Redemption

Recuperato grazie al FuoriOrario di Ghezzi, l'ultimo lavoro del regista di Tabu riesce diverso dalle impressioni che ne avevo ricavato in quel di Venezia, impressioni che avevo deciso di non scrivere perché altalenanti tra l'euforia e lo smacco. Cos'è successo? Cos'è, veramente, Redemption? Ebbene, Redemption è uno scherzo, una trovata (geniale, se si vuole), una riflessione tesa tra la politica e la goliardia. Certo, nell'atmosfera festivaliera dell'ultima Biennale, Gomes, tra gli altri, si era distinto con questo cortometraggio, ma credo ciò fosse dovuto alla povertà di suggestioni che le altre pellicole hanno offerto, di cui si salva davvero poco (eccezion fatta per il Feng ai di Wang Bing e il Jiaoyou di Tsai Ming-liang - due registi che sono comunque una garanzia - ricordo con piacere Ruin, Medeas e l'ultimo Sion Sono, Jigoku de naze warui, oltre che lo strepitoso Vi är bäst!, che è stato amore a prima vista), mentre in realtà, scindendo Redemption da tutto il resto e considerandolo come appunto mi è capitato di fare la scorsa notte, cioè in sé, senza accostarlo al superbo Tabu, disincantatamente, ecco, di quell'euforia rimane davvero poco, se non la convinzione che l'ontogenesi emozionale che ha suscitato debba altresì ricercarsi nell'ambito festivaliero della laguna e nient'altro. È un brutto film? No, per niente. Anzi, è un film che funziona, e lo si capisce nel suo riuscire nell'intento, ma il problema - credo - è proprio l'intento che ne sta alla base e che, non colto, rischia di appannare ciò che davvero Redemption è, ovvero uno scherzo: tracciare con l'immaginazione il punto preciso in cui quattro leader europei (Pedro Passos Coelho, Silvio Berlusconi, Nicolas Sarkozy e Angela Merkel) hanno voltato le spalle a una concreta possibilità di redenzione è, sì, una trovata geniale, ma anche rischiosa, perché si rischia di ricondurre la politica a qualcosa di dannato in anticipo poiché corrotto dall'interiorità corrotta delle persone che la incarnano o, meglio, ne sono maschere. Su un tappeto di found footage, dunque, Gomes propone la critica, muovendola però in maniera scherzosa, irriverente, appunto attraverso le armi dell'immaginazione. Cosa ne resta? Ne resta qualcosa di sterile, una trovata godibile ma effimera, che suscita la riflessione e l'ilarità ma si spegne presto per il fatto di non aver radicalizzato la critica, cosa forse non necessaria ma che, quando si parla di quei quattro personaggi là, è anche ciò fa scattare il capolavoro, il quale non può che riuscire attraverso la lucidità di una critica ponderata e radicale, almeno per la sensibilità di chi scrive, e Redemption, questo, non lo fa, risultando infine fondamentalmente innocuo: molto meglio, quindi, considerarlo uno scherzo (riuscito) e nulla più.

12 commenti:

  1. Ma che scherzi mi fai?
    No dai, scherzo! Come sai, per il sottoscritto "Tabu" non è stato il massimo della folgorazione. Inizialmente però, devo dire che questo "Redemption" mi accendeva comunque una certa curiosità, più che altro perchè ero a conoscenza della sua costruzione attraverso il found-footage. Ora, dopo quello che scrivi, non so nemmeno io se procurarmelo (appena sarà possibile) o se lasciar perdere... Boh, ci penserò più avanti.

    P.S.1 Mi sa tanto da (pop)pata terribile questo: Vi är bäst! :P
    P.S.2 Ti ho spedito la mail ;)

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    1. "Ma che scherzi mi fai? No dai, scherzo!" TROLLOLOL :p

      Comunque, sì, questo non è niente di che, ma visto che tutti ne parlan bene volevo esprimere la mia opinione a riguardo. Comunque ce l'ho, dura venti minuti, se vuoi te lo dropboxxo subbato in italiano.

      Vi är bäst è meraviglioso, te lo assicuro. Non è pop, ma ti fa piangere e ridere il cuore in maniere che non ricordavo possibili. Ti piacerà, fidati. Solo i senzacuore possono disprezzarlo :p

      Ho visto la mail, appena torno a casa leggo!

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    2. A questo punto allora, tanto vale togliersi il dente quindi, se non ti è di troppo disturbo, caricalo pure, ti ringrazio!
      Comunque pensa che la settimana scorsa mi sono rivisto "Spring Breakers", o meglio, l'ho fatto vedere ad un amico che, più o meno, lo ha apprezzato alla stessa maniera mia; riconoscendone un lavoro stilistico impeccabile ma non rimanendo troppo coinvolto dalla storia. Un altro parere, abbastanza moderato che spezza quel divario di opinioni che ruotano intorno al film.

      P.S. Per mail ci sentiamo domani, ora devo correre in studio, buona serata!

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    3. Il tuo amico avrà subito il tuo indottrinamento contemplativizzante, il suo giudizio è ideologico, non fa testo :P

      Ci sentiamo domani!

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    4. Errore! Il mio amico ha gusti molto commerciali, e quella sera ha avuto l'occasione di scegliere tra due mie proposte: "4 mesi 3 settimane e 2 giorni" o SB, appunto. Secondo te non avrei fatto pressione per il film di Mungiu?... Quindi il suo giudizio fa testo, eccome :P
      Se può consolarti, comunque, ora vorrebbe vedere altri film di Korine. Come regista l'ha incuriosito parecchio ;)

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    5. Orpo, quello di Mungiu è un capolavoro, doveva vederlo! Comunque SB non piace, di solito, a chi ha gusti "commerciali", almeno quando uscii le persone che lo massacrarono erano proprio quelle che credevano di trovarsi davanti a una sorta di "American pie" o robe del genere...

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  2. A proposito di Fuori Orario..sabato notte hanno dato Quatre nuits d'un étranger che già dal titolo richiama un "certo" Bresson..son riuscito a vedere solo l'inizio poi son crollato, ma a pelle mi pareva interessante..mica l'hai visto te?

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    1. Sì, l'ho anche registrato e credo ne parlerò a breve. Se ti interessa, te lo posso passare su DropBox.

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    2. Preg', venerdì penso di riuscire a farlo. Spammami la tua mail, però. La mia è talkinmeat@gmail.com

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    3. thebigpecolaman@hotmail.it

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