colloquio di stamane, a me continua comunque ad attirare questo film, questo nome (Mercedes Alvarez) e da paura, il fotogramma qui sopra! Spero tu me l'abbia passato lo stesso nell'hard disk... Bella giornata, Yorick ;)

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    1. Sì, mi pare proprio di avertelo passato :)

      Non grande, ma grandiosa giornata! :D :D :D

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    2. Visto, e mi è piaciuto. E' il classico film estivo, ovvero, per le mie sensazioni rientra tra quei film che rendono al meglio se visti preferibilmente nelle notti estive, per questa sua aura ancestrale. Film di memorie collettive, giustissimo, atmosfere alla "Aita" e "Found Memories", che sto aspettando di poter rivedere subbato in italiano... Dal lato documentaristico, mi ha ricordato "Sleep Furiosly", ma questo è nettamente superiore, a mio avviso!

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    3. E' vero, è scarnificato come "Sleep furiously", che però a una seconda visione ho apprezzato maggiormente e, anzi, credo che se lo dovessi rivedere potrei benissimo reputarlo un capolavoro, "Sleep furiously". Questo è un gran bel film, che per certi versi mi ha ricordato "El cielo, la tierra y la lluvia"; spero che la regista faccia presto qualcosa di nuovo perché ha un'idea di cinema davvero interessante.

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  3. non c'entrerà niente, ma mi viene in mente il grandissimo "Las Hurdes", di Buñuel.

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    1. C'è qualcosa, effettivamente. Anche se manca tutta l'invettiva politica e anticlericale di Bunuel, nel film dell'Alvarez.

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