Man with no name (L'homme sans nom)



L'uomo senza nome (Francia, 2009, 92') è il classico film da vedere a ogni costo. Si è già visto, sia a proposito di Tie Xi Qu (Cina, 2003, 556') che del più recente Feng Ai (Hong Kong/Francia/Giappone, 2013, 227'), come in realtà ogni documentario di Wang Bing sia in realtà un film da vedere necessariamente al pari, per intenderci, di un lungometraggio di Lav Diaz o uno di Béla Tarr, ma questa trasferta francofona ha, secondo il sottoscritto, un importante fattore aggiunto, che per certi versi lo colloca a metà tra le due pellicole sopra citate, ora sintetizzandole ora astraendo ed estraendo da esse l'essenza, il cuore; se, infatti, Tie Xi Qu e Feng Ai sono i corpi dei quali è soltanto presupponibile, per quanto o solo perché implicato, un cuore, L'uomo senza nome è il cuore, asportato e mostrato come nella scena del Kali Ma ne I predatori dell'arca perduta (USA, 1981, 115'): e questo cuore è la solitudine. Quella solitudine che asserragliava in se stessi i pazienti in Feng ai, quella solitudine cui sono condannati gli operai in Tie Xi Qu. Certo si potrebbero fare dei distinguo tra le varie solitudini, non mischiando per esempio quella a cui si è condannati e quella invece che si ricerca, ma credo sarebbe cosa da ottusi, perché, in fondo, la solitudine, sebbene siano diverse e divergenti le cause che la facciano scaturire così pure gli effetti che comporta, è soltanto una e unica ed è la condizione esistenziale, essenziale ed esiziale dell'essere umano: «Ognuno sta solo sul cuor della terra | trafitto da un raggio di sole: | ed è subito sera». È la solitudine di Jake in Two years at sea (Inghilterra, 2011, 88') e in This is my land (Inghilterra, 2006, 14'), del monaco in Walker (Cina/Hong Kong, 2012, 26'), del beduino in Un homme sans l'occident (Francia, 2002, 104'), etc. È la solitudine, e la solitudine è un'amica che ti indica dove non guardare. Dove non guardare? Non guardare alla società, che fa di ogni uomo un individuo, un'isola, e si concretizza in quella folla solitaria di riesmaniana memoria, in quella massa in cui ognuno è solo* e abbandonato a se stesso. Wang Bing filma tutto questo, e si ha come l'impressione che l'abbia già filmato e che continuerà a farlo, che in realtà tutta la sua produzione documentaristica non tenda che a questo: la solitudine, ovvero l'uomo qual è. L'uomo senza nome perché senza società. Che fa ciao ciao con la manina alle sovrastrutture societarie ma senza diventare uno stilita, che non sceglie la solitudine ma la via della solitudine perché giusto questa conduce all'umanità, l'uomo che ridiventa uomo: l'uomo, e nient'altro.

«La massa non è un fatto numerico. Si può essere milioni e milioni, anche simili, e non essere massa, rimanere persone. Io credo che questo sia possibile. E si può essere invece una persona sola, che è già massa.» (Giorgio Gaber, La vestizione)

5 commenti:

  1. Secondo me, da quei pochi frammenti che mi hai mostrato, il corto dello stesso Bing realizzato per il Venezia Reloaded, dev'essere un estratto di questo film, sicuro. Peccato non poter confrontare subito visto che ti sei dimenticato di passarmelo, dannazione a te :P
    Ieri mi sono messo a controllare l'HD e non ho trovato nemmeno quell'altro film, che volevi farmi vedere (non ricordo il titolo, iniziava con la E, mi sembra e c'era un uomo in mezzo al mare, credo sia stato qualcosa di molto simile a questo di Bing), in compenso ci sono altre cose veramente interessanti, mi ci vorrà un mese per visionare tutto. Colgo l'occasione per ringraziarti nuovamente!

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    1. Dannazione, ultimamente mi sono rincoglionito di brutto, ti chiedo scusa. Vedo di recuperare il titolo e passartelo, quello di Bing invece te lo linko subito per mail. (Comunque sì, il corto è tratto proprio da questo film.)

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    2. Gentilissimo, grazie! Ma fai pure con calma per l'altro, quando ti capita l'occasione, non c'è problema ;)

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  2. Ciao Poor Yorick. Ieri ho visto il capolavoro di Bing "Feng Ai" e un paio di mesetti fa mi sono goduto San Zimei su FO...bhe Wang Bing mi piace sempre di più! Cosi leggendo la tua bellissima rece su Feng Ai e facendo altre ricerche sul cineasta cinese mi sono imbattuto in questo sconosciuto (per me) "Man with no name" e quindi volevo chiederti se sapevi aiutarmi nel reperire il film. Inoltre volevo chiederti info anche su ''the ditch".
    Ciao ;) e complimenti per l'ottimo blog!!

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    1. Scrivimi una mail: talkinmeat@gmail.com

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