Un uomo senza l'occidente (Un homme sans l'occident)

Metafisica pura, quasi tarkovkijana. Intensa, folgorante, carica di una purezza alienante che scardina spazio e tempo e rende l'ovunque qui e il qui ovunque. Untouched by the west (Francia, 2002, 104') è questo, realismo fascinoso e affascinante incorniciato da un'astrattezza concreta che lo assolutizza ed eterna. Magnifico, strepitoso, formidabile - gli aggettivi, in proposito, si sprecano, perché la pellicola di Depardon, lungi dall'abbandonarsi a uno sterile formalismo, scarica il romanzo di Brosset, Sahara, in un alter-ego della desertica realtà berbera d'inizio Novecento la quale permette al regista di indagare in profondità le pieghe non dell'animo umano ma dell'umano stesso. Alifa, il bambino salvato da quella solitudine che nel deserto l'avrebbe costretto alla morte, trasforma la propria vita in un'epoca di morte (guerriero, cacciatore) muovendosi verso l'oriente per evitare la galoppante colonizzazione. Ci sono dunque due morti, nel film di Depardon: quella futuribile, avanzante, e quella presente, che il protagonista vive e rinnova quotidianamente per sfuggire alla prima; la vita allora, come sosteneva Hegel, è davvero il meccanismo della mancanza, e questa mancanza è la morte, ma separare la vita dalla morte, come ammonisce Nancy, è certo una cosa che non deve mai farsi. Depardon, questo, lo intuisce e lo rappresenta in maniera tale da trarne conclusioni esistenziali nell'esiziale figurazione che coglie l'essenziale nel momento stesso in cui mira a spogliare quanto più possibile la mise-en-scène con quel bianco che al contempo annienta e totalizza, riunisce cioè l'ovunque nel qui e sfonda il qui nell'ovunque. Con uno stile da cui l'Albert Serra de El cant dels ocells (Spagna, 2008, 97') pescherà a piene mani, Depardon sforna così una pellicola che va davvero oltre il cinema e si fa indagine etnografica dell'essere umano, irriducibile, sebbene riconducibile (a posteriori, però), ai suoi rapporti con l'ambiente, inteso sia in senso strutturale (l'ambiente geografico) che sovrastrutturale (l'ambiente sociale, la politica...).

5 commenti:

  1. Cribbio, che minimalismo! Il richiamo a Serra è lampante, e direi che a giudicare dai fotogrammi qui sembra di trovarsi di fronte a qualcosa di ancor più radicale; impressionante la miniaturizzazione dell'uomo a confronte dell'ambiente... Me lo sono già segnato, quando l'avrò visto ripasserò per darti maggiori impressioni, grazie Yorick!

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    1. Sono certo che tornerai da queste parti ancora con gli occhi sgranati per quel bianco sparato. :D

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    2. Orpo! Solo ora mi sono accorto del primo fotogramma. Era invisibile, da paura :O

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    3. Sì, è il classico film che capisci sarà una bomba già dopo un solo minuto :3

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  2. dove posso recuperalo?

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