Begotten


Begotten è un film sul silenzio. Non è un film di silenzio, Begotten, perché Begotten produce immagini e ogni immagine produce un rumore che, per quanto impercettibile, ne annulla altri; in questo senso, Begotten potrebbe pure essere un film di silenzio, ma solo in quanto ne è privo: il silenzio di Begotten è un rumore che annulla altri rumori, è phonè, è quel «linguaggio per sempre» di cui si legge in testa al film. Come potrebbe, altrimenti, Begotten essere la macchina produttrice di senso che è? «In principio era il Verbo...» Il silenzio si pone prima del principio, prima del senso e della sua circolazione, e in Begotten siamo già di fronte a un essere, che è l'Essere, cioè Dio, questo Verbo che col suo solo porsi o essere in atto scongiura il silenzio e inaugura il rumore, vale a dire la Storia. In essa il senso circola, ma la produzione di senso è una e univoca, propria quindi di una sola voce, la voce di Dio. Al senso non resta che circolare e più circola più si espande ed espandendosi crea il tempo e la Storia. Una storia che è circolazione di senso, quindi circolare per definizione: la vita non può che generarsi dalla morte, ovvero da una vita antecedente. Non si crea la vita dalla morte, la morte è il nulla, e se non si considera la morte di Dio come una vita antecedente, che è stata e la cui caratteristica di essere stata permane, non si avrà nient'altro che il nulla che procede la morte. Ma questo nulla non può essere, perché la morte, così come la vita, ha un suo senso. Che circola. E questa circolazione schianta altre vite, nel doppio significato di farle emergere e di sopprimerle: è il tempo, in tutta la sua circolarità, nel suo perenne ritornare. Le figure che muoiono, infatti, in Begotten generano altre figure in un susseguirsi di presenti passati («Un presente che non cessa di passare», si legge ancora in testa al film) che creano la memoria: «Portatori di linguaggio, fotografi, diaristi, voi con la vostra memoria siete morti, ghiacciati, perduti in un presente che non cessa di passare. Qui vive l'incarnazione della materia, un linguaggio per sempre. Come una fiamma brucia via l'oscurità, la vita è carne su osso in convulsioni sopra la terra». Il presente, del resto, è quanto di più transeunte possa esserci, mentre al contrario il passato è eterno, in continuo accumulo, e questa compenetrazione del presente nel passato implica anche, come detto, una compenetrazione del passato nel presente nella maniera in cui è il passato a edificare il presente attraverso la memoria. La memoria è sempre del presente e sua peculiarità è quella di non omogeneizzare il passato ma di particolarizzarlo attraverso il ricordo, ontogenesi del quale deve per forza essere ricercata nel rumore, nel fatto di esistere, porsi e far rumore, perché il silenzio è unico e uniformante. Memoria di cosa? Ovviamente di ciò che è stato e ha formato ciò che è e sarà stato. Dio che si suicida e genera Madre Natura. Madre Natura che masturba il cadavere di Dio e pone in essere la materia del Figlio. Madre e Figlio che giungono sulla terra e vengono torturati e uccisi dagli uomini. E poi? Poi niente, vuoi perché gli uomini non siano ipostasi o perché Merhige non è un profeta, d'altronde non ha molta importanza, visto che qui Begotten si chiude. E si chiude, Begotten, non con figura umana bensì floreale, simbolo ultimo della coniugazione tra mondo terreno e mondo celeste (i fiori nascono dalla morte di Madre Natura), della compenetrazione tra passato e presente e dell'edificazione di questo sulla memoria di quello. Curiosa e inquietante, forse perché inspiegata, la genesi degli uomini, i quali nella migliore delle ipotesi, non provenendo né da Dio né da Madre Natura ma assassinando Madre Natura e vedendo nascere intorno a sé la vita creata da(lla morte di) Madre Natura, hanno tutta l'aria di essere nient'altro che intrusi nella creazione, batteri della vita. Comunque sia, Begotten viene infine a tradursi in un vero e proprio incantesimo che elogia il silenzio (giustificato, se si pensa a quell'epoca di rumore, per lo più inefficace, che furono gli anni Novanta), un monumento avanguardistico che disturba, sì, ma per il solo fatto di riflettere, in maniera più o meno soggettiva e opinabile, ciò che ha comportato la perdita di quel silenzio originario, venendo così a essere, infine, una bestemmia al Verbo, ovvero una presa di coscienza di ciò che si è perso ed è andato perduto per sempre.

4 commenti:

  1. Visione ostica, da rivedere più, e più volte. Direi quasi da far scorrere in loop, come direbbe Alien (James Franco), finchè non ne resta altro che un arcipelago astratto di squarci monocromatici. Mi sa che hai centrato giusto con l'analisi (da rileggere più volte anche questa:) e penso che non sia per niente facile argomentare su un tale "esperimento filmico". Da parte mia invece, ti dirò che la prima impressione colta è stata quella di un apologo visionario sul calvario di Cristo e cioè da quando il "figlio" viene trovato dagli uomini e trasportato, verso la rupe (verso l'alto se ci pensi) e poi le torture, i cambi di sequenza con il sole, che poi si eclissa, etc, etc... Con la sola differenza che anche Madre Natura (che non assocerei però alla Madre/Maria, ma piuttosto alla Maddalena, forse, non chiedermi perchè, devo ancora elaborare...) viene uccisa dall'uomo. Ma sicuramente è un'impressione del tutto soggettiva. Anche perchè, come giustamente fai notare, concluso quell'incipt fulminante sulla "generazione", alla fine di Begotten non resta nulla, se non squarci, appunto... Complimenti vivissimi comunque, anche per quella riflessione sul "rumore", importantissimo!

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    1. Vero, Cristo c'è senz'altro, ma un apologo?

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    2. Scusa, mi sono espresso male. Intendevo che mi è parsa una sorta di rivisitazione, ma in chiave molto figurativa e solo quel segmento, fino a quando uccidono Madre Natura.

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    3. Ah, in quel senso! Sì, anch'io c'ho visto un che di cristologico, ma davvero poco cattolico: il Cristo generato per volere di Madre Natura e non di Dio è, secondo me, una dei punti forti della pellicola, su cui si dovrebbe riflettere davvero molto. Sulla Maddalena potresti avere ragione, sinceramente però non l'avevo colto, il riferimento...

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